Quantità o qualità? La merce siamo noi donne

Quest’estate me ne stavo sulla spiaggia a prendere il sole con delle amiche e, mentre chiacchieravamo, ci passano accanto due ragazzi che discutevano dell’annoso dilemma che sembra crucciare molti maschi in vacanza: la quantità o la qualità?

Lo scambio di battute è stato più o meno questo:

– Non devi puntare sulla quantità ma sulla qualità

– No, no, l’importante è la quantità e poi la qualità scarseggia

Di cosa stavano parlando secondo voi? Di libri? Di cibo? Di intrattenimenti? Sbagliato. Lo so che tutt@ ci siete arrivat@ già da un pezzo, ma è sempre bene sottolineare lo schifo della situazione. I soggetti in questione erano le donne che, in questo caso, come in tanti altri, sono giudicate/trattate come oggetti che si valutano per qualità e che si accumulano per il gusto di averne avute di più dell’amico.

Che le scopate estive siano una fissa per molti è cosa nota, che gli uomini si vantino delle scopate fatte in vacanza pure, ma da dove nasce questa disgustosa abitudine, a parte qualcun@, i/le più se lo sono mai chiesto?

La definisco disgustosa non perchè si tratti di sesso, dato che spero si sia capito che ne sono una fan e fervida sostenitrice in tutte le salse e gusti, ma per il modo in cui le donne e i loro corpi vengono trattati. Anche noi donne scopiamo, anche noi amiamo le avventure di una sera o di una vacanza, alcune di noi se ne vantano, altre meno, ma credetemi se vi dico che non c’è paragone con quello che molti uomini, non tutt@, dicono sulle loro storie estive.

Dopo aver ascoltato questo dialogo sulla “quantità e qualità”, tutte ci siamo guardate schifate e anche umiliate, perchè era dei nostri corpi che si parlava. Ci siamo sentite come i pezzi di carne che i macellai espongono per farli valutare, per peso e qualità, dai futuri possibili compratori. Quel disgustoso rituale che accompagna una qualunque compravendita di carne è lo stesso che spesso viene riprodotto quando, tra uomini, si parla di donne.

Sarà per rendersi più virili*, per farsi buffoni, ma, chissà come mai, al ritorno dalle vacanze, da parecchi miei amici uomini le prime notizie che ricevo sono quelle inerenti a quante scopate hanno “portato a casa” con tanto di dettagli sulla “qualità” della conquista (bella/carina/con un bel culo/grandissime tette ed etc) e inevitabili aggettivi quali “zoccola/puttana/porca”.

Eh sì, perchè prima ti scopano e poi, dato che ci sei stata, ti insultano perchè, tu donna, non dovresti darla. Tu donna non hai il diritto alla scopata estiva, non ce l’hai manco in inverno. Tu donna non hai diritto proprio alla sessualità se non legata al soddisfacimento del fidanzato/marito e, ovviamente, al processo procreativo.

10854_638150952870509_1824772676_nChi mi conosce sa che sono infetta, in modo irrecuperabile ormai (e aggiungerei pure per fortuna), dal virus della puttanaggine (rimando a questo post per la decostruzione del termine) che mi impedisce di serrare le cosce per partito preso, di rifiutare un’inculata se la desidero solo per non essere definita porca (sarebbe bello averci gli orgasmi della porca), di fare pompini perchè è una “pratica sessista”, di scopare con donne perchè è una depravazione, di eccitarmi davanti a scene BDSM perchè “alimentano la violenza di genere” e, in generale, di scopare con chiunque mi stuzzichi l’ormone aldilà del sesso o l’identità di genere. Di curarmi del giudizio altrui non ne ho voglia ma, soprattutto, sono convinta che la fica sia sempre rivoluzionaria/sovversiva quando scopa in modo autodeterminato e privo di scopi procreativi, ma aggiungo che lo è anche quando scopa per procreare solo se è lei, e solo lei, a volerlo e non la “cultura”.

Convinta di ciò non potrei mai suggerire alle donne di censurarsi per evitare lo stigma di puttane ma, bensì, di continuare a fare quello che più desiderano solo con un accortezza: se sentite frasi o commenti del genere, non chinate la testa, ma rispondete e rivendicate una libertà che ancora non ci viene riconosciuta ma che noi dobbiamo pretendere insieme al rispetto in quanto persone. Ma, se la situazione non ve lo consente, parlatene comunque con chi vi sta attorno affinchè l’argomento non passi inosservato. Noi, data la situazione, abbiamo fatto così, commentando questo modus operandi e facendolo ad alta voce affinchè il nostro disgusto arrivasse agli interessati.

Ovviamente chiederei anche agli uomini di fare altrettanto e di mostrare, a chi continua con questi atteggiamenti machisti e squallidi, che sono offensivi per qualunque donna e soprattutto per quelle che “non si sono scopate” ma “con cui hanno scopato”, dato che non sono oggetti passivi ma persone con cui si ci si è relazionati anche solo per una, si spera soddisfacente per entrambe, scopata.

Di espressioni sui generis ne potremmo citare tantissime come di casi simili, e le mie sono solo riflessioni buttate al momento, scritte di pancia, ma per chi fosse interessato ad una discussione più approfondita o volesse semplicemente dire la propria i commenti, come sempre, sono a vostra disposizione.

Note

per molti uomini la virilità è legata a quante scopate si accumulano, e uso questo termine con cognizione di causa. E’ come una gara a punti, chi ne fa di più vince il premio di maschione del mese. Questo nasce dal legame che c’è tra l’uomo e il suo cazzo: che esser uomo significhi avercelo grosso, duro e funzionante è cosa nota a tutt@. Ma se questo deve esser l’uomo, secondo la cultura, vuol dire anche che l’esser virile o meno, quindi uomo o meno, dipenda moltissimo da chi si scopa (se sei gay o bisex non sei virile) e quante volte si scopa. In poche parole si riduce una persona al suo cazzo e alle sue prestazioni, appiattendo quella complessità di cui qualunque individuo è costituito. Se questo non è dannoso ditemi cosa lo è dato che, ammettiamolo, attorno al cazzo e alla sua performance si generano mille e un problema/crisi/angoscia e chi più ne ha più ne metta.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Antisessismo, Autodeterminazione, Discorso sul Corpo, Educazione, Lingua/Linguaggio, No Lesbofobia, No Omofobia, Pensieri Sparsi, R-Esistenze, Sessualità/Sesso. Contrassegna il permalink.

13 risposte a Quantità o qualità? La merce siamo noi donne

  1. IDA ha detto:

    Se mi permetti, vorrei intervenire con due battute:
    Nel 1980, con due mie amiche coetanee, (20 anni ) nel periodo estivo si andava al mare, a cercare qualche avventura, dal momento, appunto, che i nostri amici maschi, tornavano dal mare e avevano scopato tutti. CI siamo andate per tre anni, ci siamo tanto divertite, abbiamo riso tanto, ma scopate zero! Quindi tutti questi uomini, con chi scopavano? Non si sa! Mi sa tanto che fanno come i cacciatori, appunto, se non li fermi fanno una strage..
    Tornando al titolo del post; “quantità o qualità.” Mi ha fatto venire a mente l’autoironia, di una di queste mie amiche, che era un po’ rotonda e si presentava cosi: “ sono Samanta , non sono buona, ma sono tanta.” (non si chiamava nemmeno Samanta..) Forse era questo il problema, eravamo troppo ironiche e troppo aggressive?
    C’è una storia che gira, ed è questa:
    Tre amiche sono in una spiaggia di nudisti, vedono un uomo che prende il sole con il giornale sulla faccia. SI fermano incantate ad osservare. (non dico dove, si capisce.)
    “Di certo non è mio marito.” Dice la prima dopo un sospiro…
    “Io non lo conosco” dice la seconda.
    “Per me, non è nemmeno Italiano” Conclude la terza..
    Ciao!!

    • vaviriot ha detto:

      Ida grazie per l’ironia e, sincerità per sincerità, anche a me è capitato di non scopare durante le vacanze, sia per mancanza di desiderio sia per assenza di persone che me lo stimolassero. Per quanto riguarda la tua amica, che non si chiama Samanta XD, penso fosse davvero simpatica e autoironica, cosa che non dovrebbe mai mancare in nessun@. Sull’aggressività, non so dirti, perchè io stessa vengo percepita come tale.

      Per la storiella, bah, io ho un problema con questo tipo di ironia perchè rivedo lo stesso schema che riduce le donne ai propri culi o tette… cioè, se nella storiella invece dell’uomo ci metti una donna e fai l’inverso con chi guarda, beh non ti sembrerebbe la solita battuta da bar?? Non so, e poi per me le misure contano e non contano, a me può bastare anche la mano o la lingua o, perchè no, un bel giocattolino… il sesso, per fortuna, è tanta roba e molta fantasia =)

      • IDA ha detto:

        Behh. Si. È da Bar. Tutte queste storielle sono piene di stereotipi e pregiudizi. Molti anni fa feci una ricerca, di queste storie in vernacolo, (tra le province di Pisa, Firenze e Livorno) e non se ne salva una.. anche perché, quelle come questa che le protagoniste sono donne, ma vengono create e tramandate oralmente dagli uomini.. la tradizione popolare è molto maschilista,…. Ma questo è un altro discorso..
        Sulle misure, non so, non credo.. ma anche questo penso che sia un problema del tutto maschile, dal momento che io non ho mai giudicato le prestazioni amorose dalle misure.. Una cosa che io guardo negli uomini?
        Mi dirai; gli occhi?
        No! Il culo.. e ho scoperto che è una cosa che capita a molte donne.. e non è un ghiribizzo solamente mio..
        Ahh.. mi dimenticavo… se parli liberamente, se usi lo stesso linguaggio degli uomini, ti percepiscono come aggressiva! E questo la dice lunga..

      • vaviriot ha detto:

        Che la tradizione popolare sia molto misogina non c’è ombra di dubbio… se un giorno avrai tempo e voglia di parlare della tua ricerca sappi che il blog è a tua disposizione =)
        Per gli uomini, non ti avrei mai risposto “gli occhi” XXD Il culo lo guardo anch’io ma ho la fissa per le mani, che sono il motivo per cui sogno di scopare con un@ cuoc@ o pasticcier@ (se sanno impastare sanno fare anche altro =D) e per le ciglia, non so perchè ma mi incanto a fissarle XXD quello che conta per me è l’armonia che non vuol dire perfezione, anzi, dai/dalle mie* partners passate direi imperfezione che però, a me, attizzava di brutto… e cervello, quello si che è difficile trovarlo affine.
        Per l’aggressività me lo hanno già detto: “usi un linguaggio maschile e volgare” tanto che ci ho scritto un post XXDD

  2. IDA ha detto:

    Ti ringrazio, ma il problema, è che questa ricerca non la trovo più. Erano delle cartelle dattiloscritte che sono andate perse, in qualche trasloco. Mi sono rimasti solo qualche appunto sul Bruscello. (arcaica forma teatrale, legata al mondo contadino, ora estinta, in ottava rima.) Comunque ti ringrazio della disponibilità, e qualcosa ti farò avere………. (con tempo.. sono molto pigra……)
    Ora passiamo alle cose importanti: Io più che le mani, guardo le unghie, se sono ben curate o no! Sorprendente è vedere persone che fanno lavori manuali, (tipo muratore) e hanno unghie curatissime e altri che fanno lavori di concetto, che hanno unghie poco curate….
    Il problema dei pasticceri, è che oggi hanno le impastatrici elettriche…. E in più io devo stare lontana dalle pasticcerie, per non diventare come Samanta…. Qual’ è il post che fai riferimento?? Io è da poco che ho scoperto il tuo blog..
    Un abbraccio e buona giornata..

  3. Franco Artini ha detto:

    Ironico che, alla chiusura dell’articolo su questa nota “* per molti uomini la virilità è legata a quante scopate si accumulano, e uso questo termine con cognizione di causa. E’ come una gara a punti, chi ne fa di più vince il premio di maschione del mese. Questo nasce dal legame che c’è tra l’uomo e il suo cazzo: che esser uomo significhi avercelo grosso, duro e funzionante è cosa nota a tutt@., “il primo commento che segue, contiene una battuta in stile bagaglino,che forse in alcuni casi ,ci fa capire che ci sono anche alcune donne, che con uno scivolone involontario come quello di Ida,fanno si che questo legame tra gli uomini e il proprio cazzo continui in eterno:).
    Perdona la polemica, probabilmente è solo lo sfogo di un marito italiano che c’è l’ha piccolo:(

    • vaviriot ha detto:

      Franco sono stata la prima a evidenziare il sessismo di quella battuta, sessismo che Ida ha confermato… infatti poi si è parlato di tradizione maschilista e misogina. Il linguaggio che usiamo, sfortunatamente, è pregno di espressioni che riflettono la nostra cultura, e capita anche a me di commettere scivoloni… siamo umani d’altronde, l’importante è rendersene conto, correggersi e lottare affinchè tutto cambi, affinchè si impari/disimpari ed insegni a non basarsi/fissarsi sulle misure (che esistono per tutt@: cazzo piccolo/grande, tette piccole/grandi, culo piccolo/grande, basso/alto ed ect) dato che, come vedi, anche dai nostri commenti, ci sono tante altre cose belle da sperimentare =D

      • Franco Artini ha detto:

        Devo aver dato l’impressione di quello che punta il dito,se è così mi scuso con Ida e con te per avere occupato il tuo spazio,ma non intendevo farlo credimi.Tutti sbagliamo e facciamo scivoloni ,la mia vita è una costellazione di bucce di banane per dire.Se la barzelletta l’avesse scritta Mario Rossi sul sito della gazzetta non avrei avuto niente da ridire, ma l’ho letta su questo spazio ,scritta da una donna,insomma è proprio il contesto che è differente perdonami.Il tuo pensiero sulle misure e sugli standard è formalmente ineccepibile,ma concedimi un parallelo.Prova a convincere un obeso del fatto che gli sguardi,le battutine che riceve siano frutto solo delle sue paranoie,e che ci sono mille modi di essere felici e diversamente magri,dopo prova a fare leggere la storiella del nudista superdotato(rigorosamente non italiano, il diavolo sta nei dettagli)a qualche persona comune, tipo muratori o pasticcieri con le unghie curate o no per restare in topic:),e cerca di convincerli del fatto ,che quella battuta è uno scivolone,che come uomo puoi far provare piacere in mille modi diversi,perchè alle donne non interessano le misure…buona fortuna:). Sarò brutale ma noi maschi la fuori ragioniamo ancora così,pure nella superavanzata Svezia ne sono sicuro.
        Scusate di nuovo per l’invasione ,grazie delle riflessioni e buona giornata.

      • vaviriot ha detto:

        Non capisco quale differenza ci sia tra una battuta da bar detta da una donna e una detta da un uomo, non credo che debba essere il genere di chi la pronuncia a determinare se tralasciare o puntualizzare qualcosa, ma il contenuto. Per la questione dell’obeso: io non convincere mai la persona grassa a credere di esser paranoico, dato che riconoscere le discriminazione che si subiscono è indispensabile per deostruirle e poi rivendicarsi tutto. Il mio discorso è tutta un’altra cosa e non vuole celare e nascondere nulla, anzi, al massimo svelare i fascismi che ci sono dietro la dittatura delle misure e gli stereotipi di bellezza.
        Per il resto, so che la maggior parte delle persone è stata educata in un certo modo, quindi come gli uomini si sentono offesi dalle battute sul cazzo noi siamo umiliate ogni giorno per il nostro aspetto o comportamento o entrambe… ma i discorsi, i ragionamenti, servono a tutt@, anche al muratore o al pasticciere che a volte ho trovato più aperti di mentalità rispetto ad un illustre professore universitario o un professionista. Quindi il “funzioniamo così” è vero nels enso che siamo stat@ educat@ così, ma è anche vero che si può cambiare se solo lo si vuole.

        Buona giornata anche a te

  4. IDA ha detto:

    PER FRANCO ARTINI
    Per quello che mi riguarda non hai da chiedermi scusa di nulla! E ti è stato risposto correttamente da Vaviriot, e non aggiungerò altro. Non avevo risposto, perché non volevo che sembrasse una giustificazione.. e non ho da giustificarmi…
    Ma quello che non capisco è perché se la scrive Mario Rossi, ci si può ridere, se la scrivo io acquista un altro significato. Perchè cambia il contesto? Ti garantisco che ne conosco tante che farebbero impallidire Mario Rossi sulla gazzetta, ma te le risparmio, sono tutte misogine e maschiliste..e non è che se io sono donna, non le posso dire e non le devo conoscere,.. i pregiudizi, si combattono con la conoscenza, e la conoscenza passa anche attraverso queste cose.
    Ti saluto, e ti ringrazio per il tuo intervento..

  5. Franco Artini ha detto:

    @vaviriot
    Se la battuta la fa Mario su gazzetta.it, sotto la fotogallery del culo di belen ha un peso.Mario appunto è educato sul binomio calcio-figa.Se la battuta viene da Ida, in coda ad un articolo che parla di scopatori seriali e legami indissolubili col cazzo,continuo a pensare che fa differenza eccome, perchè si scivoliamo tutti,ma la caduta di una donna che posta su uno spazio dove si combattono mille ismi, rimane più fragorosa della caduta di mario.Lei dovrebbe avere gli anticorpi,,
    Mario invece è l’archetipo dell’uomo che si misura il cazzo,davvero non notate differenze?
    Un’ultima cosa,quando mi riferivo ai muratori ,avevo in mente mio nonno e miei zii,mi riferivo a persone comuni,semplici,buoni e altruisti sicuramente, ma l’apertura mentale non rientra tra i loro pregi di sicuro.Lo so che ci sono ottusi pure tra i professionisti ,ma questa è la mia esperienza personale,mica ne volevo fare una questione di classe,è la mia famiglia:).
    @Ida
    Mica voglio giustificazioni,è chiaro che puoi parlare come vuoi,ma ripeto le battute su gazzetta ,stanno sotto il culo di belen, le tue sotto una storia che mi racconta di maschi scopatori seriali con
    la fissa del metraggio,infatti io non ho scritto che se le dice mario si può ridere quella è una tua proiezione, tu dovresti avere gli strumenti per evitare gli scivoloni mario no.
    Non sono d’accordo per niente quando dici,”.e non è che se io sono donna, non le posso dire e non le devo conoscere,.. i pregiudizi, si combattono con la conoscenza, e la conoscenza passa anche attraverso queste cose.”tu puoi dire e conoscere quel che vuoi , ma almeno abbi l’onestà
    di ammettere che in questo caso i pregiudizi li hai alimentati, qui la conoscenza non c’entra ,la conoscenza non passa attraverso la ripetizione di meccanismi culturali che i maschi amano tanto.
    Qui mi fermo , penso che le posizioni di tutte/i siano abbastanza chiare e pure irrigidite:)
    Grazie davvero a entrambe per l’ascolto,buone cose.

    • vaviriot ha detto:

      Franco sinceramente a me la polemica non piace quindi sarò breve: mi accusi di rigidità quando forse lo sei anche tu. Ida ha fatto una battuta da bar, gliel’ho fatto notare, lei non ha negato e infatti lo ha confermato, quindi ne ha preso consapevolezza, da lì abbiamo parlato della tradizione popolare che è misogina ed etc. Sbagliare, scivolare nel linguaggio maschilista può capitare, siamo esseri umani, ma c’è differenza tra chi comprendendo l’errore persevera e chi invece si scusa. Ida non ha perseverato, anzi.. quindi perdonami se non l’ho crocifissa. Capisco la tua posizione, infatti ti ho detto che avevi ragione ma che Ida stessa si era corretta.. quindi non capisco questo accanimento. Se avesse perseverato, stai sicuro, che sarei stata io stessa ad evidenziarlo, ma per fortuna non è andata così e tutto, almeno per me , si è chiarito in poche battute.
      Non credo nel “non si dovrebbe mai sbagliare” perchè è impossibile, anche tra compagne si cade in meccanismi maschilisti, ma basta parlarne, svelarli, disinnescarli e andare avanti.. è questo che fa la differenza, questa per me è la r-esistenza e non la perfezione che possiamo anche dimenticare. Spero ora sia chiaro, altrimenti non so cosa altro dire, e credimi se ti dico che non mi sto irrigidendo per nulla.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...