All’Italia non piace l’eutanasia

Erano giorni che volevo scrivere qualcosa sulle elezioni, ma per vari motivi ho rimandato finchè non ho letto il post di quella meraviglia di Frantic, che amo troppo =) e, condividendo tutto quello che ha scritto, e non volendo ripeterlo, ho deciso di aggiungervi giusto qualche mia riflessione.

Innanzitutto posso affermare che agli/alle italian@ non piace l’eutanasia. Sarà che abbiamo il Vaticano (senza papa, ma lo eleggeranno ahinoi), sarà che non abbiamo memoria storica, sarà che siamo masochisti ma di quelli che “solo dolore senza piacere” (per il piacere leggete qui), fatto sta che questo cadavere ce lo vogliamo tenere, anche se è in putrefazione. Di cosa sto parlando? Del sistema, dei partiti, della finta democrazia che ci illude di poter cambiare qualcosa con una crocetta, del capitalismo, di tutta la merda che ci circonda e che noi ci accaniamo a tener in vita. I cadaveri ci piacciono, ammettiamolo, altrimenti non continueremmo imperterriti all’alimentazione forzata. Da un cadavere, che non ha più funzioni celebrali (e per queste istituzioni potremmo dire che mai ne hanno avute) cosa ci si può mai aspettare? Il peggio del peggio, se ne esiste uno.

Analizzando i risultati delle elezioni, da non politologa ne aspirante tale, posso dedurre solo che l’Italia si sta spostando sempre di più verso destra, infatti il PD, PDL e il M5S possono benissimo esser definiti partiti di centrodestra, ma il dato allarmante è la scomparsa della sinistra. Non c’è e questo, che vogliate ammetterlo o meno, è un dato inquietante.

Tutti i “grandi” partiti hanno avuto un 25% di voti, chi più chi meno, stiamo lì. Questo per me non fa altro che confermare la loro similitudine, dato che è indubbio il fatto che Grillo abbia tolto elettorato sia al PD che al PDL, cosa che non potrebbe accadere se tra di essi ci fosse una netta e precisa differenza.

Ma tra i tanti numeri, su cui davvero si sono letti milioni di analisi, uno in particolare sembra non essere stato considerato: il 25% degli/lle italian@ che non hanno votato. Questo non è un dato da sottovalutare, dato che gli stessi partiti non hanno ottenuto che il 25%. Il popolo degli/lle astensionist@ è aumentato e forse su questa fiammella va soffiato altro vento, perché come vi ho già spiegato, per me, il voto è uno strumento del potere il cui unico scopo è quello di riconfermare il sistema. E su questo vi invito a leggere, se non lo avete già fatto, l’interessante articolo dei Wu Ming uscito pochi giorni fa sull’Internazionale di cui condivido l’analisi che vede Grillo e Casaleggio come pompieri.

Sul governo appena salito non so come esprimermi, perché mi sembra surreale ma questo paese ci ha sempre stupito in modo, ahinoi, negativo. Molt@ si chiedono “cosa succederà? Reggerà non reggerà?” . Personalmente non mi frega molto, perché che regga o meno, le cose non miglioreranno, e poi si sa, gli inciuci, che oggi si disdegnano tanto, si faranno e come. Il potere campa di inciuci e anche questo è inutile negarcelo.

Quello che so di certo è che per noi saranno tempi bui perché ai “politici di mestiere”, che il culo dalla poltrona non lo scolleranno mai, ora si sono aggiunti gli analfabeti della politica, e sinceramente non so chi dei due sia peggio. Come si può pensare di fare politica senza pensiero critico? Questo per me sarà sempre un mistero, ma intanto li avete votati e quindi legittimati ancora una volta a decidere per voi, perché il voto è questo e finchè non lo capirete è inutile poi lamentarsi dei risultati elettorali. Spero che un giorno questo paese capisca che le crocette sono inutili e che la lotta è l’unica via per cambiare, intanto, però, prepariamoci al prossimo tsunami di leggi e normative, finanziarie e quant’altro che ci cascheranno addosso.

p.s. sulle “quote rosa” non mi esprimo. Penso che, come sempre, saranno i fatti a dimostrare la loro inutilità. Non è il genere a fare la differenza ma la coscienza politica e quel benedetto pensiero critico che mi sa che si è suicidato.

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6 risposte a All’Italia non piace l’eutanasia

  1. Masque ha detto:

    Ci sarà veramente da ridere. Sarà da considerare interessante l’esperimento di vedere un grosso pezzo del parlamento fatto da persone telecomandare esplicitamente da un’azienda e ed un cosiddetto portavoce, che rimane esterno al parlamento. Un portavoce che doveva “valere uno” come gli altri, nella favoletta/formula magica che continuavano a ripetersi, ma che tuttavia rimane in posizione privilegiata, è oggetto di culto della personalità, è colui a cui gli altri partiti e gli organi si stampa si rivolgono, è l’intestatario del sito più frequentato da tutti quelli del movimenti. Lui, non il pincopallino qualunque che, nella loro favoletta, dovrebbe avere il suo stesso potere.
    Poi c’è anche la questione del corteggiamento di CasaPound, ma per non divagare troppo, stenderei una grossa termotrapunta pietosa. 😀

    Altro fenomeno interessante: fino a poco fa, grossa parte dell’attività di politici avversari e stampa era impegnata a commentare ciò che diceva Berlusconi. Lui dettava l’argomento delle chiacchiere, e gli altri a chiacchierare, commentare, far vedere di essere in disaccordo o d’accordo… Ora accade la stessa cosa anche con Grillo. Ogni giorno mi devo sentire gente che dice “Ma hai sentito cos’ha detto Grillo?”.
    Molto irritante. Soprattutto, ti fa notare come un’autorità riesca ad estendere la propria influenza, non sono sui suoi seguaci, ma anche sui suoi avversari. Nel momento stesso in cui gli do importanza, passando il mio tempo a commentarlo, a discutere di ciò che dice quotidianamente, gli sto dando anche potere. Mentre sono impegnato a fare questo, la mia mente è distratta da altre attività che potrebbero essere più utili, le mie opinioni vengono influenzate dalle sue, ed in definitiva, sono soggetto a lui.

    • vaviriot ha detto:

      Stavo per andare a dormire ma ho fatto bene a controllare una cosa sul blog, così ho potuto leggere questo tuo commento che straquoto. Quello che non riuscirò mai a capire è come le persone credano che il cambiamento possa arrivare attraverso due capitalisti (Grillo-Casaleggio)… è come chiedere ai dittatori di liberare un popolo.
      Per il tuo discorso sul potere, penso che sia vero che esso nasce dal momento in cui tu glielo permetti, attraverso le deleghe, le rappresentazioni, ed ect però è vero anche che, una volta che esso c’è, un buon metodo per smantellarlo è mostrarlo per ciò che è. Fingere che non esista è controproducente come non commentarlo, perchè ciò non produce nessuno spostamento di pensiero, ma se lo si decostruisce allora, forse, si permette a qualche lampadina spenta di accendersi e chissà, di accenderne a sua volta delle altre. Infondo anche per me è stato così, se non avessi incontrato persone che mi stimolassero quei pochi neuroni ancora attivi oggi, forse, non solo avrei votato ma avrei votato grillo.

      • Masque ha detto:

        Infatti, penso che sia importante sbugiardare i poteri. Solo che mi sono accorto di questo “fenomeno” per il quale, un’autorità, anche se avversaria, se gli di si da troppa importanza, gli si permette di diventare un pensiero ossessivo, finisce con l’avere potere anche su di me. Il caso di Grillo è particolarmente interessante, perché molti degli argomenti che usa come propaganda, sono condivisi sia da me, che chi si definisce “di sinistra” (nonostante i metodi suoi e di molti dei suoi “borg” siano tipici della destra: “cerca dei nemici ed attaccali”, ad esempio). Potrebbe capitare di mettere per qualche attimo in dubbio qualche mia idea nel momento che viene espressa anche da una persona che sono abituato a disprezzare? Penso di sì. È già capitato, ed è sbagliato perché significa che ho permesso ad una persona, in virtù di ciò che è, di influenzarmi. Facendo così, l’ho resa un’autorità anche per me.
        Quindi, ho pensato che sarebbe più corretto sbugiardare il “metodo”, senza accanirsi sulla persona, che è solo colui che rende manifesto il metodo.
        Mi ricordo che molti giustizialisti vendicativi pensano che mettendo Berlusconi in galera, si risolverebbero molti problemi del paese. Ma a cosa serve farlo, se la gente, all’occasione successiva, si mettere a votare una nuova-e-migliorata versione dello stesso soggetto? Se lo fa è perché ha rivolto verso la persona, e non verso il metodo, le proprie ire, pensando così che rimuovendo la persona, tutti i problemi sarebbero stati risolti.
        Che è come dire di voler eliminare il 4 dell’operazione 2+2=4 per togliere di mezzo la somma. Il due è solo una manifestazione particolare di quel tipo di operazione, ma se lo togli, rimane comunque ciò che permette di ottenerlo nuovamente (1+3, 3+1). Quindi, eliminare Berlusconi, Grillo o quant’altro, nel lungo periodo, non serve a molto.
        Vabbeh, esempio un po’ forzato, ma che spero renda l’idea. 🙂

      • vaviriot ha detto:

        ma io ti do ragione da vendere, infatti con la decostruzione non intendo creare mostri su cui addossare tutti i mali del mondo ma smascherare il metodo, proprio come hai ben descritto tu =) Inoltre, personalmente, l’ho sempre ribadito che Berlusconi è solo uno dei tanti politici maschilisti, mica l’unico.

      • Masque ha detto:

        Ma infatti! Comunque, non volevo contraddire nulla di ciò che hai scritto. Solamente, visto che leggendo il tuo post, ed anche quello sul papa che avevo commentato, ho ritrovato cose che penso anch’io, m’è venuto spotaneo aggiungerci anche il resto del pensiero. (Che, comunque, mi rendo conto che sto continuando a ripetere le stesse cose.)

      • vaviriot ha detto:

        ma non preoccuparti, anche se mi contraddicevi andava bene, sentiti libero di aggiungere/contraddire/ribadire quello che vuoi =)

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