Quando l’omofobia ha pari opportunità

Credetemi se vi dico che, a volte, ho l’impressione di vivere in un racconto kafkiano, perché definire paradossale quello che sta accadendo è poco.

La notizia sta girando da oggi: la Biancofiore è il nuovo sottosegretario alle pari opportunità. Voi direte, è donna, c’ha la figa, va benone. Eh no! Come ve lo devo dire che la figa non fa la differenza?

Questa politica si è distinta, per chi non lo sapesse, per alcune affermazioni contro le unioni omosessuali e per le sue idee sul transessualismo che vi sintetizzerò con una sola frase “o te lo tagli o non sei donna”. Il binarismo, che grande cazzata!!!

La mia opinione sul sistema in generale l’ho già espressa altrove e vi aggiungo solo che da questo governo a partito unico non mi aspettavo nulla che non fosse il peggio e che mi dispiace che gli/le italian@ abbiano preferito, ancora una volta, votare invece che lottare. Detto questo, avevamo davvero bisogno di dare all’omofobia pari opportunità? No, tanto per chiedere, perché da quello che ricordo, ma potrei sbagliarmi, questo ministero era stato istituito per contrastare le discriminazioni e non per alimentarle. Ma io sono pignola, femminista e pure bisessuale, quindi so de parte.

E poi, smettiamola con questa discriminazione preventiva!! No, davvero, ha detto proprio questo!! Cioè tu mi discrimini, lo fai pubblicamente, legislativamente ed io, che mi limito a riportare quanto tu hai detto, ti starei discriminando? E poi la prevenzione dov’è? Quelle affermazioni le hai pronunciate tu in piena autonomia e dire che sono state decontestualizzate è una cazzata, perchè se io dico “no alle coppie gay”, in qualunque contesto lo inserisci, ha sempre lo stesso significato. E’ un no.

Inoltre, e qui voglio farmi del male, la Biancofiore sarebbe quella che ha affermato che esiste una “natura diversa”, cioè ci sono persone che, a suo avviso,  nascono con una “natura diversa”. Ora, già non sopporto i discorsi su questa ipotetica natura, mi fanno effetto orticaria, ma fino ad ora ero rimasta ad UNA natura, ora scopro che esiste quella “diversa”. Ecco, chiamate la Butler e diteglielo che deve riscrivere tutto e che bisogna tenere in considerazione due nature, mica solo una.

A parte gli scherzi, non credo che la Biancofiore abbia mai letto la Butler, altrimenti saprebbe che quello che lei definisce naturale è solo un costrutto sociale prodotto dal sistema eteronormativo per controllare i corpi attraverso norme eterosessuali. Ripeto, il binarismo è una cazzata che però ci governa e ci stritola tutt@.

Se volete saperne di più, perché anche all’epoca dell’omofobia alle pari opportunità è possibile scegliere di non alimentare una cultura binaria/sessista/fascista, vi consiglio di guardare questo video.

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