Quando l’unica informazione è quella dei media

Ieri avevo letto di Davide, che in realtà è A., e presa dalla rabbia ho scritto quello che penso e che, aldilà dello specifico caso, in generale resta valido rispetto all’omofobia e all’educazione nelle scuola e nelle famiglie. Grazie però alle notizie e ai chiarimenti fatti da Valentina sul suo blog, sappiamo che A. non è stato oggetto di cyberstalking e di omofobia. Il suo suicidio ha ragioni che non conosciamo, ma che comunque non rendono meno doloroso il suo gesto. Io di suicidi non riesco a parlare, è per me un discorso troppo doloroso, quindi scusatemi se preferisco parlare di ciò che è accaduto.

La cosa che trovo grave è la mancanza di inchiesta da parte di alcuni giornalisti italiani. Prima di lanciare una notizia è o non è un dovere del giornalista assicurarsi che sia vera? Altrimenti quel’è la differenza tra diffamazione, notizia e gossip? Io non so perché questi giornalisti abbiano diffuso una notizia falsa, so solo che le loro responsabilità non cancellano le nostre. Se ci siamo cascati tutt@ un motivo deve pur esserci. Personalmente posso dirvi che non mi è passato neanche per l’anticamera del cervello che si potesse trattare di una notizia montata, pensavo davvero che A. fosse vittima di omofobia perché accecata da un problema reale, che mi tocca da vicino, e che uccide e ferisce molte persone ogni giorno. L’omofobia non è un gioco, non è qualcosa da strumentalizzare come non lo sono le vite delle persone. A. è morto e bisognava rispettarlo, bisognava rispettare il dolore di tutt@. La reazione a questa notizia, che nel caso in cui fosse stata vera sarebbe stata auspicabile, va ricercata anche nel fatto che si sta tentando di far approvare una legge contro l’omofobia. Io capisco che sia importante per tutt@, ma da anarchica le leggi non mi interessano dato che sono fermamente convinta che è sul cambiamento culturale il vero obiettivo che con le leggi non ha mai avuto accheffare. Esistono leggi contro il fascismo, il razzismo, lo stalking, lo stupro, ma nessuna di esse ha mai fermato queste violenze e nessuna, mi dispiace dirlo, fermerà l’omofobia. E’ la cultura il piano su cui lottare, è sull’educazione che bisogna puntare, sul rispetto reciproco e la distruzione di tutti quegli stereotipi e tabù di cui siamo tutt@ pregni.

Perché abbiamo creduto a questa notizia? O forse dovremmo dire, perché abbiamo voluto crederci? Che l’informazione istituzionale non sia affidabile lo sappiamo tutti, quante notizie non vengono date? Quante vengono raccontate distorte? Quante volte le violenze vengono giustificate o peggio non descritte come violenze? Nonostante fossi consapevole di questo vi ho creduto e non ci sono giustificazioni. C’è solo una cosa che continuo a ripetermi: devo/dobbiamo smetterla di delegare ai media il controllo delle notizie e della descrizione della realtà. Questo è appunto uno dei tanti motivi che mi hanno spinto a creare questo blog e anche se è difficile rimanere oggettivi davanti alle tante notizie che ci rifilano, possiamo e dobbiamo farlo, sia per noi stess@ che per le vite di chi viene usato per aumentare il profitto di pochi. Come ho scritto, la libertà/liberazione è un esercizio quotidiano.

Un abbraccio grande ad A.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Antiautoritarismo, Pensieri Sparsi. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...