Quando si parla di nudità

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Quando si parla di nudo penso che la maggior parte delle persone immagini corpi giovani. I corpi delle persone anziane non sono mai contemplati, come se un tale tema non l@ riguardasse. Ed invece credo che l@ riguardi e come.

Anche nella società occidentale esiste un burqa, che non è fatto di stoffa ma di norme, regole, chiamiamoli pure canoni estetici che non sono sempre stati gli stessi e che continueranno a cambiare nel corso del tempo per molti scopi tra cui compiacere e attizzare il maschio etero/bianco*. Se si è passati dal corpo in carne della Venere a quello anoressico delle modelle, fino ad una bellezza computerizzata dei cartelloni pubblicitari, tutti proposti come “IL canone della bellezza” non è certo un caso.

In questo fascismo delle forme, dove si suggerisce/ordina alle ragazzine di indossare short inguinali per risultare sexy e poi le si critica, perché agli occhi dei bigott@/moralist@ sembrano delle “troie”*, come se non si conoscesse la pressione culturale che gli casca addosso, e le si critica anche quando lo fanno ma non hanno un corpo considerato “appropriato” che, secondo alcun@, andrebbe coperto più che mostrato, perché l’unico scopo di tale abbigliamento sarebbe “attizzare” il maschio, mica altro, ecco che anche i corpi anziani, considerati per nulla erotici, vengono censurati.

Vi diranno che si tratta di pudore, di dignità, ma non è vero. La vecchiaia o l’invecchiamento è considerata una vera e propria malattia, tanto che nelle pubblicità si dice spesso “cura gli inestetismi del tempo”. Cura… come se si potesse fermare il tempo che scorre, come se l’avanzare dell’età fosse qualcosa da cui scappare. E se capisco la paura di morire, che credo sia più che naturale, quella di non risultare più giovani no che non la comprendo.

Esser giovani, in questa cultura, non vuol dire solo rientrare in una data età, ma anche essere bell@, fort@, viril@, autonom@, con una buona attività sessuale e tanto altro… tutte caratteristiche che negli/lle anzian@ vengono meno. Gli/le anziani@ non sono più attraent@, non fanno più sesso, sono deboli e hanno bisogno di cure: questa è l’immagine che se ne ha anche se non né esatta né veritiera.

Un corpo anziano rappresenta tutto ciò da cui la società ci dice di scappare e, forse, è per questo che non viene mai mostrato. Quel corpo è lì a dirci che non c’è scampo dal tempo e che non dovrebbe neanche esserci alcuna paura nel vedere il proprio corpo cambiare.

Ma dato che è la cultura a decidere cosa si può mostrare e cosa no, e anche il come farlo, se essa decide che la vecchiaia è da censurare, allora ecco che gli/le anzian@ si mostrano solo in casi di terremoti, disastri, problemi economici, disagi di ogni sorta o in trasmissioni in cui le persone adulte scimmiottano quell@ definiti giovani, riproponendo, per giunta, le stesse dinamiche stupide e sessiste, ma sempre e rigorosamente vestit@.

Eppure, quando ero piccola, io guardavo il corpo di mia nonna che ricordo ancora oggi, mentre si vestiva nella penombra di una casa che, dopo la morte di mio nonno, era troppo grande per lei. Il corpo di mia nonna era quello di chi aveva partorito tanti figli e abortito l’ultimo, perché non poteva mantenerlo, era il corpo di chi ha lavorato da sempre, sia a casa che fuori, e che per fuggire da una famiglia patriarcale scappò a 16 anni con un ragazzo, il primo e ultimo della sua vita, mio nonno.

Quel corpo dalla statura bassina e dalle forme rotonde mi ha sempre incantata e mai spaventata. Vedevo in quel corpo una forza/vitalità che io non possedevo, pur essendo bambina, e una storia che avrei voluto conoscere sempre di più, fin nei minimi dettagli. Quel corpo, seppur in modo diverso da quello di un’adolescente, era sensuale ma non so spiegarvi il come.

La sensualità è qualcosa che va ben oltre lo stereotipo che ci vogliono imporre, non ha età e neanche una solo forma. E’ qualcosa che ognun@ percepisce a modo proprio, sempre se non si è troppo lobotomizzat@ dal pensiero dominante, e che anche noi esprimiamo in modi differenti. Ma questo concetto, seppur vero, non viene riconosciuto, perché mette in discussione troppe cose e fa crollare troppi poteri, quindi ecco che per portare avanti un’idea folle di bellezza/perfezione che, senza ombra di dubbio, puzza di fascismo, si decide di censurare una moltitudine di corpi e con essi la diversità che ci caratterizza.

Quando sento, quindi, parlare di nudità penso sempre a quali corpi si vogliano veder nudi e se chi lo afferma abbia la capacità di reggere lo sguardo di ciò che, forse, non aveva preso in considerazione ma che ha lo stesso diritto di mostrarsi come chi si considera “desiderabile”.

Inoltre, e qui chiudo, penso che quando si parla di nudità si debba tener conto che non si tratta sempre di corpi erotizzati o che vogliono erotizzarsi. Il connubio nudo-eros è qualcosa che dovremmo mettere in discussione, perché ci è stato imposto. Un corpo nudo è un corpo nudo, che può erotizzarsi e ne ha il pieno diritto, purché lo faccia senza scopo normalizzante (e sappiamo tutt@ che per i media e i pubblicitari questo è l’unico scopo possibile) e senza imporlo agli/alle altr@.

Denudarsi vuol dire non solo togliersi i vestiti ma liberarsi da tutte, e ribadisco tutte, le sovrastrutture mentali che questa cultura ci ha imposto, altrimenti non avrebbe molto senso, almeno per me. Ma farlo è difficile, pensare di liberasi all’improvviso è impensabile, ma lavorare per spostare il confine delle nostre paure o sovvertire quante regole/norme/stereotipi esistono non è inutile né per noi né per gli/le altr@.

Come sempre vi invito a dirmi la vostra. Intanto vi lascio a questo video favoloso di Maria Llopis che mi ha ispirato questo post e di cui vi consiglio di visitare il sito. Buona Visione!

El_striptease_de_mi_abuela di Maria_Llopis

Note

  • Questo però deve anche portarci a riflettere sul come, anche l’erotizzazzione, sia manipolata e normalizzata. Se nell’era dei corpi scheletrici ti piace la ragazza tutte curve, verrai bollato come  malato/strano.
  • Termine usato in modo dispregiativo, basato sulla dicotomia sante-puttane, ma che bisognerebbe decostruire e rivendicare… ne ho parlato qui se vi interessa saperne di più
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4 risposte a Quando si parla di nudità

  1. lapantafika ha detto:

    io non riesco più a cliccare mi piace, allora te lo scrivo 🙂

  2. IDA ha detto:

    Io sono invecchiata senza diventare adulta, o meglio il mio corpo è invecchiato, io no.. ma anche un corpo giovane, quante donne sono conforme agli stereotipi, di un corpo femminile? Devi essere magra, quasi anoressica con la quarta. Io da ragazza, ero magra, con due gambette che sembravano stecchi, ma ero piatta.. e ancora oggi la seconda mi stà larga.

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