La violenza di genere tra strumentalizzazioni, liberazioni e resistenze

In queste settimane stanno accadendo così tante cose che penso sia giusto parlarne e capire come la questione della violenza di genere venga affrontata da diverse realtà.

bacioLa notizia che, più di tutte, mi ha lasciata esterrefatta è stata la denuncia per molestia da parte del poliziotto contro la No Tav che gli ha leccato la visiera. Detta così fa ridere, anche se c’è ben poco da ridere. L’assurdità di questa denuncia è stata ben descritta dal blog “Abbatto i muri”, il cui post vi invito a leggere. Parlare di molestia per una leccata di un casco non solo è stupido ma è anche un’offesa per chi le molestie le subisce davvero. Era una provocazione, condivisibile o meno, ma niente di più. Quella ragazza si è autodeterminata ed è per questo che è stata insultata e, ora, perfino denunciata. L’autorità non permette a nessun@ di deriderla, dato che il suo potere si regge anche sulla paura che essa incute. Forse questa ennesima violenza, che è di genere, perché la condanna non è solo per aver sbeffeggiato il potere ma perché a farlo è stata una donna, ci mostra come sia assurda l’idea di chi chiede protezione e aiuto, nella lotta contro la violenza di genere, proprio a chi di paura e sopraffazione ci campa. Inoltre è noto che l’ironia e la satira siano sempre state armi temute dai dittatori e per questo fortemente represse. Se di molestia, in questo caso, non vi è neanche l’ombra di repressione c’è davvero tutto.

Ma se da una parte si strumentalizza la violenza di genere per agirla, e questo spero sia chiaro, altrove ci si adopera per combatterla. A Roma quelle meraviglie delle Cagne Sciolte hanno liberato uno spazio e che spazio! Si tratta di uno strip club, sequestrato e chiuso per sfruttamento della prostituzione, che ora, tra i tanti progetti, vedrà l’aprirsi di uno spazio di accoglienza per le donne che subiscono o hanno subito violenza. Qui trovate la lista delle prime iniziative che trovo fantastiche e che mi fanno un pò rosicare, perché io sono appena tornata da Roma. Quando si dice, tempismo perfetto >_<

A parte gli scherzi, inviando tutta la mia solidarietà alle Cagne

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Sciolte, che spero di conoscere presto, vi segnalo anche quest’altra iniziativa: il 17 dicembre è la Giornata Mondiale contro la violenza alle/ai Sex Workers. Nel comunicato, che potete leggere qui, il Comitato per i Diritti delle Prostitute insieme a Etnoblog parlano di una “campagna, che verrà presentata contemporaneamente in nove città europee” e che “vuole richiamare l’attenzione della società sulla necessità di riconoscere i diritti dei/lle sex workers in quanto lavoratori/trici a tutti gli effetti, come fattiva strategia per combattere lo stigma e la violenza che affrontano quotidianamente. In conseguenza a politiche stigmatizzanti e di esclusione (ordinanze dei sindaci, applicazione di una legge sull’immigrazione criminalizzante che colpisce sia i lavoratori autonomi che chi è sfruttato o  trafficato) e a una fuorviante e superficiale cronaca che fa propaganda a favore di chi vorrebbe rinchiudere nei bordelli chi esercita il lavoro sessuale senza riconoscerne diritti e libertà, si è creato un clima di ostracismo contro tutti i/le sex workers: donne di strada, transessuali, escort, massaggiatrici, gigolò e marchettari. Un clima che è sfociato in aggressioni violente e razziste, giovani che sparano contro delle sex workers in strada (fatto successo qualche giorno fa a Verona), che violentano e uccidono anche negli appartamenti. Crediamo che la società intera debba aiutare i/le sexworkers a superare lo stigma e a uscire da questo clima violento, attraverso l’evoluzione di uno sguardo diffidente e di pregiudizio a uno sguardo rispettoso e solidale.

Non so se quanto accade possa far riflettere qualcun@ ma a me rende evidente l’enorme differenza che c’è tra le istituzioni che si ergono come difensori delle donne e poi le violentano in mille modi possibili, e la resistenza delle realtà che hanno detto basta ai tutoraggi e rivendicano il diritto per scegliere per sé il lavoro, gli spazi, i tempi, i desideri e quant’altro. E a loro va il mio immenso Grazie!

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