Slutwalk a Roma… la esportiamo anche al Sud?

Penso che lo sappiate tutt@. A Roma c’è stata la prima Slutwalk italiana e a me dispiace davvero non avervi potuto partecipare. Per chi non lo sapesse, la Slutwalk è una manifestazione nata a Toronto due anni fa, dopo che un agente di polizia affermò che, per esser sicure, “le donne dovrebbero evitare di vestirsi come troie”.

Sulla troiaggine vi rimando a ciò che ho già detto e ridetto e col cavolo che non continuerò a dirlo XD. La Slutwalk riprende un po’ quello che penso anch’io, ovvero che una donna ha il diritto di vestirsi come le pare e di non essere, per questo, molestata. Se indosso una minigonna inguinale, una maglietta dallo scollo vertiginoso, un super short o un leggings attillato non vuol dire che puoi offendermi, che sono disponibile, che il solo fatto di averti guardo possa voler dire che ci starò.

Eppure in questo paese, questo semplice ed elementare concetto, non riesce a  radicarsi nelle menti di molt@. L’ho constatato personalmente come, uno stupido cambio di abiti, possa modificare il modo in cui vieni percepita e quindi l’approccio che ti sarà destinato. E’ tutto prestabilito, tutto già deciso, senza però interpellarti neanche per un secondo. Se tu indosserai le parigine, per esempio, sarai adocchiata come quella che vuole sedurre, rendersi sexy, acchiappare quando, forse, te le sei messe solo perché ti tengono calda e ti piacciono i calzerotti lunghi.

Inoltre, se pure quella sera avessi indossato un mini abito perché volevo sentimi sexy, sarà mio diritto scegliermi con chi esserlo? Oppure la devo elargire a tutt@? Il diritto alla scelta non è un qualcosa di opzionale o che qualcun@ può concederti, è un diritto quindi qualcosa che ti spetta e che nessun@ può toglierti anche se ci proveranno sempre.

Per me la Slutwalk è un modo per rivendicare una libertà che passa anche attraverso la scelta del vestito, ma anche nel voler camminare sola la notte, nello scegliere di fare del proprio corpo ciò che si crede, nel non voler accettare i generi se non come costrutti sociali da abbattere ed ect.

La Slutwalk può essere riempita di molti significati e essere un validissimo strumento per mascherare il moralismo imperante. Personalmente vorrei che si riuscisse a farla anche al sud, non importa che sia a Napoli o meno, ma la vorrei al Sud perché ne abbiamo un bisogno impellente. Ma non ci si può arrivare così, da un giorno all’altro, bisognerebbe iniziare un percorso che abbia come culmine la Slutwalk, come le/gli stess@ compagn@ roman@ hanno fatto. In poche parole penso che per avere un buon risultato è meglio “preparare” in qualche modo il territorio. Poi, chi la rigetterà, lo farà comunque, ma forse chi aveva dei dubbi potrebbe riuscire a toglierseli.

Voi come la vedete al sud? Avete anche voi desiderio di farne una?

Intanto godetevi questo video che spero ispiri tutt@ noi =)

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Questa voce è stata pubblicata in Antiautoritarismo, Antifascismo, Antisessismo, Autodeterminazione, Discorso sul Corpo, No Lesbofobia, No Omofobia, No Transfobia, R-Esistenze, Sessualità/Sesso. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Slutwalk a Roma… la esportiamo anche al Sud?

  1. Vita ha detto:

    A me piacerebbe farne una 🙂

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