La sessualità non andrebbe mai generalizzata, a maggior ragione quella degli/lle adolescenti

Finalmente, tra un’operazione dentistica e l’altra (col ticket, tanto per farlo sapere a chi crede che, chi si interessa di antisessismo, ha i milioni), ho il tempo di scrivere due righe sull’articolo della Borromeo, quello sulla sessualità delle/degli adolescenti.

Non sono una giornalista ma penso che non ci sia nulla di più scorretto che generalizzare un discorso così ampio come quello della sessualità, a maggior ragione quella di chi ci si sta affacciando. Quello che viene descritto in questo articolo è uno spaccato, bisogna poi vedere quanto aderente alla realtà, di una parte di quella che chiamano adolescenza. Se ci si scomodasse a frequentare più scuole, più quartieri, più città, passando anche per i paesi, si noterebbe però quanto è vasto quel mondo che si mostra appiattito.

Come sapete, non sono più un’adolescente, ma ricordo bene come vissi quel periodo e soprattutto i dubbi che assalivano tutte noi. Anche se la generazione è cambiata, nel senso che l’età a cui ci si avvicina alla scoperta del sesso si è abbassata e di sesso si parla relativamente di più, delle costanti restano: la cultura maschilista imperante, i suoi stereotipi e la disinformazione. Non tenere conto di questi elementi, mentre si tratta di sessualità tra giovani lo trovo scorretto.

Partiamo col chiarire il punto di vista con cui ho deciso di leggere questo articolo: la giornalista riporta esclusivamente le affermazioni rilasciatele dai/lle ragazz@ intervistat@. Fin qui nulla da obiettare, ma vedremo poi come, a queste domande, manchino delle altre che reputo fondamentali.

Quello che più mi impressiona è lo scollamento tra sesso e sentimenti che emerge da quanto riportato. Sembra che il sesso tra i/le giovani sia la riproduzione dei peggiori film porno maschilisti. Saranno content@ gli/le antisex. Ma, come sempre, bisognerebbe andare più a fondo di quanto si ascolta e domandarsi se, poi, sia così vero che quest@ adolescenti siano impermeabili a qualunque esperienza sessuale, e non sto parlando di amore ma di scambio di calore, affetto che può esserci anche in un rapporto fugace. Ammetterlo, però, metterebbe in discussione quella insana idea del sesso sporco, fatto senza alcun sentimento (manco il rispetto di sé) e, ovviamente, strafatt@ con così tanto alcool e droga che, il giorno dopo, non ci si ricorda più nulla.

Quanti cliché in un unic@ articolo. Ma andiamo avanti che di roba su cui poter parlare ce n’è tanta. Alla visione del sesso senza amore/brutale/squallido/vuoto/sporco (praticato sotto effetto di alcool e droga) si aggiunge anche l’inesistenza di precauzioni. Il preservativo, questo sconosciuto. Ma se manca l’uno, chissene, tanto poi si prende la pillola del giorno dopo, perché, si sa, in Italia è tanto facile riceverla.

Vorrei tanto sapere in quale paese o città abitino queste ragazze perché, dalle mie parti, per ottenerla, devi fare un casino e quando ci riesci devi pure avere i soldi per comprala, perché, per chi non lo sapesse, non è gratis. Inoltre, la pillola non ti protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili ed io, una domandina su queste, sulla paura o meno di contrarle, l’avrei fatta a quest@ ragazz@, tanto per capire se ne erano coscienti perché so benissimo che, come noi alla loro età, non sanno quasi nulla sulla prevenzione mentre altre cose le ignorano del tutto.

Sarà mica colpa loro se nessun@ si degna di fargli un pò di educazione sessuale? Sarà colpa loro se nessun@ accetta l’idea che i/le 14enni fanno sesso anche se gli/le adult@ fingono che non sia vero o si battono perché non avvenga? A me non importa che loro facciano sesso prima di quanto l’abbia fatto io, sono tempi diversi, a me importa che a loro venga data un’informazione migliore di quella che ricevetti io e che gli si eviti di commettere le cazzate che si fanno quando non si conoscono le cose, sperando che finisca  sempre “bene”. Vogliamo davvero lasciarli nelle mani del caso o della fortuna? Si può mai giocare con la salute dei/lle ragazz@?

Nell’articolo si dedica tanta parte alla perdita della verginità da parte delle ragazze come se fosse qualcosa di cui vergognarsi. Non trovo disdicevole liberarsi di qualcosa che si percepisce come un peso, io me la tolsi da sola, ma trovo assurdo far passare il messaggio che non abbia più un peso. In realtà ce l’ha. Ce l’ha sia per quelle ragazze che la considerano qualcosa da preservare fino al matrimonio, e ci sono, ci sono ancora, e sia per chi la vive come qualcosa che limita l’esplorazione di un mondo che ci incuriosisce.

Leggendo le affermazioni delle ragazze sembra che ce ne si liberi per entrare nel gruppo dei/lle figh@, e non perché quel mondo ci interessa, ci piace e vorremmo saperne di più. Ammetterlo, forse, potrebbe farle passare per “troie”? E sì, perché in questo articolo sembra che fare sesso per le ragazze non comporti più alcun stereotipo, alcun offesa o lettera scarlatta. Infatti le offese come pompinara, troia, zoccola, puttana ed etc sono superate.. non le usa più nessun@!!!

Continuo a chiedermi se esista un paese dove il sessismo sia stato superato ed io ne venissi a conoscenza solo ora. Ma procediamo. Mentre alle ragazze sembrerebbe non venir più recriminata la libertà sessuale, i ragazzi, invece, sarebbero completamente disinteressati e per giunta impauriti. Personalmente non ho mai conosciuto un adolescente, in pieno subbuglio ormonale, che non mostrasse curiosità verso il sesso. La paura posso comprenderla, come infondo ce l’hanno le ragazze: essere inespert@ rende insicur@ e, mi sembra ovvio e naturale, avere qualche paura ma, di certo, non sono limitanti. Ai miei tempi, quando il sessismo esisteva ancora (permettetemi l’ironia), se un ragazzo ti dava della puttana perché ci avevi fatto sesso, alcune ragazze, per difendersi, contraccambiavano l’offesa sessista con un’altra, quella dell’impotenza del suddetto. Però, devo ammetterlo, spesso quell’offesa non veniva creduta, perché percepita come un’invenzione da parte di chi “aveva sbagliato ad aprire le cosce”. Più grave era lo stigma di “gay” che, spesso, veniva affibbiato dai bulli ai ragazzi che non si mostravano abbastanza virili.

Infine, nel testo, si accenna all’orgasmo e alla sua inesistenza. Le ragazze farebbero sesso per uno status, per un’immagine di “mature”, mica per venire? Eh già, chi se ne frega di provare quella sensazione che ti fa vibrare tutta e che ti fa sentire viva e intera come nient’altro al mondo? Se quest@ ragazz@, come molt@ di noi, si sono costruit@ un’immagine del sesso guardando film porno commerciali, l’idea dell’uomo che fa urlare la donna ce l’hanno impiantata nel cervello. Ergo, come è possibile che non tentino di riprodurla o non provino curiosità nel capire perché, palesemente, si ordina all’attrice di simulare una godimento così enfatizzato? Forse, il problema, è che ci si vergogna di dire di non averlo ancora provato, di non sapere da dove iniziare dato che da secoli tale piacere è stato censurato, anche se se ne avrebbe tanta voglia o lo si è fatto ma si ha paura di passare per puttane? Mah, i miei tempi, quelli dove il sessismo era ancora vivo e vegeto, mi dicono che potrebbe essere così come tanto altro.

L’articolo su questo sesso senza amore/brutale/squallido/vuoto/sporco/sotto effetto di alcool e droga/anorgasmico praticato da indemoniate e ragazzi impauriti, si conclude con l’immagine di ragazze che pregano affinché gli venga il ciclo e le salvi da gravidanze indesiderate, dato che non si ricordano se, la sera prima, hanno o meno usato preservativi.

A questo articolo mancano così tanti tasselli che credo sia uno dei più brutti mai scritti sulla sessualità adolescenziale. Manca una reale volontà di sondare questo mondo che è vario e anche molto differente, a seconda del luogo in cui si va a fare l’inchiesta. Non si parla di lesbismo, di omosessualità, di transessualità, non si parla della difficoltà di affrontare un mondo di cui non si sa nulla, tanto che si descrive questa inesperienza, che fa fare tante cose stupide, come non usare i preservativi, come una scelta quando è una condanna. Li abbiamo condannat@ noi all’ignoranza, al salto nel vuoto senza alcun appiglio, quando basterebbero poche ore alla settimana per dargli tutte le informazioni essenziali e iniziare un percorso di messa in discussione degli stereotipi che, nel mondo in cui viviamo, quello sessista e maschilista, in cui a qualunque donna si dà della troia o succhia cazzi perché, ha detto o fatto, qualcosa che non ci piace, esistono e mi sembra stupido non parlarne.

Alle ragazze intervistate mando la mia solidarietà perché, che siano o meno coscienti di ciò che è successo, le loro parole sono state usate per descrivere un mondo tanto schifoso su cui si costruiranno castelli di stereotipi che andranno a minare, ancora di più, la loro e la nostra libertà sessuale. A loro sento di dire che non devono lasciarsi usare, che la loro sessualità non deve mai essere strumentalizzata per articoli sensazionalisti, che fare sesso con qualcuno che ci piace e basta, senza questo innamoramento romantico, non è reato, che bere non è sbagliato ma che sarebbe bene non superare la soglia del brill@ perché bisogna restare coscienti, che usare il preservativo è importante perché non ci sono solo le gravidanze indesiderate ma anche le malattie trasmissibili sessualmente, che la ricerca dell’orgasmo è faticosa, soprattutto se si è donne, ma che è un’esperienza stupenda, che se un ragazzo non sa fare un cunnilingus glielo si insegna come lui insegnerà a voi come si fa un pompino, che le cose si scoprono insieme, che se ti piace scopare non devi nasconderlo per paura di essere denigrata e lo stesso deve vale per chi non è interessat@, che se ti piacciono persone del tuo stesso sesso va bene uguale, che se senti di appartenere ad un genere diverso da quello assegnatoti dalla nascita non sei matt@, che la droga non è il male ma che vale quanto detto per l’alcool, che se non sei pronta a fare sesso non sei sfigata e se lo hai fatto “prima del tempo” neanche perché nessun@ deve dettarvi i tempi, che la cosa più bella del sesso è la scoperta di sé stess@ attraverso gli/le altr@ che si incrociano, che non ricordarsi di una scopata può capitare ma è meglio non sperare nell’arrivo del ciclo salvatore e andare a richiedere la pillola del giorno dopo e lottare perché non la si riceverà facilmente. In poche parole che è giusto tutto, ogni scelta, purché sia fatta con consapevolezza e con le precauzioni, ma chi, se non gli/le adulti, dovrebbero darvi gli strumenti per viverla serenamente? Tutto il resto lo lasciamo a chi ama i mondi stereotipati.

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Questa voce è stata pubblicata in Antiautoritarismo, Antipsichiatria, Antisessismo, Autodeterminazione, Contraccezione, Educazione, Lingua/Linguaggio, No Lesbofobia, No Omofobia, No Transfobia, Pensieri Sparsi, Sessualità/Sesso. Contrassegna il permalink.

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