Ai/alle disabili la scoperta della sessualità è permessa fino alla masturbazione

E’ da un pò di tempo che si parla, sempre con più frequenza, di assistenti sessuali per le persone disabili. La cosa non può che rallegrarmi, se non fosse per il modo in cui la questione sessualità/disabilità viene affrontata.

Se per anni, almeno da quando ho memoria, i/le disabili l@ si percepiva come priv@ di qualsiasi desiderio sessuale e per questo gli/le si precludeva qualunque mezzo per soddisfarlo, oggi sembra che si inizi ad accorgersi che no, si sbagliavano, anche loro hanno questi desideri. Ricordo l’appello di una mamma che desiderava aiutare il figlio disabile, che da poco aveva iniziato a prova a masturbarsi, ma che non sapeva come fare.

Ma mentre in Italia le cose sembrano arrivare dopo secoli, dato che solo ora si inizia ad accennare a tali forme professionali, in altri paesi Europei, la figura dell’assistente sessuale esisteva già. Di cosa si tratta? Di figure professionali atte ad accompagnare il/la disabile nella scoperta del proprio corpo e della propria sessualità. Ma, e questo ma per me conta molto, il limite di questa scoperta è la masturbazione.

Mi spiego. I/le assistenti sessuali ci tengono a precisare che, quello che fanno, non è prostituzione, in quanto non vi sono e non possono esserci rapporti completi con i/le assistit@. Anche se penso sia ovvio a tutt@, almeno spero, che la scoperta della propria sessualità non sia riducibile ad una scopata, ma vada ben oltre, penso anche che sia indubbio il fatto che si tratti comunque di un’esperienza che ci forma e ci permette di entrare a contatto col nostro corpo in un modo diverso.

Quindi, mi/vi chiedo, perché ci si ostina a limitare la sessualità dei/lle disabili? Perché chi lotta, affinché quest’ultim@ abbiano assistenti sessuali, poi prende le distanze dalla prostituzione e dunque anche dall’ipotesi di sex workers specializzat@? Non vi sembra di discriminare chi già lo è? No vi sembra di sovradeterminare desideri di altre persone?

Personalmente trovo allucinante ed anche incoerente lottare per permettere ai/alle disabili di avere assistenti sessuali ma poi impedirgli di avere sex workers specializzat@. Mi sembra assurdo decidere il limite di una scoperta, quale quella della sessualità. Mi sembra assurdo offrirgli una fetta e negargli l’intera torta. Mi dispiace dirlo, ma tutto questo è discriminante.

Ma perché parlo di sex workers specializzat@? Non solo perché ogni tipo di disabilità prevede un approccio differente, ma anche perché c’è un dettaglio che sembra sfuggire a tutt@, ovvero che ognun@ ha i propri gusti e quindi le proprie pratiche sessuali preferite. Perché i/le disabili dovrebbero far differenza?

Per non parlare dei diversi orientamenti sessuali o delle identità di genere. In tutti gli articoli che ho letto sembra che solo i disabili maschi etero abbiano questo desiderio sessuale. E gli/le altr@? Che fanno? Si mettono la cintura di castità?

Ecco che, anche quando si affronta questo argomento, cercando di rompere un tabù (o meglio ciò che è stato imposto come tale), quale quello del rapporto tra disabilità e sessualità, si manifesta quel pensiero moralista/bigotto, per giunta eteronormativo, che conosciamo tutt@ dato che la sessualità va controllata/normata sempre e comunque.

A leggermi potrebbe sembra che la figura dell’assistente sessuale mi stia stretta, ed invece non è così. Penso che sia qualcosa di positivo, ma temo la discriminazione, o meglio la puttanofobia, che ogni volta esce fuori dagli articoli che ne trattano. Perché nessun@ di quest@ futur@/aspiranti assistenti sessuali afferma che è giusto, non solo permettere ai/alle disabili di scoprire il proprio corpo e la propria sessualità, ma anche di sperimentarla in rapporti completi? Perché nessun@ insorge contro questa privazione che trovo ingiustificata? Se a me, che mi masturbo tanto, questa pratica non basta e basterà mai, perché dovrebbe bastare ai/alle disabil@?

Come sempre vi invito a dirmi la vostra ed intanto vi segnalo questo VIDEO che trovo semplicemente stupendo. Buona visione!

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Questa voce è stata pubblicata in Antiautoritarismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Discorso sul Corpo, Lingua/Linguaggio, No Lesbofobia, No Omofobia, No Transfobia, Pensieri Sparsi, R-Esistenze, Sessualità/Sesso. Contrassegna il permalink.

3 risposte a Ai/alle disabili la scoperta della sessualità è permessa fino alla masturbazione

  1. cavalier amaranto ha detto:

    Il presidente Augusto Pistilli della Federsex, associazione in difesa dei club per adulti in Europa chiese tempo addietro di vedere l’allora fiorente mercato italiano come luogo per poter formare le persone e renderle disponibili nell’ambito di una locazione protetta già adibita all’incontro, ovviamente rimase inascoltato.

    Ormai sei un appuntamento fisso…Apro il bog con la stessa quotidianità del Corriere della Sera.

    • vaviriot ha detto:

      Già, chissà perchè >_< maledetto moralismo del cavolo
      Comunque grazie, sei troppo gentile, davvero ^___^

      p.s. il tuo commento, non so il perchè, era finito nello spam mentre l'altro no XXDD

  2. cavalier amaranto ha detto:

    Spero sia stato registrato il commento, non vedendolo neppure tra quelli da moderare.

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