Le madri di Plaza de Mayo: noi non scordiamo il marzo del 1976

Riporto un articolo uscito su Infoaut che spero venga letto da più persone possibili. Personalmente, da non credente e anarchica, non faccio distinzione tra Chiesa ufficiale e sacerdoti del terzo mondo, anche se nei fatti vi è una differenza. Il problema è che i secondi alimentano la prima, anche se non ne seguono i comportamenti, ma la domanda che mi/vi pongo è sempre quella: perchè le azioni di solidarietà si compiono in nome di un Dio e non in nome del nostro essere animali umani? Perchè ci imponiamo intermediari? Non abbiamo bisogno di benedizioni o approvazioni da parte di entità superiori per dare valore ad azioni di solidarietà, non abbiamo bisogno di testi “sacri” per capire che il mutuo-soccorso è la via giusta da intraprendere. L’unica cosa di cui abbiamo bisogno è liberarci dalle autorità e dall’autoritarismo di cui siamo pregni e provare ad autogestirci perchè, anche se continuano a dirci che non ne siamo capaci, in realtà, la storia ci dimostra altro. Buona lettura!

Le madri di Plaza de Mayo: noi non scordiamo il marzo del 1976

Le madri di Plaza de Mayo hanno levato la propria voce contro i media impegnati a ritrarre unanimemente un’Argentina in festa per l’elezione del nuovo Papa e hanno ricordato come Bergoglio all’epoca della dittatura di Videla si fosse rifiutato di riceverle perché rappresentava una Chiesa ampiamente collusa col regime.

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La grafica ritratta nella foto (“il papa stava in silenzio quando mio papà veniva torturato”, Photocredit Lapresse) è stata condivisa da decine di migliaia di utenti argentini del web. Sono davvero tutti contenti in Argentina dell’elezione di Jorge Bergoglio al soglio pontificio? Non è proprio così. Da una parte le madri di Plaza de Mayo hanno preferito sorvolare nel giudizio sull’ex arcivescovo di Buenos Aires, dall’altra la stampa ricorda la sua posizione di forte opposizione al governo della Kirchner e le sue posizioni su matrimoni gay ed educazione sessuale.

Questo quanto ha dichiarato Hebe Bonfadini, una delle leader delle “Madri”. “Le madri ormai da molti anni, ovvero da quando hanno dato il via alla loro lotta, collaborano solo con sacerdoti del terzo mondo. Abbiamo una lista di 150 sacerdoti assassinati dalla dittatura e di questi la Chiesa ufficiale non si è mai preoccupata e non ha mai reclamato per i loro corpi. Le madri parlavano della Chiesa ufficiale quando nessuno lo faceva. Questa è opprimente ma quelle del terzo mondo sono invece liberatrici. Abbiamo rapporti sono con loro e per il Papa che hanno nominato abbiamo solo da dire una cosa: Amen”.

Nel 2007 le Madri di Plaza de Mayo scesero in piazza contro l’allora cardinale Bergoglio, che non si era mai degnato di riceverle “Bergoglio rappresenta il fascismo, rappresenta la dittatura”, hanno detto. “Noi donne non scordiamo un altro marzo. Il 24 marzo 1976: in Argentina un golpe militare instaura una dittatura che durerà ben 7 anni durante i quali migliaia di persone sono arrestate, torturate, uccise, scomparse, “desaparecidos”.

(da Contro La Crisi)

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Una risposta a Le madri di Plaza de Mayo: noi non scordiamo il marzo del 1976

  1. valivi ha detto:

    “perchè le azioni di solidarietà si compiono in nome di un Dio e non in nome del nostro essere animali umani?” hai proprio ragione

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