L’umanista e la Grecia che resiste

Dopo una serata, come quella di ieri, fatta di parole piene di retorica, di persone che ti chiamano “umanista” per dirti, velatamente, che sei un’idealista quasi folle, che non hai i piedi piantati in terra, che le tue idee di autogestione sono fallimentari, che è meglio una semilibertà che la libertà, vorrei urlare, ma non ci riesco. Sto qui a scrivere quello che provo ma non riesco ad urlare e su questa cosa bisognerà rifletterci.

Mi sono difesa, ho difeso le mie idee e le mie scelte, le ho argomentate come faccio sempre, con fervore, emotività che passa e passerà sempre per aggressività. No, io non sono aggressiva, non voglio imporvi nulla, vorrei solo che le mie idee non venissero giudicate e cestinate come insensate, che le mie lotte, il dolore e la gioia che le accompagna, non venissero sminuite come azioni che non portano a nulla, vorrei poter non sentirmi più dire che non è così che ci si relaziona.

Ditemi voi, che siete tanto calmi, come devo controllare quello che ho dentro, come devo comportarvi davanti a chi mi dice che se fossimo tutti gay o lesbiche ci saremmo estinti? Come devo reagire a chi mi dice che la coppia è monogamica o non è e che, nel dire loro che non è così, io sto facendo violenza, perché gli sto imponendo qualcosa? Cosa cazzo ti sto imponendo se sto solo dicendo che la coppia non è solo quella monogamica? Cosa ti sto togliendo? Come devo reagire a chi mi dice che la resistenza non ha più senso e che l’unica strada è essere dei consumatori più consapevoli?

Non voglio e non ho mai chiesto lodi o gruppi di fan, vorrei solo che la mia visione non fosse bollata e giudicata come folle, perché io non lo sono e soprattutto le pratiche e le idee che cerco di veicolare non lo sono, anzi. Il mondo che immagino è possibile, è solo che ce lo siamo dimenticato cosa vuol dire essere migliori di semplici consumatori.

In Grecia la lotta di Vio.Me dimostra come sia possibile un’organizzazione della produzione e dell’economia senza sfruttamento, disuguaglianza o gerarchia. Riporto con piacere il comunicato, tradotto da Infoaut (che ringrazio di cuore, invitandovi a leggete il loro post se volete saperne di più su questa lotta), che annuncia l’avvio della produzione alla Vio.Me, ringraziando anche quella meraviglia di baruda che lo ha condiviso e da cui l’ho letto.

La fabbrica Vio.Me. (Industria Mineraria) avvia la produzione sotto il controllo dei lavoratori

“Siamo coloro che impastano, eppure non abbiamo pane,
siamo coloro che scavano il carbone, eppure abbiamo freddo.
Siamo coloro che non hanno nulla, e stiamo venendo a prendere il mondo “
Tassos Livaditis (poeta greco, 1922-1988)

NEL CUORE DELLA CRISI, I LAVORATORI DELLA VIO.ME. MIRANO AL CUORE DELLO SFRUTTAMENTO E DELLA PROPRIETA’

Con la disoccupazione che sale al 30%, i redditi dei lavoratori prossimi a zero, stanchi e delusi di paroloni, promesse ed ulteriori tasse, non pagati dal Maggio 2011 e attualmente in rifiuto di prestare la propria manodopera, con la fabbrica abbandonata dai datori di lavoro, i lavoratori della Vio.Me. per decisione della loro assemblea generale dichiarano la propria determinazione a non cadere preda di una condizione di disoccupazione perpetua, ma all’opposto di lottare per prendere la fabbrica nelle proprie mani e di gestirla essi stessi. Attraverso una proposta formale risalente all’Ottobre 2011 hanno affermato la costituzione di una cooperativa operaia sotto il pieno controllo dei lavoratori, rivendicando il riconoscimento legale sia per la loro stessa cooperativa operaia che per tutte le altre che seguiranno. Allo stesso tempo hanno continuato a rivendicare il denaro necessario per mettere in moto la fabbrica, denaro che in ogni caso appartiene ad essi, in quanto produttori della ricchezza della società. Il piano che era stato redatto incontrò l’indifferenza delle burocrazie statali e sindacali. Ma fu recepito con grande entusiasmo dal mondo dei movimenti sociali i quali, attraverso la creazione dell’Iniziativa Aperta di Solidarietà a Tessalonica ed in seguito con iniziative simili in molte altre città, hanno lottato per gli ultimi 6 mesi per diffondere il messaggio di Vio.Me. attraverso la società.

Ora è il tempo del controllo dei lavoratori della Vio.Me.!

I lavoratori non possono più aspettare che lo stato fallito assolva alle sue promesse gratuite di sostegno (anche l’aiuto di emergenza di 1000 euro promesso dal Ministero del Lavoro non è mai stato approvato dal Ministero delle Finanze). E’ tempo di vedere la fabbrica Vio.Me. – oltre che ogni altra fabbrica che sta chiudendo, andando in bancarotta o licenziando i propri lavoratori – riaperta dai suoi lavoratori, e non dai suoi vecchi o nuovi padroni. La lotta non dovrebbe essere limitata alla Vio.Me., affinché essa sia vittoriosa dovrebbe essere generalizzata e diffusa a tutte le fabbriche ed attività che stanno chiudendo, perché solo attraverso una rete di fabbriche autogestite la Vio.Me. sarà capace di prosperare ed illuminare la strada verso una diversa organizzazione della produzione e dell’economia, senza sfruttamento, disuguaglianza o gerarchia.

Quando le fabbriche stanno chiudendo una dopo l’altra, il numero dei disoccupati in Grecia si avvicina ai 2 milioni e la vasta maggioranza della popolazione è condannata alla povertà ed alla miseria dalla coalizione di governo del PASOK-ND-DIMAR, che continua le politiche dei governi precedenti, la rivendicazione di gestire la fabbrica sotto il controllo dei lavoratori è l’unica risposta ragionevole al disastro che viviamo ogni giorno, l’unica risposta alla disoccupazione; per questa ragione, la lotta di Vio.Me. è la lotta di tutti.

Esortiamo tutti i lavoratori, i disoccupati e tutti quelli che sono colpiti dalla crisi ad essere al fianco dei lavoratori della Vio.Me e di sostenere il loro tentativo di mettere in pratica la convinzione che i lavoratori possano farcela senza padroni! Li chiamiamo a partecipare ad una Carovana di Lotta e Solidarietà nazionale che culmini in tre giorni di lotta a Tessalonica. Li esortiamo ad intraprendere la lotta ed organizzare le loro stesse lotte dentro i propri luoghi di lavoro, con procedure di democrazia diretta, senza burocrati. Per partecipare ad uno sciopero politico generale per estromettere coloro che distruggono le nostre vite!

Mirando a instaurare il controllo dei lavoratori sulle fabbriche e sull’insieme della produzione ed organizzare l’economia e la società che desideriamo, una società senza padroni!

E’ il tempo di Vio.Me.. Mettiamoci al lavoro!
Spianando la strada per l’autogestione dei lavoratori ovunque!
Spianando la strada per una società senza padroni!

Iniziativa Aperta di Solidarietà e Supporto alla lotta dei lavoratori Vio.Me.

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