Alfonso: intervista sull’educazione affettiva maschile

Riporto l’ultima intervista arrivatami. L’autore vuole mantenere l’anonimato e per questo lo chiameremo Alfonso. Se volete partecipare clikkate QUI. Buona lettura!

1- Il primo rapporto che costruiamo è quello con i nostri genitori. Che tipo di rapporto avevi/hai con loro? O meglio, come veniva/viene gestita ed espressa l’affettuosità nella tua famiglia?

Il rapporto con i miei genitori ha subito alti e bassi nel corso degli anni. Nonostante tutto, li considero tuttora dei punti di riferimento. Ciò che ci divide maggiormente è l’approccio che abbiamo nei confronti di tanti temi della  vita sociale, dell’attualità. Il loro è un approccio più pragmatico e senza pretese. Il mio forse più scientifico e idealista.  Non riesco ad identificarmi concretamente né con mio padre, né con mia madre, malgrado alcune caratteristiche siano evidentemente similari. Sono ancor oggi genitori molto affettuosi, presenti ma anche fortemente apprensivi. Quest’ultima caratteristica non è stata d’aiuto, malgrado la loro buona fede, a quel processo di formazione e di emancipazione che avrei voluto mi riguardasse sin da piccolo. Ad ogni modo, i risultati che sono riuscito ad ottenere nella vita li devo anche a loro, per il loro amore autentico ed incondizionato.

2- Credi che vi sia una differenza di educazione, rispetto alla sfera affettiva, tra donne e uomini? E se sì, di che tipo?

Penso di si. Le donne sono più soggette al peso di etichette sociali, e ciò si riflette nella loro vita affettiva.

3- Nei rapporti di amicizia pensi che il modo in cui si manifesta l’affetto verso l’altr@ cambi a seconda del sesso dell’amic@? Perché se due amici maschi si tengono per mano vengono insultati mentre se lo fanno due amiche è tollerato? Tra amici uomini si usano espressioni come “ti voglio bene”?

Le donne sono più avvezze a mostrare i loro stati d’animo e le loro emozioni probabilmente per il ruolo sociale che è stato loro sempre attribuito, quello di moglie e madre. Questi ruoli presuppongono un certo grado di empatia e la capacità di comunicare con l’altro.  E’ una capacità che personalmente apprezzo. Mi piace quando le persone mostrano le loro emozioni. Mi piacerebbe che lo facessero tutti, a prescindere dal genere. Al contrario, dagli uomini questa caratteristica è stata sempre considerata penalizzante per se stessi.

4- Sei mai stato discriminato per degli atteggiamenti affettivi considerati “poco virili”? Oppure hai assistito a discriminazioni di questo tipo? E se sì, qual è stata la tua reazione?

Quando ero adolescente mi si rimproverava di avere molte amiche donne. Mi sono sempre trovato più a mio agio con le donne. Le ho sempre trovate più coraggiose e spontanee. Comunque non sono mai stato discriminato per questo, anzi.

5- Ci sono degli argomenti aut in un’amicizia maschile? Oppure ci si racconta tranquillamente qualunque cosa si desideri?

Per me non ci sono argomenti aut in un’amicizia in generale. Per quanto riguarda l’esperienza di altre persone non saprei.

6- Nei tuoi rapporti di coppia come tendi ad esprimere il tuo amore? Senti di farlo nel modo in cui vorresti o percepisci dei limiti?

Fortunatamente sono libero di  esprimermi come voglio. Non ci sono limiti e si parla di tutto. Ma il merito è della persona che mi sta accanto.

7- Amore, gelosia e possesso: come ti poni di fronte a ciascuno di essi? E che connessioni pensi intercorrano tra essi? 

E’ come se fossero gradini della stessa scala. Non si dovrebbe mai scendere a quello più basso, il possesso. A me è capitato, mi sentivo persona peggiore. La connessione tra le tre cose è molto stretta, ma non per questo accettabile. Se si ha di se stessi la percezione di persona libera e sicura, si tenderebbe a considerare anche l’altro in questo modo. Sensibilizzando la gente in questo senso, la stretta relazione tra amore e possesso si allenterebbe.

8- Il sesso è uno degli argomenti più abusati eppure più censurati nelle conversazioni tra amic@ e collegh@. Dalle tue esperienze cosa pensi si possa e cosa si debba evitare di dire su questo argomento? Vi sono dei limiti che non dovrebbero essere superati per non essere discriminat@ in quanto “uomini”?

Il limite nelle conversazioni incentrate sul sesso, a mio parere ,è rappresentato dal buon gusto. E con questo non intendo battute volgari, ma in generale affermazioni poco rispettose nei confronti del partner, sia stabile o occasionale (dettagli spiacevoli che puntualmente verranno riferiti a chicchessia, battute maschiliste e quant’altro). Ad ogni modo, se si è una situazione di completa fiducia e intimità con gli amici, non riesco ad individuare veri e propri limiti.

9- Hai o hai intenzione di avere dei/lle figl@? Che tipo di educazione affettiva pensi di trasmettergli?

Per il momento non avverto l’istinto genitoriale. E secondo me anche perché allo stato attuale non saprei come mi piacerebbe educare un figlio.

10- L’ultima domanda la dedichiamo al futuro. Cosa cambieresti dell’educazione tradizionale, rispetto al lato affettivo, se ne avessi la possibilità?

Vorrei fosse più spregiudicata e spontanea. Ma soprattutto consapevole. La consapevolezza ci rende liberi, e non c’è cosa più bella di essere affettivamente liberi.

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