BDSM & FEMMINISMO: i due possono coesistere

Oggi un amico, Crescenzo, mi ha segnalato questo testo e, poichè sono una schiappa con l’inglese, me lo ha anche gentilmente tradotto al momento. L’argomento che viene trattato è uno di quelli che mi stanno più a cuore dato che, come l’autrice, mi dichiaro una femminista a cui piace esser sottomessa a letto. Non smetterò mai di ripeterlo: c’è una differenza abissale tra la violenza che, per sua stessa natura, è priva di consensualità, e le pratiche BDSM dove deve necessariamente esserci consensualità da parte di tutt@ i/le partecipant@, altrimenti si parlerebbe di tortura.

Con la speranza che queste parole possano far riflettere chi continua a discriminare le scelte sessuali altrui, condivido con piacere la traduzione fattami da Crescenzo, che ringrazio ancora per la disponibilità che mi dimostra ogni volta. Buona lettura!

BDSM & FEMMINISMO: i due possono coesistere

“L’idea che ci sia un’unica maniera per fare sesso affligge tanto il pensiero radicale quanto quello conservatore” (Gayle Rubin, “Deviations“)

L’atmosfera s’è surriscaldata.

Molti dei commenti provenivano da donne che vedono il BDSM intrinsecamente anti-femminista. Non avevo intenzione di commentare (né, a dire il vero, dichiararmi come una femminista a cui piace il BDSM), ma l’ho fatto e ne sono lieta.

Gayle S. Rubin, una femminista pro-BDSM dichiara, “Molte persone scambiano le proprie preferenze sessuali per un sistema universale che funziona, o che dovrebbe funzionare, per tutti (Deviations, p. 154). Se decidiamo di metterci a giudicare o a regolamentare la vita sessuale altrui, non siamo femminist*. Siamo patriarcali.

Senza dare troppe informazioni riguardo la mia vita sessuale (passata o presente), voglio dire che mi piace essere sottomessa in camera da letto. Sì, avete letto bene… Sono una femminista a cui piace essere legata, soffocata, sculacciata, ecc., durante il sesso. Posso anche essere dominante, ma preferisco essere la parte sottomessa.

Ho impiegato anni per cercare di sentirmi “ok” con la mia sessualità e con il fatto che i miei interessi sessuali non fossero “folli” o “anormali” oppure che “non facessero parte” del femminismo. Se mi sono fatta io stessa carico del significato che queste azioni hanno per me – per il mio corpo – allora non credo di essere coinvolta nella mia stessa oppressione. Posso capire come qualcun* possa pensare che invece io lo sia, ma per me non è così.

Gli uomini con cui sono stata hanno reagito sia con sorpresa che con sconcerto alle mie tendenze sessuali. In genere mi rispondono con un “Cosa? Sul serio? Ma tu sei FEMMINISTA!” Solitamente, in passato, erano momenti complicati in cui spiegavo come facciano a coesistere le due cose. Lo faccio ancora alle volta, ma è diventato più semplice. Ora rispondo alla loro domanda con un’altra: come può essere considerato anti-femminista l’essere coinvolti in atti sessuali consensuali?

Un’altra delle domande che mi fanno è: “Ma ti piace il sesso regolare?” In primo luogo, che cosa significa? Intendi, se posso scopare senza “farlo strano”? Certo che lo faccio! Mi piace variare tanto quanto piace ad altre, ma approfondiamo per un attimo quella parola, “regolare”: “regolare” è un sinonimo per intendere ciò che è “normale” basandosi sugli standard della società. Il concetto di “normalità” è radicato nell’oppressione.

Forse la domanda più difficile che mi viene fatta è, “Come può piacerti questa roba quando tu, proprio tu, sei stata violentata?” Questa domanda è riduttiva, provocatoria, e annulla qualunque idea di autonomia o agentività sessuale.

Qualche volta penso a come l’essere stata stuprata all’inizio della mia vita “sessualmente attiva” abbia inciso sulla mia sessualità. L’ha fatto? Le due cose hanno a che fare l’una con l’altra? Non ne sono certa, e alle volte (più spesso che mai), è un pensiero troppo difficile per me per poterlo elaborare del tutto (anche se l’episodio è avvenuto 9 anni fa). La mia idea è che, no, l’essere stata stuprata non ha nulla a che fare con i miei desideri sessuali. E se invece fossero collegati, anche lontanamente, è un modo per me per riprendermi quel potere che avevo perso. E’ un modo per me di scegliere come voglio abitare questo mio stesso corpo così come lo è di scegliere in che modo voglio condividerlo con qualcuno. E’ in base alle mie condizioni.

Scegliere di essere sottomessa a letto mi dà potere. Lo so che alcun* alzeranno gli occhi al cielo nel leggere questa frase, ma è la verità! Non è qualcosa cui vengo forzata (né forzo altr* a farlo). E’ qualcosa che scelgo di fare quando mi va, e quando va anche all’altr*.

E, indovinate? Ciò non mi rende meno femminista.

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10 risposte a BDSM & FEMMINISMO: i due possono coesistere

  1. drosophila melanogaster ha detto:

    Per chi sa l’inglese: http://goo.gl/tdwsVN

  2. Pingback: Ti prego, fammi male! (disse lui) – Al di là del Buco

  3. Alfonso ha detto:

    Chi conosce il BDSM ed ha una sessualità aperta e quindi non repressa non avrà mai dubitato che il BDSM sia antifemminista.
    Molte volte volte è l’uomo a cui piace essere sottomesso, anche facendosi fustigare e colpire i testicoli. Casomai potremmo obiettare la pratica BDSM in cui è proprio l’uomo ad essere sottomesso, perché gli uomini a cui piace essere sottomessi spesso sono dominanti nella vita normale, come chi ha un lavoro in cui esercita il comando, capoufficio, manager, comunque non è per forza sempre vero.Oltrettutto non so se è vero anche il contrario, cioè se all’uomo che piace sottomettere la donna a letto sia nella vita di tutti i giorni una persona che si considera alla pari con gli altri/e. Ma chi si scandalizza per il BDSM non sa di cosa si tratta. E’ un gioco, si recita un ruolo, non si fa sul serio, non si picchia il/la partner perché si è arrabbiati o perché si è violenti.

    • vaviriot ha detto:

      Alfonso personalmente credo che la scelta di esser dominant@ o dominare sia slegata da ciò che si fa nella vita, anche perchè credo che ci siano troppi stereotipi intorno al BDSM. Comunque concordo con te sul fatto che si tratti di un gioco di ruolo dove non vi è violenza ma permettimi di correggerti quando dici “non si picchia il/la partner perché si è arrabbiati o perché si è violenti”… esser arrabbiati non è una giustificazione, le donne non si dovrebbero picchiare MAI e quando accade NULLA e ripeto NULLA può giustificare quella VIOLENZA.

  4. IDA ha detto:

    In risposta alla prima domanda, BDSM (acronimo, di cui io non conoscevo il significato fino a poco fa) e femminismo se possono coesistere? Certo che si! Dal momento che femminismo vuol dire emancipazione, liberazione da norme, regole e pregiudizi. Quando si tratta di relazioni amorose e di sessualità, non vi può essere una verità assoluta, una definizione generale valida per ciascuno degli esseri umani. Non vi è superiorità o inferiorità di una forma d’amore sulle altre, ogni forma di attrazione è significativa e importante e tra queste non è possibile stabilire una gerarchia. Ogni individuo deve disporre pienamente della propria vita sessuale in base alle proprie inclinazioni e scelte. La propria vita sessuale, ovviamente, non quella altrui che appartiene all’altro e non può essere violata da nessuno e da nessuna regola.
    Quando mi sono informata sull’acronimo, ho pensato che era una pratica lontana anni luce da me. Riflettendoci bene però,, quando si parla di sesso, le fantasie, i desideri e le passioni, cambiano continuamente anche nello stesso atto sessuale. Vi può essere una dominanza più o meno marcata, tra essere sottomessi o dominati. Come ho detto altre volte, io ho sempre percepito il corpo di un uomo come una minaccia, non mi piace essere toccata da un uomo, poco anche dalle donne, ma mi piace molto toccarlo, esplorarlo, vedere, l’eccitazione accompagnata all’imbarazzo e al disagio.. purtroppo l’ho capito solo da vecchia, che il miglior sesso si fa con persone di cui non hai nessun legame affettivo, con persone che non conosci… ma questa sono io, e non posso farne una norma per tutti.. Come sempre finisco per parlare solo di me, quindi finisco dicendo, a cosa serve il femminismo se non a liberarci dagli stereotipi, dai pregiudizi e dai sensi di colpa?
    La morale ufficiale, soprattutto per le donne, dice che la sessualità istintiva deve essere sublimata, quindi repressa, e non esplorata e aperta nella quale ogni essere umano possa trovare la sua piena e completa realizzazione… Ma questa è solo teoria, dichiarazione di principi, lo so! Nella vita, è tutto molto ma molto più complicato.. per lo meno per me……

    • vaviriot ha detto:

      Cara Ida a me non disturba affatto che tu parli di te, anzi, è qualcosa che apprezzo molto e di cui ti ringrazio… per la questione del “è troppo tardi” beh, io credo che non lo sia mai del tutto, con l’età cambiano le modalità ma penso che le cose si possano fare ugualmente =D

  5. unaManu ha detto:

    bene bene, a 32anni suonati scopro che fra le lenzuola si può essere antifemministe! Questa sì che è una novità! Ma davvero ci sono femministe che oserebbero dirti come scopare perchè c’è un modo femminista o maschilista di raggiungere il proprio personalissimo e sacrosanto orgasmo?
    Davvero questa povera disgraziata si è trovata a rendere conto delle sue scopate al pubblico, spiegando come e perchè il suo orgasmo non è antifemminista?? Ma nessuno lo trova ridicolo?

    Sarò io che ho vissuto gli ultimi vent’anni nel mondo delle favole, ma pensavo che la parità dei sessi a letto si esprimesse nel rispetto e nel consenso. Punto. Invece scopro che avrei dovuto giustificare i miei orgasmi al mondo intero, spiegando come e perchè sono politicamente corretti.

    Scusate tanto, ma la mia opinione resta questa: finchè c’è il reciproco consenso, nessuno può permettersi di giudicare l’altrui modo di scopare. E mi scuso in anticipo se con questo sembro poco femminista.

    • vaviriot ha detto:

      Personalmente trovo allucinate chi mi accusa di esser “complice delle dinamiche maschiliste” solo perchè mi piacciono i giochi di ruolo, mi eccito se mi metti un guinzaglio e mi tratti da cagna.. come ho scritto in un post, il mio piacere non può nuocere a nessun@.. ciò che nuoce sono i loro diktat, dato che una cosa è la violenza di genere e altro le scelte sessuali che ognun@ compie.

  6. missfreak ha detto:

    bdsm = maschilismo ? ridicolo…

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