In Italia il reato di clandestinità verrà abrogato, ma l’espulsioni e il razzismo riconfermati

Ieri i giornali intitolavano “cancellato il reato di clandestinità” e a soffermarsi solo su di essi sembra una gran bella cosa. Ed invece, come sempre, i titoli sono ingannevoli e se si spendono cinque minuti in più e ci si sofferma a leggere l’articolo si capisce che l’Italia, non solo non è diventata all’improvviso un paese antirazzista, ma che la situazione per i/le migrant@ non è migliorata.

Per chi non lo avesse letto, ieri il senato ha approvato il ddl sulla messa alla prova che contiene anche l’emendamento per la cancellazione del reato di clandestinità. In cosa consiste questo emendamento? Nel fatto che tale reato viene trasformato in illecito amministrativo e quindi chi, per la prima volta, entra clandestinamente in Italia, non verrà sottoposto a procedimento penale, ma immediatamente espuls@. Il reato si commette se si è recidiv@, ovvero quando da espuls@ si rientra in Italia. Questi sono i progressi della giustizia, la semplificazioni di cui spesso si riempiono la bocca i/le politic@.

E’ palese che questa abrogazione non cambi nei fatti nulla agli/alle migrant@ che continueranno a vivere in situazioni di clandestinità e ricatto. Ma, diciamolo, di questo al governo non gliene frega proprio niente. Inoltre, tale abrogazione, non implica la chiusura di quei lager, chiamati CIE, che, a mio avviso, avranno sicuramente un ruolo centrale in questa situazione dato che l’espulsione non è mai immediata. Quello che cambia è in realtà un alleggerimento sia per i tribunali italiani, che probabilmente erano intasati da questi provvedimenti, sia per i conti pubblici dato che quest’ultimi hanno un costo.

Nonostante le stragi, che io chiamerei omicidi, avvenuti nell’ultimo periodo, nonostante i video che hanno shockkato gli/le italian@ il tempo di qualche speciale o di un titolone da prima pagina, nonostante l’evidente assurdità di questo reato che condanna uno status e della violazione dei diritti umani che avviene nei CIE, nonostante tutto questo nessun media osa affrontare il vero problema del paese: il razzismo.

Perchè gli stereotipi sull’immigrat@ che puzza, ruba, rapisce bambin@, stupra, spaccia ed etc servono solo ad alimentare una lotta tra pover@ che ci rende miopi e non ci fa vedere che il problema non è colu@ che arriva in Italia, ma chi sfrutta e ricatta sia l@i che noi, che ha creato confini che regolano l’esistenza di chi vive dentro e fuori quelle linee, chi ci spinge in un’arena a combattere per esser sfruttat@, perchè è questo il “premio” per cui dovremmo scannarci.

Mi dispiace doverlo dire ma, avere la ministra Kyenge, non ha reso l’Italia un paese antirazzista, se non solo per forma. Lo dico per chi crede ancora nelle rappresentanze e si convince che il solo esser donna, non etero, transgender o nera possa agire, in parlamento, un cambiamento che non può verificarsi se questo sistema continua ad esser legittimato, dato che per il solo accedervi bisogna farlo. I poteri si basano su discriminazioni, subalternità, sfruttamento e il razzismo rientra tra questi. Si può pensare di distruggerlo mantenendo il sistema che lo ha prodotto?

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