Mestruo: tra odio et amo

C’è chi ha un buon rapporto con il proprio ciclo mestruale, chi ha imparato ad avercelo, chi ci convive ma spera che finisca presto, chi passa da odio ad amore a seconda del periodo e chi non lo sopporta. In ogni caso il ciclo è quell’esperienza che ogni donna vive e che, secondo la cultura vigente, stabilisce l’inizio “dell’età fertile”.

Perché vi parlo di questo? Perché, alcuni giorni fa, ho letto il report di Moju sull’ultima fase della trilogia di mostre dedicata a Isola Mutante, rassegna di arte contemporanea che indaga la famiglia (Fathers), la società (Fear) e la fede (Faith), in relazione allo sviluppo della personalità umana. Tra le varie opere citate la mia attenzione è stata, nuovamente, attirata da un’artista che avevo già apprezzato per un altro lavoro, Alessitimia: sto parlando di Sara Gigli e del suo Menstruum (il video lo vedete all’inizio del post). Per farvi capire di cosa si tratta vi riporto quando scritto da Moju:

Io amo molto i lavori con il e sul ciclo mestruale, per cui nuovamente in brodo di giuggiole (come per Fear) per la pungente elaborazione di Sara, che ripercorre le date del suo ciclo durante un anno solare che si concludono, casualmente, proprio il 25 dicembre, identificato come giorno di nascita di molteplici divinità (compreso Gesù Cristo) e giorno del Sol Invictus.

Ispirata da questo video ho deciso di raccontarvi come vivo, ho vissuto e spero di vivere il mio ciclo.

La prima volta che l’ho avuto ero in terza media. Essendo, tutte le mie amiche, già mestruate, attesi con ansia il suo arrivo per non essere l’unica “ancora non mestruata” e anche perché, per me, segnava il passaggio nell’età adulta. Quando arrivò, dunque, non fui sconvolta dal ritrovarmi del sangue sulle mutandine, dato che lo avevo già visto con il ciclo di mia madre e quando mi penetrai da sola.

Quello che non avevo presente erano i dolori che questo comportava. Nei primi anni erano assai contenuti, a volte non li percepivo nemmeno, quindi, avere il ciclo, non mi dava così tanto fastidio, fatta eccezione per l’attrito da assorbente e la costante paura di macchiarmi i pantaloni/jeans/gonne. Questa paura, ripensandoci oggi, era sicuramente collegata al tabù del ciclo, esperienza che, si sa, avvenire tutti i mesi ma di cui è meglio non parlare. Infatti ci insegnano a nasconderla, in tutti i modi possibili e, qualora si rendesse manifesta, per esempio con una macchia sui propri pantaloni o macchiando una sedia, tale inconveniente provoca la vergogna e la derisione ai danni della donna/ragazza che “non è stata brava a nascondere il suo stato”. In poche parole, perdere sangue ogni mese è una cosa di cui dobbiamo vergognarci e che per questo ci viene consigliato/ordinato di nascondere con assorbenti che catturano fino all’ultima goccia, manco fossero pannolini per bambini, di ultima generazione ultra sottili, così da non notarli sotto i pantaloni attillati, e con “l’odor control” che non sia mai dovessimo infestare gli ambienti che abitiamo. In altre parole, siamo delle appestate.

Ma, ritornando al racconto sull’esperienza col mio ciclo, ricordo che quando arrivai al liceo quest’ultimo decise che la pacchia era finita e che era arrivato il momento di farmi soffrire. Iniziai dunque a sentire i dolori che mia madre mi aveva descritto e che credevo di essermi evitata: conobbi l’unione di mal di pancia, mal di schiena, senso di vomito e di gonfiore e l’assunzione assidua di antidolorifici.

Il tutto inizia giorni o addirittura una settimana prima che arrivi il ciclo. Il mio seno, che è piccolino, si ingrossa (non pensate a robe spropositate XD) e inizia a farmi male mentre la mia libido si impenna. Ci tengo a precisare che queste sensazioni appartengono a me e non è detto che si presentino sempre e che siano le stesse che provano le altre donne. Anzi, parlandone con amiche ho capito che per ognun@ ci sono segnali e sensazioni differenti.

Quando avverto tali segnali capisco che stanno per arrivare quei cinque/sei giorni che, personalmente, non vivo bene. Da una parte sono felice perché, anche se faccio sempre sesso sicuro, il ciclo mi testimonia il fatto che non sono incinta, dall’altra però mi dice anche che, proprio per questo, non ho adempiuto al mio ruolo e quindi mi tocca soffrire perché il mio corpo si era preparato/organizzato diversamente.

Durante i primi due giorni di ciclo vivo la parte inferiore del mio 318151_276808942416172_163383063758761_587930_1901020807_ncorpo con molto astio. Per tale motivo sono solita immaginare mondi fantastici in cui è possibile scomporsi e parcheggiare il proprio utero da qualche parte fino a quando il ciclo non è terminato. Lo so, è follia, ma l’immaginazione mi aiuta a non pensare al fatto che non amo il mio ciclo. O meglio, lo sopporterei pure se non mi provocasse sofferenza. Infatti rimugino parecchio sul fatto che per alcune donne sia un’esperienza con pochi dolori o perfino indolore e per altre molto dolorosa, e che a me sia toccata la seconda opzione.

In questi primi giorni la mia libido, che era salita alle stelle, è completamente nulla, annientata dai dolori e dagli antidolorifici. Si rifarà viva solo dal terzo-quarto giorno. In questa seconda fase, dove, almeno per me e per ora, il dolore sembra scemare, riesco finalmente a vedere il ciclo come un’esperienza vivibile ma mai bella.

L’appetito, che nei primi giorni del ciclo perdo, a causa anche del senso di vomito, si ripresenta e con esso anche la voglia di fare sesso. Connubio, almeno per me, perfetto. Non so voi, ma a me è capitato di fare sesso col ciclo. Un’esperienza che, all’inizio, sembra imbarazzante ma che poi risulta piacevole se non ci sono inconvenienti, tipo macchie sul letto, divano ed etc che vanno lavate successivamente XXD Ho discusso con molte persone sulla questione “sesso-ciclo” e molt@ di loro mi hanno confessato di averlo già fatto e di non aver alcun problema nel farlo. Ma allora perché nei porno è un tabù? Perché nei racconti erotici non si fa mai sesso col mestruo? Perché sembra ancora aleggiare, anche nei discorsi tra amiche, il tabù del sesso col ciclo?

Anch’io, le prima volte che ho proposto di far sesso mentre ero mestruata, mi imbarazzai nel sottolinearlo e nel chiedere all’altr@ se andava bene, perché mi sembrava il minimo. Ma se mi sembra corretto chiedere sempre conferma al partners per accertarsi della consensualità del rapporto, dall’altra la vergogna che provavo nel rendere manifesto il mio stato di mestruata mi creava disagio. Perché dovevo vergognarmene? Leggendo “Il secondo sesso” mi accorsi che quella sensazione era frutto di una cultura misogina che aveva costruito, attorno al ciclo, le più assurde dicerie che si potrebbero racchiudere in una frase: un essere che perde sangue ogni mese non lo si può che considerare debole, lunatico, inconstante, inaffidabile.

Ancora oggi di ciclo non si parla spesso, le donne nei media, nelle pubblicità, nei film/telefilm, nei porno sono tutte prive di ciclo anche quando lo pubblicizzano. Ma cosa spaventa, nel 2014, di questa esperienza? Cosa, quelle perdite di sangue, simboleggiano nel pensiero comune? Quali paure/dicerie/stereotipi sono ancora duri a morire sul ciclo?

Gli unici giorni in cui riesco a “godermelo” sono gli ultimi, quarto/quinto giorno. In quei giorni mi capita anche di osservare il sangue uscire, ormai indolore, dalla mia fica e pensare che è davvero un’esperienza unica, con tutti i contro del caso. Però, lo ammetto, quando finisce per me è un sollievo.

Per ora, questo è il mio rapporto col ciclo, ma non so se in futuro sarà diverso. Non volendo partorire credo, ma non ne sono certa, di scansarmi l’ansia del “se non faccio un figlio ora non potrò più farlo”, ansia che comprendo e che ora trovo ancor più esasperata perché da precarie o lavoratrici a nero un@ figl@ è impossibile pure immaginarlo. E su questo vorrei sottolineare, nel caso non fosse chiaro, che erroneamente si crede che la lotta femminista sia incentrata esclusivamente sul diritto all’aborto, quando invece esso è collegato al diritto ad una maternità consapevole. Chiedere più educazione sessuale nelle scuole, per esempio, non serve solo a prevenire gli aborti ma anche a far prendere, una decisione come la genitorialità, con tutta la consapevolezza possibile. Della menopausa, invece, non so cosa dirvi dato che la vedo lontana ma noto come viene vissuta, o sarebbe meglio dire, come ci viene imposto di viverla: una tragedia, un confine che segna il passaggio da donna matura a donna che sta invecchiando. Se vai in menopausa la tua pelle “perde di turgore”, come dicono in tv, la tua fica ha delle “perdite” paragonabili alle file puzzolenti usate a carnevale, e la tua libido è nulla. Sei una non donna, dato che non sei più un utero da poter sfruttare o un corpo da erotizzare, dato che lo stereotipo della donna sexy è “giovane”. Questo è ciò che accade quando qualcun@ ti oggettivizza privandoti del tuo essere persona.

Detto ciò, come sempre, mi piacerebbe se, chi volesse, mi raccontasse la sua. Intanto vi segnalo quella di Amara che, come già dice nel titolo, è “Solo per stomaci forti” ma io aggiungerei anche per menti prive di pregiudizi. Buona lettura!

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4 risposte a Mestruo: tra odio et amo

  1. Giulia ha detto:

    Ciao, ti ho scoperta da poco e quello che scrivi mi offre sempre nuovi spunti di riflessione. Secondo me l’esperienza del ciclo andrebbe vissuta in maniera più serena. Dalla mia posso dire che mi ritengo una persona fortunata, che appartiene alla prima categoria di donne (ciclo con pochi dolori), e che quindi non ho motivo di odiare questo aspetto della femminilità. Anzi, quasi lo rivendico! Quando un partner mi chiede di prendere la pillola per avere rapporti più sicuri io divento quasi isterica..non sopporto l’idea di introdurre qualcosa nel mio corpo che addormenti le mie ovaie e che mi procuri delle false mestruazioni. Non so perché ma la percepisco come una violenza sul mio corpo. Il mio corpo funziona benissimo così e non ha bisogno di ingerenze ormonali, voglio e pretendo di avere il ciclo che madre natura mi ha donato. Difatti non reggo le crociate a favore della pillola anticoncezionale e contro altri metodi quali il preservativo (che secondo me è il miglior metodo per proteggersi non solo da gravidanze, ma dalle malattie sessualmente trasmissibili, che sinceramente trovo più “raccapriccianti” di un bimbo tra le braccia), posso accettarle laddove ci sia un problema nella donna (cisti ovariche e compagnia bella). Mi dà proprio fastidio sentirmi dire che la pillola sia il simbolo della libertà sessuale delle donne. Ma libertà di cosa?!! Io non sono disposta a sacrificare il mio ciclo e la mia capacità di concepire in cambio di questa fantomatica libertà (anche se il sacrificio è temporaneo). Sarebbe ora che tutti ci rassegnassimo all’idea che la sessualità e il concepimento in origine andavano a braccetto, siamo noi che rompiamo questo vincolo, e io aggiungerei per fortuna perché a me il sesso piace assai.
    Capisco anche che ci siano donne che proprio non sopportano il ciclo per i sintomi che comporta e accetto il loro punto di vista..non siamo tutte fortunelle.
    Per quanto riguarda il binomio sesso-ciclo, io ho avuto una sola esperienza in tal senso (ma negli ultimi giorni del periodo fatidico) e mi è piaciuto come sempre. Anche io ho provato un senso di vergogna nel chiedere a un partner se gli avrebbe dato fastidio..ma io mi faccio questi scrupoli per il semplice fatto che può risultare molesto l’odore e/o il sapore (per quanto una possa lavarsi, può risultare sgradevole e lo è anche per me)..e credo che sia sostanzialmente questo il motivo per cui le persone storcono il naso all’idea. Probabilmente nel porno è considerato un tabù per un fatto di igiene oppure perché non è bello a vedersi, visto che in quel mondo le donne devono essere perfette, pulite e completamente depilate, a differenza degli uomini, che possono permettersi di essere in qualunque modo (a mio parere rispetto alle donne, quasi tutte bellissime, loro sono in larga parte dei “cessi” e hanno quasi il diritto di essere impresentabili..ma questa è un’altra storia). Che poi anche lo sperma può risultare molesto, ma la nostra cultura fallocentrica proprio non può accettarlo..è sicuramente peggiore la donna con il ciclo, che quindi dev’essere dipinta nelle pubblicità degli assorbenti come un essere sporco e da evitare.
    In soldoni..donne, facciamoci meno problemi..uomini, dovete volerci con o senza ciclo!

    • vaviriot ha detto:

      Ciao Giulia, grazie per aver condiviso la tu esperienza =) volevo solo aggiungere due cose su quanto hai detto. La prima è sulla pillola anticoncezionale. Ti posso garantire che, almeno tra le compagne femministe che ho frequentato, nessun@ la sostiene come uno strumento di libertà o la vuole imporre a nessun@, anzi, ci sono molte critiche sul fatto che, spesso, si prescriva senza far fare delle analisi alle donne che la richiedono dato che il dosaggio degli ormoni dovrebbe cambiare a seconda di ciascuna di noi. Personalmente non ho mai usato la pillola perché non voglio assumere ormoni.
      Per quanto riguarda il sesso, beh il preservativo sembra esser presente già dall’antico Egitto e credo fosse fatto con l’intestino di un animale >_< Nel medioevo fu abolito o comunque il suo uso fu ridotto perchè la morale cattolica associava il sesso alla procreazione, declinando il sesso in modo eteronormativo e ovviamente riducendolo all'introduzione del cazzo nella figa.. e tutti gli altri sessi/pratiche possibili?
      Per i porno, sì, c'è sicuramente un divario enorme tra le pornoattrici, sempre bellissime secondo lo stereotipo di bellezza, e i pornoattori di cui, spesso, si vede solo dal bacino in giù, e che non hanno l'obbligo di aderire agli standard "di bellezza" dato che quei video sono immaginati e creati da uomini per uomini… se però guardi quelli non etero vedi che le cose iniziano a cambiare e che, anche lì, vengono riproposti fisici che dovrebbero, secondo gli stereotipi vigenti, risultare belli. Poi, personalmente, ho una concezione tutta mia della bellezza =)

  2. Giulia ha detto:

    Assolutamente non volevo attribuire le crociate per la pillola alle femministe 😉 Ho solo espresso una mia opinione dettata dal fatto che, come dici tu, oggi viene prescritta con una certa superficialità e quasi con l’idea che sia la “panacea” di tutti i mali, soprattutto alle ragazzine, che spesso rimangono ignare del fatto che c’è molto altro da cui proteggersi.
    Se non erro la morale cattolica rifiuta anche l’uso della pillola, perché come il preservativo avrebbe capacità abortive…ma si sa, la morale cattolica rifiuta tante di quelle cose, con l’unico obiettivo di mortificare il piacere dell’individuo, qualunque sia il modo con cui voglia raggiungerlo.
    Per quanto riguarda i porno, se mai avrò l’occasione di vederne uno NON etero ti dirò la mia riguardo alla bellezza dei corpi. Sono sicura che la donna rivesta altri ruoli, e non sempre e solo quello della belloccia “sottomessa”.
    Grazie per il confronto 😉

    • vaviriot ha detto:

      La pillola anticoncezionale non ha alcuna capacità abortiva… se la prendi e c’è stata già fecondazione, non ci sono miracoli possibili, sei incinta. Vale lo stesso per la pillola del giorno dopo che, come unica capacità, ha quella di inibire la fecondazione, ma ripeto, se è già avvenuta, prima della sua somministrazione, non avrà alcun effetto. Per questo è fondamentale prenderla quanto prima. L’unica pillola abortiva è la RU486.
      Questa confusione tra pillola anticoncezionale e pillola RU486 è voluta proprio dalla chiesa per permettere l’obiezione anche dove non è consentito, ovvero sulla pillola del giorno dopo che, essendo contraccettiva, non la prevede. E’ come entrare in farmacia e vedersi negati i preservativi per obiezione di coscienza.. è follia, per giunta illegale, ma accade. Ma se si sa la differenza si possono far valere i propri diritti.
      Per i porno, basta vedere quelli non maschilisti per capire che la sessualità è molto di più di una visione stereotipata dove c’è un dominatore e una sottomessa, anche quando si inscenano sessioni BDSM.

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