Hai paura? sei una troia

Sono le 3;15 di sera. Sono appena ritornata a casa da una serata tranquilla con delle amiche. Dato che siamo quasi tutte precarie abbiamo optato per il risparmio, quindi per una birretta in un locale della nostra città. Fin qui tutto normale. Ci siamo mosse a piedi, dato che la mia città non è immensa e quindi è inutile prendere la macchina. E’ solo benzina che si consuma. Potrei parlarvi anche dell’inquinamento ma ho troppo rispetto per i/le compagn@ che realmente si occupano di questo problema che “la posa” non me la sparerei mai. Non sono un’ambientalista anche se ne comprendo l’importanza. Ma, ritornando al discorso, fatta una certa ora, ci alziamo dal tavolo, paghiamo il conto e usciamo incamminandoci verso casa.

Io abito relativamente più lontano di tutte, quindi un tratto di strada devo percorrerlo da sola. Non mi è mai pesato camminare, anzi mi piace tanto, e la notte non mi fa paura. Però ci sono gli stronzi, i coglioni, le teste di cazzo che riescono ad umiliarti in due secondi. Stavo camminando a passo svelto perché, anche se cerco di essere autonoma, non sono immune dalle paure che ci inculcano fin da bambine, e quindi provavo ad arrivare a casa in fretta guardandomi intorno costantemente. Ho visto un gruppo di ragazzi avanzare verso di me, ho attraversato il marciapiede, per istinto. Non avevano un atteggiamento minaccioso, ma io ho preferito attraversare. Poi ho continuato a camminare, sempre guardandomi attorno, ma dato che ero quasi arrivata mi sentivo più “sicura”.

Mentre mancano pochi metri da casa una macchina si accosta, vedo che il finestrino si abbassa ed inizio ad avere paura. Un ragazzo si affaccia e mentre io passo mi dice “scusa, vorrei chiederti una cosa”. Io proseguo per i cazzi miei, sono indifferente, affretto il passo, il portone è vicino. Loro mi seguono con la macchina e sempre lo stesso mi urla “hai paura?? Troia, puttana” e se ne va.  Gli avrei voluto rispondere tante cose, ma ho preferito aprire il portone e rincasare. Erano in 5, io ero una. Ditemi, cosa avrei dovuto fare? Cosa era giusto fare? Quando alcune persone mi dicono che non devo soccombere mi fanno ridere… ma voi, al mio posto, che avreste fatto? Inoltre mi chiedo se tutti quelli presenti in quella fottutissima macchina erano d’accordo con questi metodi, oppure se qualcuno li disdegnava ma non si opponeva, tanto mica era lui a farlo? Sapete quanti ragazzi ed amici ho visto stare in silenzio davanti a scene come questa? E tutti usano la stessa e vigliacca scusa: “ma io queste cose non le faccio”, come se il silenzio non fosse assenso, come se con la vostra inazione non avvalorasse queste merdate. Mi dispiace dirlo ma siete responsabili di questa ennesima umiliazione da me subita e di tutte le altre subite da me e dalle altre donne. Non basta non fare le cose, serve anche opporsi ad esse se si è presente, se si sentono/vedono discorsi o gesti maschilisti. E non vi sto chiedendo protezione, che i tutori a me fanno schifo, ma coerenza perché non potete lavarvi le mani quando, davanti a violenze di questo tipo, ma anche più forti, non muovete un dito.

Come forse saprete io mi definisco puttana con grande orgoglio e stasera, ancor di più, mi rivendico questo termine. Io sono una puttana perché oso camminare da sola e così facendo sfido la vostra cultura del cazzo, perché non permetto a nessuno di decidere gli orari che devo osservare, perché non mi interessa che le strade siano semideserte, che secondo voi una “brava ragazza” ad una certa ora sta a casa, oppure si fa accompagnare dal fidanzato/tutore/protettore. Io mi rivendico il diritto di attraversare le strade ad ogni ora e con qualunque abito. Sono una puttana perché me ne sbatto della buon costume e, se mi va, vi mostro il culo e ci cammino anche da sola per strada di notte. Sono una puttana perché, anche se non sono immune dalle paure, cerco di non farmi sovradeterminare da loro e continuo, imperterrita, da anni, a camminare da sola per strada.

Se dovessi subire qualche violenza fisica so già che alcun@ mi darebbero la colpa, mi direbbero che se cammino da sola per strada di notte me la sono cercata, che dovevo chiedere a qualche maschio se poteva accompagnarmi perché così, gli altri maschi, mi avrebbero considerata come una sua proprietà e per una questione di rispetto, verso di lui, non certo verso di me, mero oggetto, non mi avrebbero offesa. Queste o simili soluzioni mi verrebbero a proporre, proposte che partono dal presupposto che “è così che va e devi accettarlo” ma se io vi dicessi che non lo accetto? E che non aspetterò che voi troviate il tempo di rimettervi in discussione, di trovare modi altri di essere uomini, di smettere di essere cazzi e diventare persone? Parlo di cazzi perché, si sa, queste umiliazioni sono per alcuni di voi prove di mascolinità, in cui più offendi, più sei stronzo e quindi più macho. La mia vita però è una e il tempo è quello che è, io non posso ne voglio aspettarvi, non mi sembra giusto, non mi sembra corretto rincorrere i vostri tempi quando dei miei ve ne sbattete.

Mi chiedete tempo, di capire che le cose devono avvenire gradualmente, e questo è vero, ma vorrei che poteste provare voi quello che provo io, ogni sera, quando ritorno a casa da sola. Vorrei che lo provaste una sola volta e capiste che non si può chiedere ad una persona ingabbiata di avere pazienza, di non chiedere la libertà perché non è il momento giusto, di non avanzare pretese perché le cose per ora sono così. Mi dispiace, ma non ve lo consento, almeno nella mia vita, le vostre scuse valgo zero. I branchi esistono non solo per la volontà di alcuni ma anche per il silenzio/assenso di altri. De Andrè lo diceva già anni fa “voi che vi sentite assolti siete per sempre coinvolti” e io vi chiedo solo di assumervene la responsabilità.

E adesso vado a dormire. Vi auguro una serena notte, sperando che il sonno porti via con sé la frustrazione che provo.

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13 risposte a Hai paura? sei una troia

  1. frantic ha detto:

    solidarity sistah ❤ sei grande, forte, libera, bella e je fai un mazzo tanto e devi amarti 'na cifra, intes*? ti lovvo. (p.s. inventiamo un termine tipo "puttana" per i maschi? non è mai esistito e servirebbe :D)

    • vaviriot ha detto:

      grazie tesò, ti lovvo tanto anch’io e sta sicuro che col cavolo che smetto di camminare la sera da sola =D

    • sdrammaturgo ha detto:

      Per i maschi per ora dobbiamo accontentarci di porco.

      (Vavi, lo ammetto, io sono uno di quelli che ti dice: “Però magari non camminare da sola la notte”, perché sono iper apprensivo e non mi fido del genere umano 😀
      Mi aspetto stupri di gruppo a ogni angolo di strada e vedo in ogni combriccola tipo quella della macchina un potenziale branco come quello nel film di Marco Risi.
      Milgram e Zimbardo mi hanno rovinato: con i loro esperimenti di psicologia sociale hanno confermato terribilmente tutto ciò che ho sempre pensato sull’uomo).

  2. Alessandro ha detto:

    Hai il mio rispetto per quello che vale. Odio i coglioni che si fanno grandi quando sono in “branco” e peggio ancora quando trovano una persona più debole. Spero di non dovermi mai trovare in una situazione del genere con mia moglie….lei vedrebbe il lato peggiore di me, quello che ho sempre nascosto e che pochi conoscono. In bocca al lupo ma, forzare la cosa rimanendo sola non è un gesto di “forza” ma, di stupidità visti i tempi che corrono, perchè andarsela a cercare? Capisco che vorremmo tutti poter vivere più liberamente la nostra vita ma, finchè la madre dei coglioni sarà gravida….!

  3. AD EN ha detto:

    per sentirmi più sicura io vado in giro con spray al peperoncino e prenderò presto lezioni di autodifesa. Il problema dell’omertà è purtroppo generico, non che questo debba consolarci, ma sviluppare delle reazioni immediate e interiorizzarle può aiutare tanto noi, quanto il ragazzo aggredito per strada o addirittura in treno o in bus quando ogni altra persona gira ostinatamente la faccia da un’altra parte. buona notizia: nel mondo, e soprattutto in occidente, grazie a donne e uomini fieri e combattenti (e ad un più alto livello di istruzione e di vita), la violenza quotidiana, fra civili, si è ridotta, di molto. http://www.scientificamerican.com/podcast/episode.cfm?id=steven-pinker-violence-is-lower-tha-11-10-18 Nel frattempo seminare discorsi femministi serve, a volte sbocciano subito, altre volte dopo anni, ma vale sempre la pensa provarci. Ovviamente mi unisco a te nel mandare a fanculo la morale per cui ridurre le proprie libertà è cosa buona e giusta. Questo paese ha bisogno di slut walk! (sincerely your ethical slut ^_^)

  4. vaviriot ha detto:

    @claudio e alessandro: lo capisco che nel dire “non camminare da sola la notte” state cercando di “proteggermi” ma state anche scaricando su di me tutte le responsabilità di ciò che subisco. Che sia vostra intenzione o meno, il messaggio che passa è questo, ovvero che è colpa mia e che se persisto poi me la sono cercata. Invece non è così e invece di chiedere a me di limitarmi dovreste mettere in discussione la mascolinità che si ciba di queste violenze. Se questo non avverrà, tra 100 anni, ci ritroveremo ancora in questa situazione dove io, donna, non posso camminare e vestirmi come mi pare. Penso che secoli di schiavitù siano sufficienti, ora io dico basta. E’ un basta che non è stupidità, non voglio mettermi in pericolo, ma impedirmi di sottostare all’ennesima gabbia. Io dovrei stare attenta a tutto, al modo in cui mi vesto, al modo in cui parlo, come e dove cammino, ai luoghi che frequento ed ect e nonostante fossi diligente non sarei immune da queste violenze. Lo sapete anche voi, che rispettare le regole non serve a un cavolo perchè le donne subiranno comunque, mia madre le ha rispettate tutte e la sua vita è stata ricca di violenze. Il problema non sono io e le mie scelte ma la cultura che con il “stai attenta” non state mettendo in discussione o comunque non volete affrontare costringendomi a una non scelta, a subire e basta. Su questo spero voi riflettiate perchè è facile dire “non andartela a cercare” quando si è dall’altra parte della gabbia. Spero che non la prendiate come un attacco ma un modo di mettere in discussione un modus operandi che io non accetto.

    @ad en: hai ragione, le lezioni di autodifesa sono utili, infatti tra compagne si parlava di organizzarne alcune, soprattutto per donne come me che ancora non sanno difendersi. Per il link credo che sia un sondaggio o il risultato di qualche ricerca che a me non convince, non perchè non possa esser veritiero il fatto in sè, ma perchè le ricerche soprattutto americane e inglesi sono bufale, ma in generale lo sono tutte, e hanno sempre un doppio scopo anche se all’inizio non è chiaro. Quindi ti consiglio ti guardarle e leggerle sempre con tanto scetticismo e chiederti “cosa c’è sotto? perchè ci tengono a dirmi questo?”. Per la slut walk mi trovi d’accordo, ma penso che sia troppo presto per un paese come l’Italia dove manca un discorso sul corpo, argomento centrale in una manifestazione come questa. Ma se ci lavoriamo tra qualche anno sarà possibile =)

    • sdrammaturgo ha detto:

      Ma tu hai anche ragione, eh, e penso che alla fine faccia bene a comportarti così e che sia il modo migliore (sicuramente migliore del mio), ma il messaggio che passa non è né che è colpa tua né che te la sei cercata, bensì che il genere umano è merda ed è irrecuperabile.
      Conosci il mio pessimismo totale.
      Io stesso mi limito molto nelle scelte che faccio, so che magari non dovrei, ma non credo minimamente nella capacità dell’uomo di cambiare e migliorare.
      Penso anche io che si dovrebbe dire “non stuprare” invece di “non farti stuprare”, ma al contempo penso che l’essere umano continuerà sempre a stuprare, violare, distruggere, perché è l’unica cosa che questa scimmia impazzita sappia fare.
      Non scarico su di te tutte le responsabilità: scarico sul genere umano la sua ignominia.
      E non si tratta di seguire regole, quanto di tutelare quanto più possibile la propria incolumità messa a repentaglio da una specie animale di cui auspico l’estinzione.
      Quindi il mio intento non è proteggerti, bensì dirti di stare più al riparo possibile dalla merda chiamata homo sapiens. Anzi, ti direi di evitare anche me 😀

      • vaviriot ha detto:

        Cla mi strappi sempre un sorriso ma, mi dispiace, non ho alcuna intenzione di evitarti XXDD Conosco il tuo pessimismo e sai che lo rispetto ma non lo condivido, ma forse non sai il perché. La mia speranza in un cambiamento, in una rivoluzione, in una svolta positiva dell’umanità non è un’idea campata in aria, se ci credo ci sarà qualche buon motivo. Uno tra i tanti, forse uno dei più importanti, è l’esistenza di persone meravigliose come te (non è una sviolinata XD) che sono altro. Quando io leggo i tuoi post leggo altro, leggo pensieri e idee altre che so non essere una tua esclusiva. Ho conosciuto tante, non tantissime, persone che hanno idee molto simili o comunque altre rispetto alla norma, che vivono, sperimentano, cercano forme altre di r-esistenza, di socializzazione, solidarizzazione, di educazione, di lavoro e di vita. Queste persone, tra cui nomino anche te, che ho avuto la fortuna di incontrare (virtualmente o realmente), senza le quali anch’io sarei una pessimista cosmica, mi hanno dimostrato che altro è possibile. L’umanità che tu descrivi è qualcosa che non ti appartiene, tu non ne fai parte e non sei il solo. Non tutt@ siamo merde e non tutt@ quelli che hanno deciso di farne parte lo vorrebbero realmente. Alcun@, credo, hanno scelto di esser merda solo perché non sanno che si può essere altro o perchè, pur sapendolo, hanno paura di affrontarne le conseguenze. Poi ci sono le merde croniche, ma non sono la maggioranza. Quelle sì, secondo me, sono delle scimmie impazzite. Per me, quello che noi siamo, come società, è un prodotto culturale e non naturale. Se vogliamo buttarla sulla natura posso dirti solo che, a mio avviso, siamo tutt@ potenzialmente degli assassini e dei santi, sta a noi decidere quanto spazio dare all’uno e all’altro. La scelta c’è e ci sarà sempre. Forse tu non ti rendi conto di quanto i tuoi scritti, come quelli di tante altre persone, possano far ben sperare in un cambiamento, possano alimentare idee di rivoluzione perché sì, è vero, sei pessimista, ma è vero anche che tu stesso sei altro da ciò che narri e allora dimostri che comunque la scelta è possibile o, almeno, questo è quello che io percepisco ed è il motivo per cui sei tra le mie meraviglie. E lo so che non sarai d’accordo con me, ma va bene uguale, mica dobbiamo pensarla per forza allo stesso modo ^__^

      • sdrammaturgo ha detto:

        Queste dichiarazioni di stima mi mettono sempre in imbarazzo 😀
        La soddisfazione più grande è scoprire che i miei racconti, in cui non faccio che dire che non c’è alcuna speranza, sortiscano l’effetto contrario e infondano speranza. Non lo avrei mai minimamente pensato.
        Pensa che vita frustrante che conduco: anarchico e so che l’anarchia non si realizzerà mai; vegano e so che gli animali verranno sempre massacrati; ateo e so che ci saranno sempre sentimenti religiosi; libertario e so che ci sarà sempre moralismo; e così via 😀
        Il guaio è che gli individui di merda sono in maggioranza, si riproducono a manetta e diffondono i loro geni e la loro cultura!
        Ma ti prometto che non mi esimerò dall’opporre una strenua Resistenza.

      • vaviriot ha detto:

        “Ma ti prometto che non mi esimerò dall’opporre una strenua Resistenza.”
        per me questo è quello che conta =) love a profusione XXDDD

  5. sisterfreak ha detto:

    La fuga è un’ottima arma di difesa…la calma è ciò che ti permette di ragionare e capire quando si puo’ e quando è meglio scappare…tranquilla, erano forti solo perchè in 5. Quelli lì sono così e comunque visto che la sorellanza è un’arma, è sempre bene andare in giro con le compagne, non dobbiamo stare in casa o farci accompanare dagli uomini, ma andare da sole ovunque, sole tra donne, da sole ma in compagnia delle nostre compagne…riprendiamoci la strada, riprendiamoci tutto! Comunque il porco è un animale che va rispettato, niente a che vedere con i fascisti da te descritti

    • vaviriot ha detto:

      Hai ragione, ma le mie amiche abitano poco distanti da me quindi, ogni tanto mi accompagnano e ogni tanto gli evito quei pochi metri. Sabato scorso è andata così. Sapevo che era preferibile che mi accompagnassero ma se sono stanche non me la sento proprio di chiederglielo, alla fine sono pochi isolati, niente di che. Poi incroci il branco che, concordo, è forte solo perchè è branco, e succedono queste cose, e a volte va anche peggio, e pensi che era meglio farti accompagnare… ma stiamo sempre lì, stiamo ancora alla fase “ti devi proteggere” ma nulla si dice e si richiede al violento (non parlo di te ma dei discorsi in generale).
      Ti chiedo scusa per il porco, che come ben dici tu non ha nulla a che fare con il maschilismo o il fascismo, anzi è un animale davvero dolce e gentile.

  6. Carlo ha detto:

    Purtroppo la soluzione meno rischiosa è proprio l’evitare di reagire, anche se comporta molta rabbia dentro…Si dovrebbe avere la libertà di poter girare ad ogni ora e in ogni luogo senza la paura che qualcosa di brutto possa accadere, tuttavia prima che questo accada passerà molto,molto tempo! L’idea del corso di autodifesa non è male anche se quando c’è il branco è davvero difficile utilizzare certe tecniche.
    Mi piacciono i tuoi post, sembri una persona intelligente(dico sembri perché non ti conosco).
    Notte.

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