All’inzio solo pompini

Attenzione: uso di un “linguaggio volgare

Nel momento stesso in cui scoprii il sesso (secondo-terzo anno delle medie) imparai anche le regole che “bisognava rispettare per non passare da puttana”.  La prima che mi fu insegnata/imposta era quella della sega. Se il tuo lui (il lebismo non era contemplato) “voleva qualcosa in più” gli facevi una sega e la questione si risolveva. Ma a questa limitazione si aggiungeva anche il fatto che il “favore” era concesso solo ai ragazzi, dato che le ragazze dovevano tenere la loro fica al riparo da mani indiscrete (il desiderio che io potessi provare non aveva alcun peso).

Con l’arrivare dell’adolescenza (leggeteci liceo) le cose iniziano a cambiare e la sega non bastava più. La regola quindi cambiò in “la prima volta solo pompini”. Che voleva dire? Che quando uscivi con un ragazzo non potevi andare oltre il pompino e, se gliela davi, saresti stata bollata come “una facile” e denigrata pubblicamente dato che lui si sarebbe vantato con tutti i suoi amici della scopata.

Questa volta però, accanto al dovergli assicurare il pompino*, soprattutto se vi fidanzavate e, da “brava ragazza”, avresti dovuto comunque aspettare almeno un anno (o comunque un bel pò di mesi) prima di dargliela, veniva concesso alle ragazze la possibilità di farsi masturbare (o toccare se si era ancora vergini).

Su questo tema, però, nessuna mia amica si è mai sbilanciata. La masturbazione ricevuta era un tema spinoso che si evitava volentieri, dato che neanche della masturbazione fai da te si parlava molto. A pensarci bene, oggi, credo che questa censura fosse un indicatore palese della repressione che gira intorno alla sessualità femminile.

So per certo che molte mie amiche non si lasciavamo masturbare e che quelle che invece ne parlavano venivano poi derise, offese e umiliate. Il piacere femminile per molto tempo mi è parso qualcosa di cui vergognarsi, perché potevi esternarlo fino ad un certo punto ma mai in modo esplicito, senza superare determinati limiti oltre i quali cadevi nello stereotipo della ninfomane o “affamata di cazzi”, definizione che hanno affibbiato anche a me, quando ancora ero lontana dal rivendicarmi il mio essere una gran puttana, quindi potete immaginare quale vergogna potessi aver provato in quel momento.

Ma se queste erano le cose che valevano per i rapporti eterosessuali, un atroce silenzio dominava quelli omosessuali e lesbici, e tra i due quelli su cui c’era il buio totale erano proprio i rapporti lesbici. Per capirci qualcosa ho dovuto fare parecchie ricerche e sperimentazioni che in ogni caso vanno fatte ma che  rispettivamente potrebbero non sempre darti informazioni giuste o essere positive.

Queste regole, nonostante la loro palese idiozia, sono ancora vive e, anche se le generazioni cambiano e al sesso si accede in età più precoci rispetto ai miei tempi, cosa su cui non ho nulla da ridire se non sul modo in cui lo si fa, ovvero completamente privi di informazioni, colpa di chi non vuole l’educazione sessuale nelle scuole o di chi ne ha un’idea comunque normalizzante, nonostante ciò, i limiti, i ruoli, le lettere scarlatte, i sensi di colpa e di vergogna restano e su questi dovremmo soffermarci di più per smantellarli, uno per uno, affinché più nessun@ viva la propria sessualità con un senso di angoscia, di paura del giudizio e di censura.

Di “regole sul sesso” ne conosco un’infinità e pian piano spero di riuscire a raccontarveli ma, come sempre, invito chi vuole a raccontarmi/ci quelle in cui si è imbattut@.

Note

* preciso che non ho nulla contro i pompini, a me piacciono tanto a differenza delle seghe che ho sempre trovato noiose (ma è un’opinione personale), e che quindi il post non ha lo scopo di denigrare questa pratica ma di mettere in discussione le regole/limitazioni che ci vengono imposte appena iniziamo a sperimentare il sesso. Se vi va di fare pompini fateli, ma non pensate di essere obbligat@ a farli o che non vi sia scelta: se una sera vi va di scopare, invece che fare pompini, fottetevene dei pregiudizi e fatelo (ricordando di proteggerti) dato che il vostro desidero conta quanto quello altrui.

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Questa voce è stata pubblicata in Antisessismo, Autodeterminazione, Contraccezione, Educazione, Lingua/Linguaggio, No Lesbofobia, No Omofobia, R-Esistenze, Sessualità/Sesso. Contrassegna il permalink.

7 risposte a All’inzio solo pompini

  1. sdrammaturgo ha detto:

    Vedi come cambiano le cose: ai miei tempi il pompino era considerato più compromettente della scopata, si otteneva molto dopo la penetrazione. Una rischiava di passare per troia più per un pompino che per un coito. A me venne concesso come premio dopo diverse settimane – forse mesi – di trombate. Come a dire: “Abbiamo appurato che ora sei il mio fidanzato ufficiale, quindi ti meriti del sesso orale come pegno d’amore”.

    • vaviriot ha detto:

      Posso presupporre il perché di questo tabù sul sesso orale, alla fine è da sempre considerato la pratica più “compromettente” di tutte, subito dopo il sesso anale che ti fa avere il podio della troiaggine. Lo dico sia per quello che ho sentito e vissuto personalmente sia perché, parlando con delle sex worker, mi hanno confessato che alcuni clienti alla domanda “perché non chiedi a tua moglie di farti pompini” hanno risposto “perché è la bocca della madre dei miei figli” O_o Comunque, saranno cambiate le modalità, ma resta lo stigma: se io ammetto che mi piace leccare e succhiare cazzi e fiche vengo bollata come troia/porca/assatanata di sesso ed etc… c’è un elenco infinito di epiteti ahinoi

  2. SuperCoven ha detto:

    Le regole del sesso sono angoscianti, mi ricordo che nel periodo dai 13 ai 16 anni dettavano legge in modo assoluto, quante mie compagne di classe/conoscenti/amiche sentivo blaterare di questa sorta di “codice comportamentale sessuale”.
    Il pompino per esempio nel contesto sociale decerebrato in cui sono cresciuta viene visto come una cosa da fare solo coi “fidanzati futuri mariti”, e dopo mesi! Poi ci sono quelle che non lo fanno perché “è da sottomesse”, e varrebbe un altro discorso lungo solo per questo.
    Però il vero tabù era e sempre rimane la masturbazione femminile, specie se autopraticata!
    Purtroppo tante mie coetanee, come tante donne, hanno iniziato a vivere il sesso, e temo che lo vivano tuttora, come una cosa da “concedere” con una certa rassegnazione, come se solo dovessero dare e non ricevere!

    • vaviriot ha detto:

      Anche alcune mie amiche dicevano che il pompino era un atto di sottomissione.. marò che nervi >_<
      Per la questione del sesso vissuto in modo passivo, concordo, vi sono donne che davvero lo vivono in questo modo e quando le incontro penso sempre che stanno sprecando tempo con uomini che le insulteranno appena possibile. E di coppie così ne ho conosciute troppe per pensare che siano solo casi isolati. Quando chiedo a queste donne il perché lo facciano, mi rispondono che altrimenti il compagno le mollerebbe… e allora penso che se devono fare servizi sessuali non è meglio farseli pagare? ma questo non gliel'ho mai chiesto dato che uscirebbe il discorso moralista del: mica sono una puttana?

      Grazie mille per il commento

  3. IDA ha detto:

    L’educazione femminile, ha rovinato molte di noi.. la prima volta che un ragazzo, (prima superiore) mi ha messo la lingua in bocca sono scappata.. perché non sapevo cosa farci con quella lingua.. Io non sapevo nulla, avevo solo paure.. Alcune delle mie amiche, parlavano dei pompini, ma ne parlavano con disgusto, e questo mi bloccava ancora di più.. In più c’è da dire, che io ero attratta dalle ragazze, e loro non lo sapevano, mi vergognavo, non mi confidavo e non sapevo come dirlo non avevo le parole per dirlo. Flirtavo con i ragazzi, ma appena mi toccavano mi irrigidivo, poi iniziarono a evitarmi, per tutti ero “frigida”. Questa parola per me era diventata una condanna.. per farla breve, in quel periodo ho tentato due volte il suicidio, in una ci sono andata molto vicina. Poi tra i 19/20 anni ho avuto i miei primi rapporti sessuali completi, sia con una donna che con un uomo, e mi sono piaciuti tutti e due, e i miei problemi e paure sono svanite nel nulla.. No! Non è vero, ti rimangono per tutta la vita, anche se ora non ricordo i pensieri e le paure che avevo, ma sono convinta che il mio problema con l’alcool che ho avuto da adulta, abbia quell’origine.. Per questo ho educato i miei figli al sesso, soprattutto mia figlia.

    • vaviriot ha detto:

      anch’io la prima volta che mi ritrovai la lingua in bocca non sapevo cosa farci XXDD Per il pompino, confermo che anche tra le mie amiche, per un certo periodo, era descritto con disgusto, poi si passò al “gli ho fatto un pompino” e cose simili. Diciamo che l’atteggiamento dipende dall’età ma resta una costante, il fatto che lo si faccia più per il piacere altrui che per il proprio… infatti quando poi si discute di sesso orale femminile la maggior parte risponde con “non è bravo, non sa farlo”. Tristezza =(
      Per quanto riguarda l’educazione che hai dato hai tuo@ figl@ penso che tu sia stata bravissima e che grazie a te eviteranno tante stupidaggini che chi, come me raccattava informazioni alla meno peggio, ha fatto.

      • IDA ha detto:

        Confermo, in genere gli uomini non lo sanno fare, sono un po’ maldestri, ma se si impegnano imparano presto. Ritengo che il sesso orale in genere, sia molto soggettivo e ci vuole affiatamento e conoscenza dell’altra persona, al contrario di quello che si crede.

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