Federico è morto. No, è stato ammazzato!

Da quando ho letto la notizia della morte di Federico Perna, nel carcere di Poggioreale, non faccio altro che ripetermi che è l’ennesimo omicidio di Stato perché, spero sia chiaro, che Federico non è morto, è stato ammazzato.

Come definireste chi, sapendo delle vostre condizioni di salute, vi nega le cure necessarie? Chi vi imbottisce di psicofarmaci e vi riempie di botte? Chi se ne frega che state sputando sangue dalla bocca? Siate onest@ e ditemi, come li definireste?

Federico mi ricorda Stefano Cucchi, mi ricorda quanto la violenza sia sempre uguale a sé stessa, quanto il carcere mi faccia schifo, quante menzogne siano state dette per coprire chi lo ha ucciso. Però, a differenza della mamma di Federico, le cui ragioni comprendo, non mi aspetto che “sia fatta giustizia”. E’ ironico che il sistema che lo ha ucciso apra un’indagine per capire chi è Stato!?

L’unica giustizia che può esserci è l’eliminazione del sistema carcerario, perché nessun@ più subisca violenza in queste strutture, perché nessun@ più ne muoia. Il carcere non ha nulla accheffare con la giustizia, anzi, a mio avviso, ne è l’esatto opposto. Il carcere non serve a niente se non a far capire che, tra i violenti, il più potente è lo Stato, dato che resta sempre impunito. Ma cosa più importante, di carcere si muore, perché se non ti uccide fisicamente lo fa mentalmente.

Mentre scrivo mi sale l’angoscia e la rabbia al pensiero di quanti altr@ Federico e Stefano ci siano nelle carceri perché, credere che siano casi isolati, è da sciocch@. Non so fra quanto leggeremo di altre violenze nelle carceri, ma so per certo che ne vengono perpetrate ogni giorno, perché già il solo esser rinchius@ in una stanza minuscola, senza il diritto di mobilità, con una sola ora d’aria, sapendo di dover chiedere il permesso per ogni minima cosa senza avere la certezza di esser ascoltat@, in poche parole esser privat@ della propria dignità è violenza. E se giustizia deve esserci non può esistere né esser compatibile con la presenza di questi lager.

Vi lascio all’intervista rilasciata dalla madre di Federico Perna in cui racconta la vicenda del figlio, che potete visionare QUI.

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