Cronaca di un’accanita repressione: la Valle non si arresta, liber@ tutt@

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Sono anni che il movimento No Tav e oggetto di un’accanita repressione e questi giorni non fanno che riconfermarlo.

Mercoledì 17 Luglio: Giorgio, giovane No Tav, che era sottoposto a misure restrittive per aver partecipato al corteo del primo maggio 2012, in solidarietà ai No Tav allora detenuti in carcere per le giornate del 27 giugno e 3 luglio 2011, è stato arrestato con l’accusa di aver violato le misure cautelari. Anche un altro militante No Tav, Frank, è stato arrestato settimana scorsa per aver partecipato a quello stesso corteo.

Giovedì 18 Luglio: Una quarantina di notav hanno fatto irruzione all’Hotel Napoleon, struttura che ospita le forze dell’ordine impegnate nella gestione militare del cantiere di Chiomonte. I/le militanti affermano che, nonostante non sia stata perpetrata nessuna violenza nei confronti né della struttura né delle persone lì presenti, ma scanditi solo degli slogan notav e contro la complicità collaborazionista con chi occupa le terre valsusine, dieci minuti dopo, c’è stato l’intervento dei Carabinieri che, insieme ai Ros e alla Digos, hanno tentato di chiudere, all’interno dell’hotel, i notav che però sono riusciti a uscire, anche se alcun@ sono stat@ malmenati mentre due persone sono state identificate.

Venerdì 19 Luglio: Si è svolta una nuova udienza del maxiprocesso No Tav che vede imputate 52 persone per le giornate di resistenza che seguirono lo sgombero della Libera Repubblica della Maddalena nell’estate 2011. Il processo continua a svolgersi all’interno dell’aula bunker delle Vallette, per volontà del Tribunale, nonostante i/le No Tav siano oppositor@ ad un progetto inutile come quello dell’alta velocità e non dei criminali. Quando gli/le imputat@ hanno chiesto di poter leggere un comunicato a riguardo, tale richiesta è stata respinta dal Presidente del tribunale che ha poi ordinato di allontanare l’imputato che aveva iniziato ugualmente la lettura. Alla fine di quest’ultima gli/le imputat@ hanno abbandonato l’aula in segno di protesta.

Sabato 20 Luglio: Dopo la lunga notte di lotta attorno al cantiere, il bilancio è stato di 9 persone fermate, di cui solo a due (Marta, attivista pisana, e un ragazzo milanese di soli 17 anni) non è stato confermato l’arresto. Entrambe sono stati portati in ospedale per le pesanti ferite causategli dall’aggressione della polizia: Marta ha un braccio rotto e alcuni punti di sutura al labbro mentre il giovane milanese si trova ancora ricoverato. Ennio, Luke, Marcello, Piero, Matthias, Gabriele, Alberto invece si trovano al carcere delle Vallette di Torino in attesa di sapere se verranno convalidati o meno gli arresti, avvenuti nei pressi del ponte della Clarea, dove la celere hanno caricato le centinaia di persone che tentavano di raggiungere il cantiere. Oltre ai nove fermi si sono diverse decine i No Tav che sono rimast@ ferit@ durante la carica e per i lacrimogeni sparati ad altezza uomo. Alcuni di loro sono attualmente ricoverati all’ospedale di Susa.

L’atteggiamento repressivo nei confronti di questo movimento è palese. Il messaggio è chiaro: chi si ribella verrà picchiato, perseguitato e punito. Quando ciò accede in paesi esteri i media impiegano 2 secondi per bollare queste azioni come violente, ma se ciò avviene in Italia tutto cambia, la colpa ricade su chi cerca di resistere e i violenti diventano le vittime. Che differenza c’è tra i No Tav che lottano contro un’opera inutile e dannosa per l’ambiente, ma anche contro il fascismo dilagante, e la rivolta turca che, nata per la salvaguardia del parco di Gezi, oggi punta per liberarsi da un governo/dittatura? Perché i primi sono descritti come terroristi mentre i secondi come degli attivisti?

Queste domande le rivolgo soprattutto a quei finti intellettualoidi che, negli anni, hanno sempre condannato la resistenza italiana e elogiato quella estera come se noi non avessimo diritto di reagire ad un fascismo dilagante. Perchè alle azioni di lotta italiane non viene riconosciuta nessuna dignità? Nessun motivo di esserci? I motivi li sappiamo ma penso sia sempre utile sottolineare l’ipocrisia di certi “scrittori/esperti/intellettuali” di ultim’ora.

Tutta la mia solidarietà ai No tav arrestati con la speranza di vederli presto liberi. La resistenza non si condanna.

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