Della serie a volte ritornano: il mito della verginità

Non so voi ma da qualche tempo noto che sia nelle soap opera sia nei film americani c’è il ritorno del mito della verginità. Mi riferisco nello specifico a Beautiful e a Twilight. Di entrambi so poco, e quello che so mi basta. Della saga di Twilight ho visto solo il primo film e, lasciando perdere le mie considerazioni sulla sua vacuità, mi ha colpito molto vedere riproposto il tema della verginità. In questo film la verginità della protagonista, Bella, è certamente “imposta” dal fatto che il suo compagno  vampiro, nell’eccitazione,  potrebbe morderla. Il loro, dunque, non solo è un “amore puro”, almeno nei primi capitoli, poi so che ce la fanno a fare sesso (olè!), ma anche pericoloso. Pericoloso perché appartengono a “mondi diversi” e perché l’uno può provocare la morte dell’altra. Quindi il sesso, che è uno degli istinti più belli che abbiamo, è associato al pericolo e alla morte. Vi ricorda qualcosa? A me si, soprattutto i discorsi dei nonni e dei miei genitori. Non più di una sessantina di anni fa la verginità era imposta a tutte le donne, perché dovevano darla (il termine è scelto proprio per sottolineare il significato che gli si dava) solo al marito, come dono di nozze, e attraverso cui l’uomo sanciva il suo dominio sul corpo della donna. Negli anni 68 questo sembrò giustamente un’idea superata ed infatti si lottò per raggiungere una libertà sessuale, che ahinoi, ancora stenta ad arrivare. Oggi non si condannano più le donne che fanno sesso con il/la loro ragazz@, ma per tutte le altre ci sono così tanti luoghi comuni ed offese che penso conosciate tutt@. La supposta libertà sessuale si rivela ancora una volta limitata, perché legata ancora al concetto di proprietà che è passata dal marito di un tempo al ragazz@ di oggi. Dell’autoderminazione delle donne, quindi, anche in questo caso, non vi è neanche l’ombra.

In Twilight dunque due concetti ritornano: la verginità e la pericolosità, vista come qualcosa che affascina e che risulta irresistibile. Bella stronzata. Gli uomini definibili pericolosi non hanno nulla di affascinante, nulla di sexy ne di eccitante, sono solo persone da cui è meglio scappare, senza fermarsi a pensare né di poterli cambiare né di poterci convivere. Il bello e dannato è un mito più grande di quello della verginità e se avete amore per voi stesse, stategli lontane, perché quel fantomatico “fascino” prima o poi scomparirà e a restare saranno solo i segni che lui vi avrà lasciato.

Il tema della verginità lo si ritrova anche in Beautiful, che si è sempre basato sulle tresche e gli scambi di coppia. Negli ultimi due anni credo, ma non so dirvelo di preciso, una delle protagoniste, Hope, ha deciso di intraprendere una campagna per indicare alle giovani donne quali principi seguire. Hope è innamorata di un tizio che è conteso anche da un’altra donna, Steffy, che della verginità se ne sbatte e cerca di sedurlo a tutti i costi. Quindi potete immaginare come la serie si sviluppi sul contrasto tra la santa e la puttana. In questa soap, che considero un’accozzaglia dei peggiori stereotipi sessisti, la verginità è presentata come un valore perso ma da riprendere, per salvare tante generazioni dalla perdizione. Allucinate, oserei dire.

Ora tutt@ sappiamo che Beautiful viene seguito da una fascia di età molto alta, mentre Twilight da una molto bassa. Il fatto che, nonostante la diversa fascia di età, venga riproposto lo stesso tema non vi spaventa? A me sì. Personalmente della verginità non mi dà fastidio l’esistenza ma il fatto che venga imposta. Mi spiego. Per me le donne devono poter decidere quando e con chi farlo la prima volta e tutte le volte che verranno, e se decidessero di voler aspettare anni o di non darla proprio a nessuno, non sarò di certo io a criticarle. Ma se di libera scelta si tratta, anche chi sceglie diversamente dovrebbe avere lo stesso trattamento, cioè esser rispettata. Se io decido di non aspettare e di vivermi la mia sessualità liberamente non sono né voglio essere migliore o peggiore di chi invece decide di aspettare. Queste distinzioni le crea la società per dividere e controllare le donne, la loro sessualità e la loro libera scelta. Fin quando ci divideremo tra sante e puttane non ci sarà un’effettiva libertà per nessuna di noi. E non crediate che con il dire questo stia invitando le donne ad un qualsivoglia patto di genere, perché se rifiuto la suddetta distinzione, non dimentico che tra donne c’è e ci sarà sempre una questione di classe e di schieramento politico sul quale mai e poi mai potrei andar oltre. I miei confini in questi casi li segno in modo evidente e li specifico.

In questo clima di ritorno al Medioevo e alla Santa Inquisizione mi viene da consigliare a tutte le adolescenti di non farsi ingannare da questi miti, che negli anni limiteranno le vostre scelte, ma di guardare altrove e se volete al passato ma cercando degli esempi positivi. Se vi piacciono i vampiri vi consiglio il telefilm Buffy con cui sono cresciuta e che diventa davvero interessante dalla seconda-terza serie in poi. Buffy a differenza di Bella è una donna che si autodetermina, che non si fa salvare ma si salva da sé e che tromba, oh sì, tromba con tanto gusto e ironia, perché sì, questo telefilm tra i tanti aspetti ha anche quello di esser divertente e di avere personaggi variegati, diversi e non stereotipati.

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