Desideri fluidi

“Siate lieti! La mattina è bella e la notte non tarda a venire! Musici, suonate con vigore le vostre note melodiose! Leviamo alto l’inno della nostra felicità ai cieli mai così vasti, misteriosi e splendenti! Balliamo! Riconoscenti a nessuno, cari a noi stessi! Non v’è danza più estatica del saltellare del servo affrancato! Celebriamo Nessuno! Celebriamo il Vuoto celeste e il Pieno terreno! Celebriamo le cascate e i clivi, le fiere e gli armenti! Celebriamo l’uomo e la donna! Celebriamoci gli uni con gli altri! Celebriamo il celebrare! Brindiamo ai sensi, che tante soddisfazioni ci recano e son tutto ciò di cui abbiamo bisogno!”
Dedicato a tutt@ i/le “Lorenzo” 

Sento caldo, lo sento salire dall’interno del mio corpo. Oggi è uno di quei giorni in cui scoperei fino allo sfinimento. Adoro la parola “sfi-ni-men-to”, la ripeto nella mente, mi suggerisce uno stato d’animo che reputo perfetto, almeno nel sesso. Sono sul letto e gioco con i miei seni. Penso a quante persone vorrei scoparmi e mi domando se ci starebbero ad un’orgia. Alcun@ sicuramente, altr@ non lo so. Mi tocco i capezzoli, sono duri. Li ho sempre avuti turgidi e grossi, più grossi delle mie stesse tette. Quanto siete piccole e graziose! Sorrido. Penso che è bello riuscire ad amarsi, anche se costa fatica.

Faccio scivolare la mano verso il ventre, amo sentire le mani fluire sul corpo. Inarco la schiena e immagino mani che me l’accarezzano. Se volete farmi venire accarezzatemi la schiena! Mi sento una gatta, mi definiva così sempre anche una persona. Sono arrivata sui peli che proteggono la mia fica, li ho rasati un po’ ma non del tutto, adoro giocarci, arricciarli, passarci la mano dentro e poi scivolare verso la clitoride. Che magnifica invenzione la clitoride. Ci faccio dei giri intorno, ispeziono il perimetro, sento i primi brividi. Ritorno a stuzzicarla, sento che si sta eccitando. Lascio che la mente si riempia di immagini piacevoli e scendo verso l’ingresso della fica.

Il primo dito è entrato, lui è l’esploratore. Il clima è caldo e l’umidità aumenta. Lo faccio entrare e uscire, poi bagno un altro dito e rientro. Li incurvo un po’, premo sulla parete superiore, esco di nuovo, ritorno sulla clitoride. Adoro sentirla gonfiarsi. Rientro tra i miei umori. Le dita si muovono svelte, conosco già tutto. Sento i mie umori aumentare e come un fiume fluire dai meandri di una fica che mi appare senza fine. E’ una sensazione inebriante, è come se si aprisse una diga e i fluidi iniziassero a fluire verso l’uscita. E’ così caldo il mio fiume che mi fa sentire bene. Vi immergo le dita e continuo a muoverle. Il calore è aumentato, mi sento in loro balia. I pensieri si affollano, immagino di essere legata e di supplicare una scopata. Un terzo dito intanto si è fatto strada: ora sono più forti le mie dita, ora gli affondi sono più decisi. Immagino lo sguardo del mio padrone che non conosce pietà e mi guarda contorcermi dal desiderio. Sento di poter impazzire se non sarò scopata, le mie dita sfuggono al controllo, ormai vanno da sole.

Mi sento persa, piacevolmente e totalmente persa tra le mie fantasie. Immagino i passi del mio padrone avvicinarsi a me, le sue mani sfiorarmi il culo, la sua bocca raggiungere le mie orecchie e chiedermi “supplica ancora e ti sarà concesso”. Tra l’affanno riesco a dire “scopami, per piacere” ma non va bene. “Supplica” mi ha ordinato. Nelle mie fantasie il mio padrone è così crudele che un “per piacere” non gli basta, lui vuole i “ti prego, ti imploro, ti supplico”, vuole la sottomissione totale… lui vuole quello che voglio anch’io. E allora lo supplico, con la voce tremante di vergogna ed eccitazione. Supplico e le dite eseguono. Mi contorco, le dita sono veloci e con l’altra mano premo sulla clitoride… sto arrivando a quel punto di non ritorno, dove tutto si chiude per un istante e riesci a sentirti tutta, a sentire il tuo corpo come mai potrai fare, sento il fiume diventare mare, sento l’esplosione diventare URLO!!!

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Ritorno…

Affanno

Sento il mio corpo sudato

Mi fanno male le dita, le estraggo

Sono fradice.

Mi assaggio. So di buono

Resto sul letto e lascio che il vento che entra dalla finestra semiaperta mi accarezzi. Amerò sempre le coccole. Mi domando solo ora se dalla finestra qualche vicin@ abbia osservato il mio piacere e goduto insieme a me… sorrido… avrei dovuto pensarci prima, ma in realtà non mi importa, anzi, l’idea di aver fatto godere qualcun’altr@ mi rallegra. Se vorrai potremo rifarlo, penso… poi chiudo gli occhi e mi abbandono al sonno.

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