Mister B, Femen e la donna che non sorride

E’ tempo di elezioni, su cui sapete già come la penso. Mentre quell@ che credono nel voto attendono i risultati, mister B. non smette di elargire consigli non richiesti. Questa volta, oggetto della sua attenzione, è stata una scrutinatrice che, a suo dire, doveva “imparare a sorride”. In effetti lui di sorrisi beffardi ne è maestro ma lo scoop non è il suo comportamento, che ormai è monotono e ce lo si aspetta, ma l’atteggiamento della ragazza. Non se l’è filato per niente, il suo volto sembrava dire “ti commenti da solo” e così facendo lo ha disconosciuto come “persona la cui parola conti qualcosa”, cosa, questa, non da poco. Il potere si ciba di rispetto, ottenuto ovviamente in modo coercitivo, e quindi considera la sua immagine come la cosa più preziosa. Se non gli riconosciamo potere, autorità, valenza, allora esso si palesa per ciò che è, solo una triste macchietta.

Ma per mister B. non finisce qui. Ad aspettarlo c’erano anche le Femen, di cui condivido e apprezzo l’uso del corpo come veicolo di messaggi, ma che, a mio avviso, questa volta, hanno “toppato”. Penso che gridare “basta Berlusconi” sia controproducente in un paese dove quest’uomo è solo l’ennesimo, e preciso ennesimo, politico maschilista. Bersani, Grillo, Monti, dove li mettiamo? Vorremmo mica definirli antisessissti?

Mister B. ha rinvigorito il maschilismo italiano, questo è indubbio, ma questa cultura c’è sempre stata e sinceramente sono stufa di veder creare dei mostri. Qui non c’è nessun mostro ma solo un esempio, potente, di maschio medio italiano. Mister B. non si è inventato nulla, ha solo preso a piene mani da una cultura secolare e sul mito del “masculo italico” ci ha creato la sua immagine. Che mister B. ci sia o meno in politica, non cambierà assolutamente nulla nella lotta al sessismo.

Il mio problema non è B. ma tutti gli uomini che si rivedono in lui ed anche quelli che lo disdegnano ma poi mettono in atto le sue stesse azioni, un po’ meno platealmente, ma non penso che sia il modo a fare la differenza. Per questi motivi considero quest’azione controproducente ed anche un pò “nociva” perché ha appiattito un discorso molto complesso che non andrebbe mai ridotto ad un “puntiamo il dito contro un unico personaggio”. E lo dico con grande rammarico perché, se B. fosse l’origine del maschilismo, la nostra lotta sarebbe mooolto più facile.

Anche se non condivido il messaggio delle Femen, non posso che essere solidale con loro per le aggressioni subite che avvallano ciò che si diceva in questi giorni su Femminismo a Sud e su cui mi trovate d’accordo: delle istituzioni non ci fidiamo.

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