Il marketing del razzismo

In questi giorni si parla tanto della cancellazione del reato di clandestinità, tutto merito del M5S, che, oltre a non essere ancora legge, non cambia, nei fatti, l’iter di violenze a cui sono sottopost@ gli/le immigrat@. Non so se vi è chiaro ma, i CIE, esistono ancora, la Bossi-Fini pure e, soprattutto, le espulsioni verranno ancora effettuate.

Vorrei tanto che le persone che gridano alla vittoria/miracolo e cavolate simili si mettessero per un attimo nei panni di un@ immigrat@: arrivi in Italia su un barcone, per fortuna non sei mort@ come altr@ tuo@ compagn@ di viaggio. Scappi da una guerra, dalla povertà, dalla fame, e speri di poter semplicemente vivere e l’unica cosa che viene in mente a chi ci governa non è abolire quella merda di legge ma migliorarla, come se si potesse migliorare la merda, ce metti un pò di profumo sopra… ma si diceva lo stesso per i CIE (renderli umani, vi ricordate?). Quindi, nella mente di queste persone, deve fare una gran bella differenza venire ugualmente espuls@ sapendo, però, di non aver commesso nessun reato, a parte quello di aver raggiunto la sponda vivi, che la cittadinanza, si sa, te la danno solo a morte accertata.

Razzismo, questo è razzismo e potete negarlo quanto volete ma i fatti non cambiano e la vita degli/lle migrant@ resterà un inferno come prima (per fortuna che ai/alle migrat@ non servono salvatori dato che lottano per i propri diritti). Sul perché e percome questo emendamento non cambia nulla vi invito a leggere l’articolo di Spataro che condivido in pieno e che spero faccia un pò di chiarezza su quanto sta accadendo.

Personalmente lo chiamo marketing, ovvero “farsi la campagna elettorale sulla pelle altrui fingendo di cambiare le cose non cambiandole”. “Specchietto per le allodole” che puzza del sangue delle persone che ne pagano le conseguenze.

E di marketing puzza anche la manifestazione, indetta dalla Lega, per domani a Torino. E’ evidente che si sta cercando di cavalcare la crisi per istigare all’odio xenofobico, razzista, che non solo non migliorerebbe la situazione degli/lle italian@ ma farebbe il gioco dei potenti dato che dividerebbe chi, invece, dovrebbe fare fronte comune. Dividi et impera è un metodo che non passa mai di moda.

Sfortunatamente non mi è possibile raggiungere Torino ma ci sarò con il pensiero e la rabbia che mi porterò dietro il 19 a Roma, perchè c’è davvero bisogno di insorgere in questo paese. Vi lascio all’appello diffuso da Infoaut. Buona lettura e resistenza a tutt@!

Appello contro la manifestazione nazionale della Lega Nord a Torino‏

bacheca_lega

La Lega Nord ha annunciato per il 12 ottobre prossimo un corteo nazionale a Torino convocato contro l’immigrazione e per la legalità. La comunicazione dello stato maggiore leghista è stata data dopo l’insulto razzista alla ministra Cecyle Kyengè da parte del vicepresidente del senato Calderoli: un rilancio arrogante di chi risponde alle accuse di razzismo volendo provare a portare il razzismo in piazza.

È dunque immediatamente chiaro il disegno politico che sta dietro questo corteo: tornare ancora una volta a chiamare in piazza lo zoccolo duro della Lega, o quel che ne rimane dopo i recenti tracolli elettorali, soffiando sulle ceneri del razzismo; auto-rappresentandosi come movimento “popolare e di lotta” a fianco della popolazione autoctona, per provare a recuperare consensi attraverso la carta della xenofobia.

D’altronde negli anni la Lega è stata tra i principali artefici dell’inasprimento delle politiche di immigrazione nel nostro Paese, mettendo in atto un sistematico razzismo istituzionale con Roberto Maroni Ministro dell’Interno. Una guerra a* migranti di cui tra i tanti episodi vale la pena ricordare ovviamente la legge Bossi-Fini con l’utilizzo massiccio dei CIE come dispositivo di controllo sociale e di regolamentazione del mercato del lavoro, la pratica barbara dei respingimenti in mare, e la gestione emergenziale dei flussi migratori dopo le primavere nord-africane, gestione sfociata poi in quel buco nero di business e accoglienza negata che è stata la famigerata “emergenza nord-Africa”.

Oggi, appunto dopo l’abbandono di una fetta considerevole del suo elettorato alle ultime elezioni, la Lega ci riprova. La crisi continua mordere e chi fino a poco tempo fa era seduto in uno dei governi dell’austherity oggi vuole tornare in piazza per giocarsi la carta dell’immigrazione come spauracchio per invocare maggiore sicurezza puntando alla repressione e all’esclusione sociale. E a testimonianza di questo basta pensare alla recente proposta di legge a firma leghista per rendere più pesanti le pene per chi occupa case o terreni in modo organizzato (più di dieci): una legge a difesa della rendita speculativa e del patrimonio immobiliare delle banche.

E la nostra città non è certo stata scelta a caso: travolta da una valanga di casse integrazione molte ormai agli sgoccioli e capitale italiana degli sfratti, Torino è -nei propositi leghisti- un terreno fertile per provare a seminare odio e sperare di raccogliere consensi.
Torino è anche il capoluogo della Regione governata dal leghista Cota; uno degli esempi più espliciti forse di come la Lega al di là degli slogan populisti non sta “dalla parte della gente”. Il disastro della sanità regionale dove tra tagli, mazzette e corruzione Cota ha aperto le porte dei consultori pubblici ai cattolici integralisti e ha svenduto ai privati settori economicamente più appetibili ben testimoniano come anche la Lega sieda ai tavoli dei responsabili delle politiche di austerità, di chi smantella lo stato sociale e l’istruzione creando privilegi per pochi e precarietà diffusa per i settori popolari.
Sono dunque molte le ragioni per cui riteniamo importante che il 12 ottobre Torino non venga invasa dal corteo nazionale di un movimento razzista e xenofobo. Nella nostra città da anni fitte reti di solidarietà si tessono dal basso, nelle lotte per la casa, nei presidi solidali, nei gesti quotidiani di resistenza al razzismo e costruiscono un tessuto sociale che è ben diverso dal triste spettacolo che la Lega vorrà inscenare quel giorno in piazza.

Invitiamo tutti e tutte alla mobilitazione e ad incontrarci in un assemblea pubblica per costruire la mobilitazione del 12 ottobre.

Giovedì 26 Settembre 2013 ore 19.30 c/o Radio Blackout – Via Cecchi 21/a

SABATO 12 OTTOBRE 2013 ORE 15 • PIAZZA CASTELLO • TORINO CORTEO ANTIRAZZISTA

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Una risposta a Il marketing del razzismo

  1. IDA ha detto:

    Mi piace la definizione che fa Spataro sul M5S “Un contenitore vuoto da riempire con consensi.” Ma se ci si pensa bene tutti i partiti sono così! (escluso forse la lega, che sono razzisti e xenofobi, e basta.) Una politica fatta di marketing e immagine; gonfiano mediaticamente un qualsiasi problema, per causare una certa reazione da parte dell’opinione pubblica, con lo scopo di far accettare misure repressive che altrimenti la gente non accetterebbe, e in più ha anche il vantaggio di far passare inosservati gli effetti reali del loro mal governo. Il discorso politico, nel suo complesso, dialoga, conferma, manipola e specifica la produzione di immaginari sociali piuttosto che proporre un’analisi e discussione sul modello più appropriato di gestione del pubblico. E per fare del buon marketing, c’è la menzogna, far credere lucciole per lanterne. E in mezzo a tutto questo gioco meschino, ci siamo noi, e l’immigrati, che se arrivano morti, si commuovono, se arrivano vivi si incazzano e li sbattono nei campi di concentramento..

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