La cultura sessista in Italia tra insulti e denunce

E’ terminata un’altra settimana di lavoro, in nero e sottopagato. Mi siedo davanti al pc e, imprecando per il mal di denti che mi è venuto, ho deciso di mettere nero su bianco ciò che penso sulle ultime vicende accadute in Parlamento. Lo saprete già tutt@: il grillino De Rosa ha insultato delle deputate del PD affermando che stessero lì solo perché sapevano fare i pompini.

Ecco, se l’uomo lo si offende definendolo un lacchè, una persona che si è fatta comprare, la donna invece la si chiama puttana, pompinara, mignotta ed etc. Lo abbiamo visto durante quella manifestazione, del 13 febbraio del 2011, quando il movimento di SNOQ scese in piazza vestito di bianco per urlare che no, in Italia non si volevano le puttane.  Come allora, quando scendemmo per strada con la protesta degli ombrellini rossi, per evidenziare la pericolosità di questa contrapposizione tra sante e puttane, che andava ad alimentare la cultura sessista di cui si accusava solo Berlusconi, anche oggi non posso che riconfermare ciò che pensavo allora e valutare come la cultura che si alimenta poi si ritorca contro quelle stesse che l’avevano supportata.

Perché dobbiamo dirlo che le prima ad usare questo linguaggio contro le donne del PDL furono proprio le donne del PD. Ricordo ancora tutti i cartelloni sessisti che sfilarono quel giorno in piazza Dante e tutte quelle donne che si avvicinavano a noi e ci guardavano infastidite, poiché le ricordavano che quella dicotomia che avevano deciso di non mettere in discussione, ma anzi di supportare, ledeva ognun@ di noi. Puttana è la donna che decide per sé, puttana è la donna che ha una vita sessuale, puttana è la donna che decide di non scopare quella sera, puttana è chi decide di farlo, puttana è la donna che esprime il suo pensiero che non coincide con quello altrui, puttana è la donna che vuole lasciare il su@ compagn@, puttana è la donna che indossa minigonne, puttana è la donna che se l’è cercata, puttana è la donna che resiste, puttana è chi decide di vendere il proprio corpo, puttana è chi non crede nella monogamia, puttana è la donna libera che col suo agire ci ricorda le gabbie in cui siamo rinchiuse… puttana è anche l’avversaria politica.

Che il linguaggio non sia neutro credo sia chiaro a tutt@, che le offese scelte per un uomo e una donna siano differenti anche. Quello che forse le donne del PD non hanno mai capito, o hanno finto di non capire, è che il sessismo non è nato con Berlusconi e non morirà con lui. Che il sessismo, seppur generato da una cultura maschilista, è alimentato sia da uomini che da donne, come loro stesse ci hanno dimostrato in più casi, quando accusavano le altre di puttanaggine o restavano in silenzio davanti alle dichiarazioni di donne come Marta, picchiata e insultata dai/lle poliziott@ perchè No TAV, o Nina, prima idolatrata come simbolo della pace e poi offesa a suon di troia perchè aveva sbeffeggiato l’autorità in divisa o Joy, Priscilla e Florence che hanno denunciato le violenze subite nei CIE.

Di motivi ne potrei elencare parecchi ma penso che il più importante sia sotto gli occhi di tutt@: a queste donne non importa combattere realmente il sessismo, altrimenti non avrebbero strumentalizzato questa lotta per portare voti a sè e al loro partito. Ed infatti la vacuità dei loro discorsi e l’inesistenza di un reale percorso di lotta al sessismo ci fa comprendere come, al verificarsi di quanto accaduto, non si sia trovata altra soluzione che ricorrere alla querela come se il problema non fosse culturale.

Se anche De Rosa fosse condannato cosa cambierebbe? Quando si metterà in discussione il principio che a pagare deve essere solo il singolo e non la cultura che lo ha educato ad essere così, in questo caso sessista? Quando ammetteranno che la nostra cultura, la nostra educazione, ha una struttura, tra le tante altre cose, sessista? Quando, oltre a manifestazioni strumentali ai partiti, parleranno seriamente di una lotta al sessismo che non può essere slegata da altre lotte importanti? Quando smetteranno di parlare di sessismo solo quando ne è vittima una donna bianca etero borghese?

Questa vicenda mostra tante cose: che il nostro è un paese profondamente sessista, che la lotta al sessismo, come quella al femminicidio, è stata strumentalizzata da tante donne per fini che nulla hanno accheffare con la sua fine, che non si ha alcuna voglia di affrontare il problema alla radice, che si preferisce creare il nuovo mostro di turno pur di non ammettere che è un problema trasversale e presente anche tra chi ne è vittima. Ma ci ha ricordato anche un’altra cosa, ovvero che oggi, ancora nel 2014, secondo la cultura vigente le donne dovrebbero vergognarsi di fare pompini.

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