Napoli. Incendiato campo rom: il razzismo non in nostro nome

Sono giorni che volevo scrivere qualcosa a riguardo, ma solo ora ne ho avuto il tempo. Non so quant@ di voi lo sappiano ma, a Napoli, un campo rom è stato incendiato.

Il campo era a Poggioreale, la zona in cui si trova quella struttura, simbolo della “giustizia” giustizialista, che altro non è che un’istituzione violenta e orribile: il carcere. Qualche giorno fa, in quella stessa zona, una ragazza è stata molestata da due uomini.

Se questi due uomini non fossero stat@ rom, la violenza sarebbe stata sminuita in un “ci stavano solo provando” e si sarebbe detto, o almeno ipotizzato, che infondo se l’era cercata camminando “in quella zona di sera”. Ma, come vi ho detto, i due uomini erano rom quindi si è scatenato il putiferio.

Come ai tempi del ventennio fascista, quando nei manifesti potevi leggere “difendiamo le nostre donne” questi uomini, fratelli, padri, zii italici si sono organizzati per una spedizione punitiva al campo rom, per ottenere “la testa” dei due uomini che avevano osato molestare le “loro donne” arrivando a prendere a sassate l’intero campo.

Pochi giorni dopo, accade che lo stesso campo va a fuoco. L’orrore che ho provato nel leggere queste notizie non so descriverlo, so solo che si tratta di azioni che nulla hanno accheffare con la lotta alla violenza di genere e tutto con il razzismo e il maschilismo più becero.

Le violenze che subiamo sulla nostra pelle, che ci lasciano i segni sul corpo e nello spirito, che ci generano piccoli o grandi traumi, sono oggetto delle più disgustose strumentalizzazioni che prestano i fianchi a idee violente come:

– il razzismo, dato che se vieni molestata da uno straniero si dà il via al linciaggio, mentre se a molestarti è un italiano ti diranno che era solo un modo per farti degli apprezzamenti, per approcciarti, per farti sentire desiderata, che però te la sei anche cercata, che le brave ragazze, la sera, stanno a casa o si fanno riaccompagnare da qualche uomo/protettore, che se cammini da sola vestita in quel modo mandi messaggi sbagliati ed etc…

– il fascismo, perché questo clima alla “giustizia fai da te” è tipica di chi non ha alcuna intenzione di mettere in discussione il reale problema del sessismo, ma solo di usarlo per raggiungere altri scopi, in questo caso la cacciata dei rom, identificati come coloro che metterebbero a repentaglio la nostra incolumità fisica. Tali idee vengono diffuse da chi vorrebbero ridurci, tra le tante cose, a uteri funzionali alla patria.

– il sessismo che ci rende proprietà, oggetti di altr@. Ahinoi, il delitto d’onore esiste ancora, perché l’abrogazione di una legge non ha il potere di cancellare quel modo di pensare la donna, come propria cosa, che ne era alla base e che, come possiamo costatare, continua a generare/alimentare violenza di genere.

Alla luce di quanto accaduto penso che si possa affermare che la violenza subita da questa ragazza sia stata usata da un gruppo di persone per raggiungere un unico obiettivo, quello di far sgomberare i rom da quel campo. Della lotta al sessismo non frega nulla a chi tratta le donne come oggetti a cui si può far tutto purché, a farglielo, sia un italiano doc. Il sessismo non si combatte col sessismo, questo spero sia chiaro. A questa ragazza mando tutta la mia solidarietà, perché di molestie ne ho subite anch’io da uomini di ogni classe/etnia/età ma mai si dovrebbe consentire di legittimare questo orrore sul proprio dolore. Il problema non sono i rom, il problema è la cultura maschilista che da una parte legittima un uomo a molestarti per strada e dall’altra ne autorizza un altro a cercar vendetta per il torto subito perchè ti considera SUA. Fin quando ciò non sarà chiaro nessuna lotta antisessista avrà mai senso.

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7 risposte a Napoli. Incendiato campo rom: il razzismo non in nostro nome

  1. Pingback: #Stupri utili e #pogrom partenopeo – Al di là del Buco

  2. Freuci ha detto:

    Questa poi è una vetta di patetismo veramente pittoresca.

    Per rifarsi gli occhi (o farseli cadere) basta andare su Facebook, dove c’è una sovrabbondanza di paladini che non vedono l’ora di mettere alla berlina la gente, o intraprendere spedizioni punitive anche se, in quel caso, mediatiche. Nascono pagine che dovrebbero far ridere, tipo quelle che raccolgono le screen di messaggi privati di maniaci sessuali o di post di ragazzine assatanate; tempo un mese e si sono trasformate nella piazza pubblica di una cittadina medievale, dove si espongono vari esempi di persona “indesiderabile” attaccandosi alla minima scusa per pulirsi tutti la coscienza ragliando come asini. Quando si ha la fortuna di poter aggredire gli altri e sentirsi eroi del buon senso contemporaneamente, bisogna coglierla, eh!

    Ora, qui la situazione è di proporzioni molto più gravi. Ma certe volte sembra che la gente stia pericolosamente bollendo a fuoco lento, costantamente, e aspetti soltanto la scusa per esplodere. In manifestazioni di odio retorico e populista.

    • vaviriot ha detto:

      concordo sul tuo discorso sul web e l’atteggiamento inquisitore, stalkeggiante e minaccioso di alcune persone, un comportamento che, nella realtà non virtuale, c’è sempre stato, anche prima di internet, solo che, con i social, ha trovato un nuovo modo di manifestarsi dando l’illusione, ma solo l’illusione, a chi la compie di restare nell’anonimato quando non lo si è mai.
      Mi preme però fare un appunto su quelle pagine che definisci “per ridere”: a me non fanno ridere, trovo che gli screen short siano veramente odiosi se fatti per deridere qualcun@, e che va bene denunciare una persona che ti molesta ma non dare origine ad una gogna pubblica, come trovo orribile l’espressione “ragazzine assatanate” dato che nessun@ dovrebbe porre limiti alla sessualità altru@… non c’è nulla di sbagliato a essere dirette, sfacciate, esigenti, sessualmente attive e disinibite.

      • Freuci ha detto:

        Avrei potuto anche dire “giovani ragazze dirette, sfacciate, esigenti, sessualmente attive e disinibite” ma non l’ho fatto essenzialmente perchè non volevo dire nulla di tutto ciò xD mi riferivo a ragazze che sui social manifestano in maniera eccessiva e sfrenata le loro passioni (dalle famose tumblr fiction a altri episodi da fan sfegatate). Per quanto riguarda la connotazione negativa che hai percepito in “assatanate”, non ho proprio capito. Mica sono un prete che depreca i satani D: se descrivo un comportamento con una metafora+iperbole non vuole automaticamente dire che trovo quel comportamento sbagliato, ma solo che ho accostato due immagini a scopi di tranquillissima coloritura. Naturalmente puoi trovarlo orribile o non divertente, ci mancherebbe, ma non darmi a priori della superstiziosa xD la morale altrui non sempre è cosí elementare da indovinare.

        Ho anche detto: pagine che dovrebbero essere per ridere. O almeno mi pare di averlo detto, da mobile non mi fa visualizzare il thread completo. In ogni caso voleva essere una frase condizionale, del tipo “hanno l’intenzione di partenza di far ridere, ma”. Infatti trovo che facciano ridere come un gatto attaccato alle palle. Se non ci fossero nomi e cognomi forse, chissà, riderei più volentieri perchè non mi sentirei di partecipare a un linciaggio. Ma dopo un po’ il teatrino della Bella Gente verrebbe a noia comunque, con o senza il fiocchetto del politically correct.

      • vaviriot ha detto:

        Il fatto è che il linguaggio non è neutro e se scegli di usare assatanate invece che “sessualmente attive” ci sarà un motivo? Come l’udo dell’aggettivo eccessivo.. ma quando il sesso e la voglia di sesso diventa eccessivo, chi lo decise, su che basi? Il linguaggio è il prodotto di una cultura che, come ben vediamo, è maschilista. Il mio non è un attacco, ma un modo per mettere l’accento sul linguaggio che si usa.. tutto qui. Poi, davvero, non voglio dar vita da una disquisizione su questo

      • Freuci ha detto:

        E’ una lingua maschilista fin nella grammatica, perciò figuriamoci – hai perfettamente ragione. Io personalmente non sono più impegnata “pubblicamente” sull’argomento, così la lingua la parlo esclusivamente per derivazione della mia condotta personale, non avverto il bisogno di trasmettere un’immagine responsabile. Per dire, uso “assatanate” perché mi fa ridere accostare le super-fan degli One Direction alla Regan dell’Esorcista, uso “eccessivo” perché per me vuol dire “eccedente quello che è comunemente considerato il limite” – ma poi, non considero negativo né essere assatanati né eccedere un limite. Hai avuto comunque tutte le ragioni di fraintendermi: sono d’accordo con te quando dici che la lingua non è mai scarica di connotazioni aggiuntive. Semplicemente io alla connotazione aggiuntiva non faccio seguire un giudizio: il mio personalissimo esercizio è quello.
        La chiudo qui, non era neanche nelle mie intenzioni farne tutto un thread e mi scuso per l’off-topic; volevo solo spiegarmi perché mi dispiaceva aver dato una certa impressione, a te poi che seguo sempre avidamente. Rispetto moltissimo il tuo coerente progetto linguistico, che per così dire dà un esempio agli altri, oltre a essere cognitivamente validissimo per chi scrive; ottima ginnastica mentale. Semplicemente io non faccio ginnastica. 😛

      • vaviriot ha detto:

        grazie a te per aver capito e per la spiegazione =)

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