Il piacere censurato

Qualche settimana fa avevo visto un video di quella meraviglia di Kiara Schiavon sullo squirting, video che, per il suo oggetto, è stato censurato: il piacere femminile, quando non è funzionale al testosterone e al capitalismo, fa paura, perchè fortemente sovversivo. Ma che cos’è lo squirting? Sono sicura che nonostante tutt@ sapremmo rispondere con “l’eiaculazione femminile” sono altrettanto certa che poch@ saprebbero aggiungervi altro. Cosa provoca lo squirting? Quali tecniche si possono usare per farlo raggiungere o raggiungerlo? Perchè, per secoli, non se ne è parlato e perchè tale censura perdura ancora oggi?

A queste domande cercherò di rispondere con l’ausilio di alcuni testi che in questi ultimi anni ho avuto la possibilità di leggere grazie al lavoro di traduzione militante che alcune compagne portano avanti da tempo (grazie di cuore).

Partiamo subito con la prima domanda. Cos’è lo squirting?

(tratto dal post “Il mio piacere viene come pugnali” del collettivo ideadestroyingmuro)

“Questo articolo trovato in Internet è stato scritto da Carmen Márquez (che per me è una sconosciuta) l’11 settembre 2007 all’interno del blog “Educa sexo-blog sobre educación sexual, sexo…”4
“La verità è che ci sono varie teorie al riguardo, ma ancora non si può affermare definitivamente se il tasso di umidità che cresce nella vagina della donna dopo aver raggiunto l’apice del piacere può essere considerato o no eiaculazione. E non solo ci sono pochi dati riguardo a questo ma, oltretutto, si contraddicono a vicenda.
Alla luce di questa introduzione quindi discutiamo di ciò che ci è dato sapere:
Possiamo cominciare col dire che quando si parla di “Eiaculazione femminile” ci si riferisce all’arrivo di liquido nella zona della vagina durante le contrazioni causate dall’orgasmo.
Questo liquido viene prodotto dalle ghiandole di Skene, che si trovano nella vagina, in prossimità del luogo in cui siamo in grado di stimolare il punto G. Quando la donna è eccitata queste ghiandole si riempiono di liquido, attraverso l’orgasmo il bacino si contrae, spreme i vari organi della zona e tra questi sono comprese le ghiandole di Skene, così si verifica la successiva uscita di tale sostanza liquida e viscida.
Normalmente fuoriesce in piccole quantità ma può verificarsi invece che la quantità sia molta, questo è dovuto al fatto che le ghiandole di Skene hanno una sorprendente capacità d’essere riempite e svuotate in pochi secondi. Ad esempio, se l’orgasmo è prolungato e le contrazioni vaginali sono numerose, possono secernere una quantità di fluido davvero sorprendente.
Le ricerche correnti sono dirette a scoprire se questo liquido espulso è principalmente urina che sfugge per incontinenza o debolezza dei muscoli che la controllano, se è solo la sostanza che secernono le ghiandole di Skene, o è una miscela di entrambi.
Un altro punto da ricordare è che le ghiandole di Skene non funzionano nello stesso modo in tutte le donne, ci sono casi in cui la secrezione prima descritta nemmeno si verifica”.
Un’altra definizione di Squirting che ci dà qualche informazione in più proviene da un articolo apparso sul quotidiano: “El Mundo” e tratto dal omonimo sito on-line, tramite l’inserto ” Cama redonda”, scritto da Josep Tomas il 2 aprile 2008 5.
“(…) Responsabili di queste emissioni espulse dall’uretra sono le ghiandole uretrali, periuretrali e le ghiandole di Skene che si trovano nella zona anteriore della parete della vagina, il proverbiale punto G. Il liquido espulso, anche se contiene residui di urea o creatina non è urina, dato che le sue componenti principali sono il glucosio, il fruttosio e la fosfatasi acida prostatica, presente anche nello sperma maschile. L’eiaculazione si verifica di solito durante l’orgasmo dovuto alle contrazioni pelviche che ne derivano”.

A questo punto, un’altra domanda sorge spontanea: Cos’è il punto G?

(tratto dal post “Il mio piacere viene come pugnali” del collettivo ideadestroyingmuro)

“Dopo aver letto questo articolo, in parte chiarificatore, mi sono detta, andiamo alla ricerca della definizione del fantasmagorico punto G e ho trovato questa cosa incredibile 6. Per fortuna Wikipedia invita a prestare attenzione a questa definizione, perché non ha riferimenti scientifici.
I commenti tra parentesi e in corsivo sono miei.
“Il punto di Grafenberg, meglio noto come G, chiamato in onore del suo scopritore, il ginecologo tedesco Ernst Grafenberg è una piccola area della zona genitale femminile situata dietro l’osso pubico e vicino all’uretra. E’ lo stesso, o parte, dell’uretra spugnosa, dove s’incontrano le ghiandole di Skene.
Si dice che la stimolazione del punto G (attraverso la parete frontale della vagina) provochi un orgasmo più vigoroso e soddisfacente, ed è forse la causa dell’eiaculazione femminile.
Tale stimolazione richiede una spinta opposta a quella richiesta per ottenere la massima eccitazione clitoridea con il pene.
(La chiarezza di quest’ultima frase è stupenda, sto facendo un disegno per comprenderla meglio ma inoltre, senza pene, come funziona il tutto?)
Molti libri sul sesso consigliano alle coppie incapaci di raggiungere l’orgasmo femminile di considerare la stimolazione del punto G in quanto tecnica sessuale.
Un numero crescente di esperti ritengono che il motivo per cui la stimolazione di questa zona provoca l’orgasmo “fino a fuori” (e anche l’eiaculazione femminile) è che il punto G si è evoluto in un “punto sparatore” durante il parto (è che questi esperti pensano ancora in termini di donna = madre, non c’è altro, non vi è alcuna possibilità di trovare piacere in una figa, indipendentemente dal suo destino riproduttore). La testa del feto durante il parto spinge questo punto che sembra far scattare l’ultima fase di spinta. Ciò si traduce, durante la normale stimolazione sessuale, in una contrazione più significativa della vagina.
Il punto G non è necessariamente un punto discreto (e questo del discreto che ragionamento è?). In realtà alcuni scienziati come Natalie Angier sostengono che si tratta dell’insieme delle profonde vene del clitoride che passano attraverso i tessuti per connettersi alla colonna vertebrale. Il clitoride ha radici profonde e può modificarsi di dimensione e di posizione in base al cambiare dei livelli ormonali durante le varie fasi della vita di una donna.
(Questo non lo sapevo!)
Un pene curvo verso l’alto ha la naturale capacità di esercitare una pressione maggiore sulla parete frontale della vagina. Se il pene non si curva verso l’alto possono essere necessarie posizioni sessuali diverse. Ad esempio, un uomo il cui pene si curva verso il basso può constatare che la penetrazione più appropriata per stimolare il punto G è quella posteriore dato che la pressione avverrà contro la parete anteriore.
(Praticamente senza pene non esiste punto G, non vi è alcuna penetrazione, né orgasmo, né eiaculazione femminile né niente …e poi c’è qualcuno che ha ancora il coraggio di dire che non è una società fallocentrica…)
La stimolazione del punto G mediante l’uso delle dita o della lingua è possibile attraverso la pressione combinata di spingere verso il basso il clitoride mentre s’inarca la lingua o le dita verso l’alto in un movimento di chiamata. Le dita o la lingua devono essere comprese tra 2,5 e 7,5 centimetri all’interno della vagina in modo che diano risultati (il sogno di tutti: una lingua elastica e lunga 15 centimetri … perché no!). Tuttavia ad ogni donna può essere necessario un diverso tipo di stimolazione.
Si ritiene che la stimolazione del punto G è più intensa nelle donne di età superiore ai trenta anni a causa dei cambiamenti intervenuti nella struttura dei tessuti all’interno della vagina che facilitano l’accesso a quel punto. Alcune donne credono per questo motivo che verso i trenta anni raggiungono il loro apice sessuale.
Punto G maschile
Il termine G è utilizzato anche per quanto riguarda la prostata. Questa ghiandola, esclusivamente maschile, si stimola frequentemente durante le relazioni sessuali omosessuali (naturalmente il sesso anale tra eterosessuali in cui la donna penetra è illegale). L’attrito costante del pene contro la prostata produce nell’uomo passivo (continuiamo ancora con le categorie binarie di ricevere-passività-sottomissione-debolezza/dare-actività-dominio-potere) un intenso orgasmo, un’eiaculazione involontaria e forti spasmi”.”

Dopo tutte queste nozioni quello che credo interessi a tutt@ è capire perchè non se ne parla: Perchè lo squirting fa paura? Perchè a molte donne è negato?

(tratto dal post “Il mio piacere viene come pugnali” del collettivo ideadestroyingmuro)

“Squirting è l’atto di venire, è l’eiaculazione femminile …ma non è semplicemente provare un orgasmo, è più che altro l’atto di venire attraverso l’espulsione del fluido vaginale che può fuoriuscire con più o meno pressione ed essere più o meno spettacolare per non dire sconcertatamente scandaloso ed eccitante!
Questo atto implica un cambiamento di paradigma, una rottura con l’educazione ricevuta in quanto bio-donna 7. Fino a pochi mesi fa, quando provavo un orgasmo, contraevo i muscoli vaginali per contenermi, per non lasciare uscire niente, per non straripare troppo.
Era un atto istintivo, il risultato di una violenta educazione repressiva patriarcale ed eterosessista per la quale il piacere delle donne non esiste se non in quanto ricompensa alla bravura del bio-uomo in grado di far godere, non era prevista la libertà e l’autonomia di provare piacere delle donne, la donna era sempre lo specchio dove l’uomo o la coppia (lasciando aperta la questione delle coppie omosessuali) riflettevano la loro potenza. Ed infatti tale potere non poteva essere oscurato da un’eiaculazione femminile più spettacolare di quella maschile.
Al contrario lo Squirting comporta l’azione inversa della muscolatura vaginale, cioè di non trattenere ma spingere, e l’onda propagatrice che questo produce trascina e trasporta con se millenni di sottomissione non consensuale ed espelle verso l’esterno con tutta la visibilità di un’esplosione faiera (tradizione tipica valensiana dove nella piazza principale della città vengono fatti esplodere 140 chili di esplosivo o fuochi di artificio creando una coreografia sonora e visuale) .
E’ una sensazione liberatoria a tratti cosmica, è la consapevolezza del proprio piacere che occupa lo spazio, che si proietta al di fuori del sé, che si espande e si espressa in tutta la sua forza.
Con tutta l’ingenuità di una cucciola che affronta i suoi primi passi mi sono sentita completamente stupida per non averlo scoperto prima, sentendo il mio corpo strano a me stessa. E pensare a quanti anni passati senza conoscerne i limiti, quanti anni senza godere pienamente del mio piacere.
E seguendo la riflessione, il mio passato eterosessuale ha cominciato a ricomporsi come un puzzle e l’ignoranza mi ha schiacciato di faccia al suolo.
Prima di tutto credo profondamente che riceviamo un’educazione moralista, che ci insegna a dimenticare la nostra corporeità, e cattolica, che non ci lascia vivere mai il piacere come un divertimento e come una ricerca, ma all’interno della logica del piacere riproduttore che nasce dalla colpa e dalla redenzione (il dolore in quanto piacere è un privilegio dei penitenti ed è per questo che bisogna essere iscritti all’ordine …).
All’interno di quest’educazione l’ignoranza verso i piaceri dei corpi è sorprendente.
Per iniziare ricorderei che fino ad alcune decadi fa le donne non avevano un clitoride ma qualcosa lì che poco importava, sempre che non fosse troppo grande da competere con la potenza del Grande Fratello Fallo …che vede tutto.
Inoltre l’ano è quel luogo di nessuno che minaccia la virilità del bio-uomo, con lo spettro dell’omosessualità, e la femminilità della bio-donna con la promiscuità della puttana.
E la ricerca di nuovi centri di piacere spiazzati rispetto al centro della sessualità riproduttiva …inutile.
La sessualità continua ad essere qualcosa di privato mentre l’eiaculazione del bio-uomo ha tutti i caratteri per essere considerata pubblica: uscire da se stesso, occupare lo spazio, lasciare tracce …a differenza del piacere trasparente ed invisibile della bio-donna.
Stronzate!
Dalla mia posizione in quanto parte di quella minoranza di bio-donne che hanno scelto le proprie pratiche sessuali e sentimentali come una ricerca di libertà mi trovo a 30 anni con tutta la rabbia di essere consapevole del fatto che il controllo di ciascuno dei nostri comportamenti sessuali avviene ancora ogni giorno.
Ma per fortuna ogni giorno si scoprono nuovi buchi dai quali a poco a poco distruggere le paure e questa costruzione tentacolare.
Lo Squirting è un atto politico contro la repressione che vuole controllare l’espressione libera del piacere ma non solo del piacere, bensì di tutte quelle forme di eccesso proibite alle bio-donne e a tutte le persone da un sistema che ci vuole tutti implosivi.
Lo Squirting è un atto politico contro il timore di esplodere, contro la paura di sentire l’intensità della vita, del sesso in quanto azione, in quanto strategia per superare la paura di morire.
Se prima avevo una vagina ora ho un razzo che spara scintille nel venire!”

Squirtare, dunque, è un atto politico, è l’azione sovversiva di tutte le donne che hanno deciso di straripare oltre i limiti in cui erano state confinate, è l’affermazione del piacere non fallocentrico, è la manifestazione della forza di un corpo e una sessualità che, nonostante le censure, esiste e continuerà a imbarazzarvi. Proprio in nome di ciò ho voluto dedicare una pagina del mio blog ai fluidi della mia fica, al mio piacere che non teme di risultare osceno, di inondare, sconfinare, bagnare, sporcare, inzuppare il circostante. Il diritto al piacere è un diritto fondamentale e dovremmo rivendicarlo con molta più forza con cui lo facciamo. Detto questo, non ci resta che capire come dare vita a cento, mille, milioni di spruzzi!

Una tecnica che valga per tutte non c’è, ognuna dovrà sperimentare più stimolazioni, ma diciamo che delle linee guida, in questa esplorazione, possono esserci utili. Ecco dunque quelle che Amara ci consiglia dopo aver partecipato ad un workshop sull’argomento tenuto dalla pornoterrorista Diana:

  • occorre stare rilassate e sfuggire ad ogni tentazione che svii verso la contrazione.
    Purtroppo a molte viene istintivo contrarsi, un po’ perché si ha la sensazione che si faccia prima, un po’ per indubbie pressioni sociali che portano la donna a tentare sempre di “stare al suo posto”, contenersi, non occupare troppo spazio, sprecare troppa aria e godere troppo smodatamente.
  • stimolare con dita, pugno, dildo, varie ed eventuali la parete anteriore della vagina.
    Ecco, sì, quella del famoso “punto G”. Solo che non è un punto, bensì una ghiandola intera. Se la sensazione che si prova è quella di dover fare pipì, allora la strada è quella giusta.
  • procedere a proprio gusto fino al momento topico e, arrivando all’orgasmo, ricordarsi di nuovo di non contrarre, ma, anzi, di spingere.
    Di nuovo: qui c’è da godere, perciò al bando ogni pudore (soprattutto se si è sole): spingendo, anche se sembrerà di stare per urinare, si potrà dare il via all’eiaculazione.
  • ripetere ad libitum.
    Sia che riesca, sia che non succeda nulla, c’è da ammettere che è stato divertente. Niente vieta di rifarlo e quindi..si torna al primo punto!

Allenamento, donne, allenamento è la parola chiave. Usate le vostre manine o quelle di chi desiderate, usate gli oggetti che più vi ispirano, giocate, divertitevi, sperimentate e vedrete che, se anche non riuscirete subito nell’intento, ne sarà comunque valsa la pena. Ogni gemito sarà una sferzata al patriarcato, ogni contrazione una crepa nel muro dell’etonormatismo, ogni spruzzo una dichiarazione di indipendenza. Ispirata da queste immagini vado anch’io ad esercitarmi, che qui i fluidi ci sono ma lo spruzzo ancora non mi riesce… la resistenza non è mai stata così bella =)

N.B.

Per stimolarvi vi suggerisco la lettura della rivista XXD che, tra le tante rubriche, ne ha una dedicata al post porno… in questo numero trovate descritto un incontro, tenutosi a Rho (Milano), il cui programma era: laboratorio teorico e pratico di squirting, presentazione del progetto BreaklessPussycat e prima performance live di RosarioGallardo. Buona lettura e pratica =D

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6 risposte a Il piacere censurato

  1. Ian Saiin ha detto:

    Trovo assai interessante il post e sostanzialmente ne condivido la tua impostazione e i tuoi commenti. Sul “discreto” credo sia inteso come contrario di “continuo”, e quindi “non è necessariamente un punto unico, singolo, delimitato, ben definibile”.
    Completamente d’accordo con te sull’educazione moralista e cattolica che condiziona in maniera sottile e strisciante anche noi che cerchiamo di sottrarcene, anche quando crediamo di essercene finalmente sottratti.

    • vaviriot ha detto:

      Grazie per la precisazione sul “discreto”, speriamo che la smettano di parlarne come se fosse un pulsantino magico >_< Per il resto, l'educazione che riceviamo sia dentro la famiglia che a scuola, per poi arrivare all'intera società, punta alla repressione/controllo della sessualità e dei corpi, quindi penso che per sottrarci davvero da tale violenza non possiamo o non dovremmo che lottare per cambiare tutto

      • Ian Saiin ha detto:

        E’ in effetti un po’ triste che una parte così intensa, così magica della vita sia ridotta a schifo e vergogna, quando le cose schifose e vergognose sono ben altre.
        E’ difficile anche quando ti guardi indietro e, consapevole di averci provato, vedi che quella repressione subdola e “violenta” ti ha condizionato ugualmente, anche quando non volevi o non pensavi.
        Hai ragione. Lottare sempre e comunque. Se non tutto (chissà quante generazioni ci vorranno), cambieremo almeno qualcosa.

  2. francesca ha detto:

    post che mi lascia addosso sensazioni ambivalenti e qualche domanda sia a me che a chi lo ha scritto
    premesso che l’orgasmo per me è stata conquista dell’età matura, i famosi 30 e passa, non per questo fin da molto prima non sapevo distinguere quando mi era piaciuto e quando no ..
    e sempre per una certa predilizione per l’improvvisazione non mi sono mai fatta troppe domande tecniche … al punto che posso senza alcuna incertezza affermare che per me è arrivato prima lo squirting dell’orgasmo, sia in senso stretto, ovvero il getto improvviso, sia, e questo da molto molto prima (che poi era uno dei criteri per distinguere se mi era piaciuto o meno) in senso lato ovvero abbondante secrezione e non mi sono mai posta il problema di che fosse, che volesse dire, se piaceva o non piaceva alla controparte .. diciamo che sempre in età matura ho trovato un tizio che esplicitamente ha apprezzato .. ma nulla mi cambia né mi è cambiato
    mentre il discorso sul contrarre mi ha fatto sorgere qualche interrogativo, ma non in chiave educazione repressiva o meno, quanto su altri fronti .. condizionamento culturale erotico ? ovvero ritenere che per lui sia più piacevole se stringe? e quindi adeguarsi per una forma di generosità/gratitudine? che poi un po’ ci vuole a temperare un egoismo di fondo molto salubre in un amplesso; insufficienza di coraggio da parte mia, dato che in effetti se stringi almeno lì per lì provi un aumento di piacere che però, ora poi che sono più matura ancora, penso possa condurre ad un vicolo cieco?
    domanda all’autrice del post: io ho credo quindici anni più di te, o poco meno, mi capita relativamente spesso di parlare con donne o ragazze più giovani, di osservarle, specie le più giovani .. e mi sorge da tempo un dubbio, ma non è che la mia generazione, diciamo quella nata tra 1965 e 1975 è stata più libera di quelle più giovani, se cresciuta in ambienti non soffocanti o eccessivamente retrogradi?

    • vaviriot ha detto:

      il senso del post è quello di dare informazioni sullo squirting che è ancora oggetto di censura da molte fonti… indagare il motivo di tale censura porta alla luce altre censure, di parti del corpo femminili e quindi di un suo piacere messo palesemente e volutamente in secondo piano.
      Per il resto la mia generazione ha vissuto un sesso, allo stesso tempo, libero e oppressivo, perchè dovevi farlo entro certi limiti (di età, gusti, pratiche ed etc) altrimenti venivi “punit@”… o almeno io così l’ho vissuto

  3. Silvia ha detto:

    Questo articolo lo trovo sensazionale, emozionale, veritiero, non volgare… Sono una donna e per mia fortuna ho scoperto lo squirting a 20 anni. Ritengo che per riuscire nell’impresa deve esserci un gioco equilibrato tra:
    – pressione nel punto giusto
    – dolce insistenza
    – rilassamento muscolare
    – assenza di paura
    E i risultati possono essere formidabili se non unici!

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