Sono una puttana e mi DEVI chiedere il permesso

Da quando mi dichiaro puttana ho notato un cambiamento, ahimè, in peggio, nell’atteggiamento di alcune persone nei miei confronti. La prima volta che l’ho fatto era ad un incontro tra compagne e pensavo di poter trovare tutta la comprensione e il rispetto che si dovrebbe, dato che è una scelta personale che non impongo a nessun@. Ed invece non è andata come credevo: se la maggior parte di loro mi ha capita e ha accettato, alcune condividendo, altre meno, la mia decisione, ce n’è stata una che ha frainteso completamente. Devo premettere che era una compagna che non conoscevo da molto e con cui ci avrò scambiato poche parole. Mentre mi dichiaravo puttana lei mi sorrideva ed io credevo di poterci leggere solidarietà/complicità, ed invece, appena termina l’incontro e si dà inizio alla festa che lo avrebbe successo, accade qualcosa che non mi aspettavo. Lei mi tocca il culo, anzi me lo strizza, senza che ci fosse un qualsivoglia motivo. “Era ubriaca?” mi chiedo, ma non è una scusa. “Ero ubriaca io?” sì, lo ero, ma non è una scusa. Mi sono fatta mille domande del perché lo avesse fatto, e mille altre sul perché in quel momento non ho trovato di meglio da fare che avvampare e scappare. Codarda, si, lo ammetto. Mi aveva spiazzata, non sapevo cosa pensare. “Lei è una compagna, cazzo!”. Questo era quello che ho pensato mentre scappavo e mentre cercavo mille altre scuse per giustificare quella che sì, è stata una violenza, perché sono una puttana ma non per questo hai accesso al mio corpo senza il mio permesso. Doveva chiedermelo, non per forza a parole, ma cavolo ci sono mille altri modi. Se non li usi, se te ne sbatti del mio consenso, allora non mi sei compagna.

La seconda volta che mi è accaduto qualcosa di simile ero tra amici di vecchia data, stavamo ad un caffè, io ero seduta accanto ad un amico che mi ha vista crescere. Parliamo ed io ho il coraggio di rivendicare il mio definirmi puttana: loro mi guardano in modo strano, per loro sono strana a prescindere, ma ascoltano, gli spiego tutto, il perché e percome, e anche se non condividono accettano. Dopo la spiegazione e il senso di liberazione, ecco che sulla mia gamba nuda (era estate e avevo una gonna) si poggia la mano di questo mio amico. Non era mai accaduto in tutti gli anni che ci conoscevamo, e sono quasi 15. Non era mai accaduto e ora non sapevo che fare. Perché quella mano? Che significava? Sono rimasta in silenzio, di nuovo, non capivo e avevo paura della reazione degli/lle altr@. Non mi avrebbero creduta. Stupida, sì, sono stata una stupida. Ma era una delle primissime volte che mi definivo puttana e con loro era la prima, avevo superato un timore enorme e ora, con quella mano che violava il mio corpo non sapevo cosa farci. Ho sopportato e me ne pento.

Oggi ho imparato a reagire, non è sempre facile e a volte vorresti solo scappare, perché la violenza è troppa e di fare la guerra ogni minuto non ho la forza. Ma il mio corpo è mio e non permetterò più che sia violato, che sia considerato territorio pubblico solo perché mi definisco puttana. No, non avete capito un cavolo di me e della mia rivendicazione. La puttana non è di tutt@, appartiene a sé, il suo corpo non ha un free entry, se vuoi toccarlo chiedile il permesso. Il rispetto che le/mi devi in quanto persona non cade, non viene meno, perché ci si definisce puttana. Questo concetto deve essere chiaro, io sono mia, sarò sempre mia, qualunque sia la definizione che IO scelgo per me stessa. Sono una puttana, sì, ma se vuoi accedere al mio corpo, interagirci, scoparci, DEVI chiedermi il PERMESSO.

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6 risposte a Sono una puttana e mi DEVI chiedere il permesso

  1. IDA ha detto:

    Con l’uso di questo termine non sono molto d’accordo.. Il termine puttana fa parte del controllo sociale, e bisogna uscire dal dualismo in cui il corpo di una donna o è inaccessibile oppure offerto a tutti. Il giusto e condivisibile discorso che fai, che il corpo è tuo, e che bisogna chiedere il permesso, non è contemplato, previsto.. o sei accessibile a tutti o a nessuno, non sei mai (purtroppo) soggetto ma oggetto.. quindi rientra nei canoni della normalità il comportamento dei tuoi amici. ( con questo non dico che è giusto..) Su questo mi sono già espressa in un mio commento qui.. http://abbattoimuri.wordpress.com/2013/09/08/sono-puttana-e-me-ne-vanto/

    • vaviriot ha detto:

      Personalmente credo che nessun termine debba esser censurato, dato che nessuno nasce con significati negativi. Siamo noi che glieli assegniamo e noi possiamo toglierglieli. Puttana, seppur è un termine che si associa all’idea di una donna il cui corpo è alla portata di tutti, in realtà è usato contro quelle donne che in modo autodeterminato scelgono di concedere il proprio corpo ad altri, ma no a tutti. Le puttane, che facciano questo di mestiere o che siano solo donne libere sessualmente, decidono a chi darla e se farlo sotto compenso. La puttana è stata sempre discriminata perchè è una donna che esce dagli schemi, è la donna che scopa, che parla, che osa dire la propria, che si fa valere… a me puttana lo hanno detto per tante motivazioni diverse e infondo per una sola, l’autodeterminazione. Puttana è la donna che sceglie e quindi la donna da discriminare perchè è quello che la società non vuole che tu sia. Per questo credo sia importante decostruire i termini, far capire i motivi per cui vengono usati, i pensieri sessisti che si annidano dietro, e poi rivendicarseli, perchè il termine puttana, una volta che lo si spiega/decostruisce, fa saltare tutto il pensiero dicotomico dato che è semplicemente la donna che sceglie per sè.

  2. IDA ha detto:

    Non faccio una questione della valenza del termine, positivo/negativo… Comunque sono d’accordo con quello che dici, ma lascio che questo termine siano gli altri a dirmelo e certo non io.. (sono passata da quasi-puttana a troia in breve tempo, pur facendo una vita quasi monastica, per i miei gusti..) e qui rivendico il mio diritto di donna, a manifestare ed esprimere il mio desiderio… e ci tengo a precisare, che queste parole, (puttana, troia) non mi offendono… ma mi offendo, se quello che si dice su di me, è mia figlia a riportarmelo. Ma questo è un altro discorso!

  3. MÀTTÈO ha detto:

    Ti voglio scopare

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