Dannata gelosia: la lotta parte da sè stess@

Abbiamo fatto sesso. Penso che lo sapessimo fin dall’inizio che saremmo finiti a farlo, ma abbiamo fatto finta di niente. Abbiamo interpretato il ruolo di chi organizza un pranzo solo con lo scopo di vedersi, di chiacchierare, di guardarsi un film (che si è pure scaricato) e poi per magia ci si ritrova a letto, nudi e felici.

Siamo amici da anni ma ne abbiamo passate tante insieme, quante litigate ci siamo fatti? Quante volte siamo stati lì lì per mandarci reciprocamente a cagare? Eppure abbiamo resistiti e siamo riusciti anche a superare l’ostacolo del “come ci definiamo”? Scopiamo, sì, ma non siamo una coppia. Ci vogliamo bene come amici, io avvolte ti vedo come un fratello, e il fatto che scopiamo non significa più di quello che è.

La scopata non ci definisce in modo diverso, almeno per me non ha questo potere. Guardandoci, toccandoci, annusandoci ci siamo conosciuti meglio di quanto non avremmo mai potuto fare a parole e questo forse, anzi certamente, ha aiutato il nostro legame ad essere forte e duraturo.

Eppure per quella definizione abbiamo patito, ci siamo allontanati, poi riavvicinati e alla fine sembra che abbiamo raggiunto un equilibrio. Non vogliamo perderci ma abbiamo una paura fottuta delle gabbia. La coppia sarebbe una gabbia che ucciderebbe tutto ciò che di bello abbiamo costruito.

Quando abbiamo fatto sesso questa volta l’unica mia paura, non era di distruggere un rinnovato equilibrio, ma di farlo per gelosia. Ho ancora paura che la presenza di un’altra persona possa cancellare la nostra amicizia, ho paura di perderti ma mi chiedo, quando sei stato mio? Tu non sei mio e neanche io voglio che tu lo sia. Allora perché ho questa paura addosso?

Quando abbiamo finito te l’ho confessato: “ho paura. Vorrei vederti felice con un’altra ma allo stesso tempo ho paura che questo ti allontani da me”. Mi hai detto che nulla cambierebbe, che il nostro legame resterebbe lo stesso, ed è quello che ti ripeto anch’io ma questo non placa la mia ansia.

Eppure la coppia non fa per noi, se avessimo voluto ci saremmo messi insieme, ma non l’abbiamo fatto e abbiamo perseverato nella nostra decisione. Abbiamo combattuto contro gli/le amici/che che ci definivano coppia, che insinuavano le peggio cose (del tipo che uno soccombeva alla decisione dell’altro di non esser coppia) e che ci facevano sentire sempre in difetto. Abbiamo contrastato l’idea dei parenti che ci vedevano già sposati. Ma adesso, di fronte a noi stess@, abbiamo paura. Sappiamo che è questa la vera sfida e che bisogna vincerla per riuscire a liberarsi.

Ho una paura, che non so quantificare, di perderti, perché tu non sei solo un amico, ma il fratello che non ho avuto, il compagno di molteplici lotte e l’amante nelle cui braccia mi rifugio quando mi faccio prendere dalle mie ansie. Eppure darei tutto quello che posseggo per vederti felice insieme ad un’altra persona e so che tu faresti lo stesso, e so anche che il nostro legame perdurerebbe, ma quell’idea di perdita mi tormenta.

Nonostante l’amore che provo per te non posso non ammettere che ti vedo come una mia proprietà, e questo mi fa un male boia. Non voglio farlo, vorrei estirpare questa idea e vederti solo come una persona, ma per quanto razionalmente ci riesca, istintivamente ti percepisco come “mio”.

Perchè ci hanno fatto questo? Perché ci hanno cresciuti con un’idea così malsana? Non vedo ancora vicino il momento in cui potrò disfarmene, ma intanto cerco di ribadire la mia e la tua libertà, anche se fa male e a volte la paura prende il sopravvento. Continueremo a dirci che non siamo dell’altr@ e ad invitarci ad uscire con altr@.

Non voglio avere paura per sempre, non voglio più vederti come un oggetto, rispetto troppo te e me per perseverare in questa cultura del possesso. Non voglio farti né farmi violenza, non voglio più esser complice di questa visione della coppia. Vorrei poterti vedere con un’altra persona e semplicemente sorridere, non solo con le labbra ma con il cuore.

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2 risposte a Dannata gelosia: la lotta parte da sè stess@

  1. Sere ha detto:

    Quanta, quanta, quanta, quanta forza nelle tue parole. Sei grande, tesoro bello. Un abbraccio forte.

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