Riflessioni sul torturatore e stupratore garantito dallo Stato

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La notizia l’avete letta già tutt@, uno dei torturatori del G8 è stato condannato per quattro stupri ai danni di quattro prostitute. Ma, udite udite, anche lo Stato viene condannato per aver garantito “a Pigozzi il regolare svolgimento di pubblico servizio nonostante si fosse già reso attore in prima persona delle torture a Bolzaneto”. Infondo, si sa, i violenti si coprono le spalle a vicenda.

No, non è sarcasmo, è proprio incazzatura. Cosa ci si meraviglia a fare? Dov’è la novità? Non lo sapete come lo Stato li addestra, questi tutori? Non sapere che Pigozzi non è né il primo né l’ultimo tutore ad aver commesso violenza di genere? Qui trovate una lista lunga di orrori, che sono solo una parte delle violenze commesse dato che non tutte vengono denunciate.

Questa notizia, lo so, non farà cambiare idea a chi, da anni, chiede più sicurezza, più repressione, più leggi, carceri, pene severe, intransigenza giuridica… in poche parole giustizialismo. Sarà la stanchezza, sarà la giornata di merda, ma non credo che queste persone rifletteranno su questa notizia. Nella loro mente uscirà la scritta “succede, non tutti i poliziotti sono persone per bene”.

E’ vero, non tutti i tutori commettono simili violenze, ne conosco anch’io di poliziotti “per bene” ma, mi dispiace per chi ancora non lo ha capito, anch’essi, nel loro “non fare nulla”, sono responsabili di queste violenze. Nessun@ denuncia il collega violento, nessun@ ha il coraggio di raccontare l’addestramento fascista a cui si viene sottoposti, nessun@ parla: si chiama omertà e il suo scopo è quello di mantenere lo status quo. Si chiama corresponsabilità, perché anche se non commetti l’atto non fai nulla affinché non si verifichi o affinché, chi lo compie, venga messo in condizioni di non poterlo ripetere.

Non partecipare alle violenze non rende questi “poliziotti per bene” migliori. Ed è per questo che quando sento parlare di poliziotte donne mi si stringe il cuore e vorrei urlarvelo che non è una vittoria ma un’assoggettamento allo Stato, alla sua violenza che subiranno e allo stesso tempo agiranno e proteggeranno. Se questa è per voi una vittoria non so cosa dirvi, per me è solo follia.

Pigozzi ora andrà in carcere, forse sconterà la pena altrove, ma in concreto nulla cambierà. Il carcere è inutile come le pene date da un sistema che ti permette, quando gli fa comodo, di assolverti. Pigozzi è stato condannato dallo stesso sistema che lo assolse per le torture di Genova, lo stesso sistema che mentre ora condanna lo Stato, per i fatti di Genova, ha condannando 10 compagn@.

Errori, li chiamerete errori, ne sono sicura, perché non riconoscereste mai il fallimento di un sistema che credete unico e senza il quale non riuscite ad immaginarvi. Eppure state alimentando il motore che genera la violenza che poi condannate e, potrete fare quello che vorrete ma, se non spegnete sto cazzo di motore, non vi libererete mai della violenza.

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